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Huawei potenzia le reti 5G con 8T8R e backhaul MB2 da 10 Gbps

☁️ Punti chiave

  • inwi e Huawei implementano una rete 8T8R dual-band lungo ferrovie e autostrade marocchine, migliorando copertura, capacità e stabilità durante gli spostamenti.
  • HyperBeamforming concentra il segnale lungo i corridoi di trasporto, ottenendo 13 dB di guadagno e un throughput medio superiore dell’83%.
  • L’antenna MB2 integra otto bande e dieci direzioni, riducendo apparati e tempi di installazione per il backhaul 5G e 5G-A.

Huawei rafforza la propria strategia per le infrastrutture mobili con due soluzioni rivolte agli operatori che devono aumentare copertura e capacità senza moltiplicare siti e antenne. In Marocco, il gruppo ha completato con inwi il dispiegamento commerciale di apparati 8T8R dual-band lungo ferrovie ad alta velocità e autostrade, ottenendo un incremento dichiarato del 13 dB nella copertura e dell’83% nel throughput medio percepito. Parallelamente, l’antenna MB2 premiata con il Red Dot Design Award integra fino a otto bande e dieci direzioni in un solo apparato, promettendo collegamenti di backhaul da 10 Gbps per reti 5G e 5G-Advanced.

HyperBeamforming estende il segnale lungo ferrovie e autostrade

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La soluzione implementata da inwi e Huawei combina le bande da 1,8 e 2,1 GHz in una radio unit FDD dotata di otto canali di trasmissione e otto di ricezione. L’architettura 8T8R aumenta la capacità di modellare il segnale rispetto alle configurazioni tradizionali 2T2R, particolarmente penalizzate negli scenari dove gli utenti si muovono rapidamente e le stazioni radio sono separate da distanze elevate. L’impiego lungo ferrovie e autostrade richiede infatti una copertura stretta e profonda, orientata nella stessa direzione del percorso, invece della distribuzione più uniforme utilizzata nei centri urbani. HyperBeamforming applica pesi differenti ai segnali trasmessi dalle otto catene radio per generare fasci più concentrati, limitare l’interferenza laterale e spingere la copertura lungo il corridoio di mobilità. Il principio riprende le tecniche

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Huawei potenzia le reti 5G con 8T8R e backhaul MB2 da 10 Gbps 4

Massive MIMO utilizzate nelle reti urbane, ma viene ottimizzato per una geometria lineare. Il progetto rappresenta un’evoluzione delle reti Huawei Massive MIMO progettate per aumentare capacità e copertura, adattandole a treni e veicoli che attraversano rapidamente più celle. Secondo i dati pubblicati da Huawei sul dispiegamento con inwi, la rete è stata installata sui principali corridoi di trasporto del Marocco, comprese linee ferroviarie ad alta velocità e arterie autostradali.

Il guadagno di 13 dB riduce i vuoti di copertura

Huawei dichiara che il nuovo sistema offre un guadagno di copertura di 13 dB rispetto alle reti legacy 2T2R, estendendo il raggio utile di una singola stazione di quasi un chilometro. Il valore non rappresenta un aumento lineare della velocità, ma una maggiore capacità di mantenere un collegamento utilizzabile nelle zone più lontane dal sito radio e in presenza di ostacoli, attenuazione o interferenze. Nei test commerciali, il throughput medio percepito dagli utenti sarebbe cresciuto dell’83%, mentre il numero di utenti attivi gestiti dall’infrastruttura sarebbe aumentato di 3,2 volte. L’ampliamento della copertura per sito può ridurre la necessità di costruire nuove torri, acquisire terreni e realizzare collegamenti elettrici e in fibra aggiuntivi. Per gli operatori, il vantaggio economico deriva quindi non soltanto dalle prestazioni radio, ma dalla possibilità di intervenire sui corridoi esistenti senza densificare eccessivamente la rete. Il tema è centrale anche nelle strategie Huawei per le reti africane basate su antenne ad alto guadagno, dove distanza tra i siti e costo dell’energia rendono difficile applicare modelli infrastrutturali progettati per le città europee o asiatiche. La soluzione supporta inoltre più tecnologie, comprese GSM, UMTS, LTE, NB-IoT e 5G NR, permettendo a inwi di utilizzare lo stesso apparato durante la migrazione tra generazioni differenti.

La connettività ferroviaria richiede continuità tra le celle

La velocità del treno rende più complessa la gestione della rete perché lo smartphone deve passare rapidamente da una cella alla successiva senza perdere la sessione dati. Una copertura irregolare può produrre interruzioni durante videochiamate, streaming, accesso ai servizi cloud e autenticazioni aziendali. Il problema non riguarda soltanto la potenza del segnale: handover, interferenze, capacità disponibile e qualità del backhaul devono funzionare contemporaneamente. Un fascio stretto può aumentare la profondità della copertura lungo i binari, ma l’operatore deve coordinare le celle per evitare sovrapposizioni e zone d’ombra. La crescita del numero di utenti attivi dichiarata da Huawei indica che il sistema interviene anche sulla capacità, distribuendo meglio le risorse radio tra i passeggeri presenti sullo stesso convoglio. La rete diventa così una componente dell’infrastruttura ferroviaria digitale, necessaria per intrattenimento, lavoro da remoto, servizi al viaggiatore e comunicazioni operative. L’approccio si inserisce nella trasformazione più ampia con cui Huawei utilizza agenti AI per gestire automaticamente le reti degli operatori, combinando ottimizzazione radio e automazione delle operazioni. La capacità di offrire prestazioni costanti lungo percorsi ad alta velocità rappresenta inoltre un banco di prova più severo rispetto alla copertura di utenti fermi o in movimento pedonale.

MB2 integra otto bande e dieci direzioni

Sul fronte del trasporto del traffico tra stazioni radio e rete centrale, Huawei prepara il lancio commerciale dell’antenna MB2, premiata con il Red Dot Design Award 2026. Il dispositivo integra in una sola struttura fino a dieci direzioni e otto bande microwave: 13, 15, 18, 23, 26, 28, 32 e 38 GHz. In una rete tradizionale, ogni collegamento punto-punto può richiedere un’antenna separata, aumentando peso, superficie esposta al vento, occupazione della torre e costi di locazione. MB2 riunisce più collegamenti in un corpo cilindrico, riducendo secondo Huawei il numero di antenne necessario fino al 90%. La sommità a tronco di cono impedisce il ristagno dell’acqua e ostacola la nidificazione degli uccelli, mentre la base a gradini facilita installazione e movimentazione. Questi elementi spiegano perché un premio di design sia stato assegnato a un prodotto infrastrutturale: nella telefonia mobile il design industriale non riguarda soltanto l’estetica, ma resistenza meccanica, manutenzione, ingombro e sicurezza delle torri. L’antenna è stata validata in oltre dieci reti e dovrebbe entrare prossimamente nella fase commerciale. La scheda ufficiale dedicata a Huawei MB2 indica che l’apparato è destinato a realizzare backhaul resilienti da 10 Gbps per reti 5G e 5G-A.

Installazione ridotta da tre ore a venti minuti

L’architettura modulare di MB2 permette di aggiungere una nuova direzione installando il feed relativo alla banda necessaria, senza montare un’ulteriore antenna completa. Huawei dichiara che il tempo richiesto per installazione e allineamento può scendere da tre ore a venti minuti. La riduzione è rilevante perché gran parte dei costi di una rete microwave deriva dagli interventi sulle torri, che richiedono tecnici specializzati, sistemi di sicurezza, pianificazione e talvolta interruzioni operative. Un apparato più compatto diminuisce anche il carico statico e quello generato dal vento, consentendo di utilizzare strutture che potrebbero non sostenere molte antenne tradizionali. L’algoritmo proprietario di cancellazione dell’interferenza co-canale riduce inoltre da 90 a 15 gradi l’angolo minimo di riutilizzo della stessa frequenza, producendo un incremento dichiarato fino a quattro volte dell’efficienza spettrale. In termini operativi, più collegamenti possono utilizzare la stessa risorsa radio senza interferire reciprocamente, aumentando la capacità disponibile in siti congestionati. La soluzione completa il percorso descritto da Huawei EcoMatrix per backhaul microwave da 25 Gbps e reti 5G-Advanced, nel quale semplicità dell’architettura ed efficienza energetica diventano necessarie per sostenere la crescita del traffico.

L’inclusione resta un pilastro della strategia aziendale

Accanto agli annunci infrastrutturali del 2026, Huawei continua a richiamare le proprie iniziative dedicate alla presenza femminile nelle discipline tecnologiche. Il collegamento fornito dall’azienda rimanda però a un contenuto pubblicato il 7 marzo 2023, non a una nuova iniziativa annunciata nel luglio 2026. In quell’occasione Irina Bokova, prima donna a dirigere l’UNESCO, aveva invitato le imprese tecnologiche ad assumere una responsabilità maggiore nella promozione della parità e nella formazione delle donne nelle discipline ICT. Il messaggio accompagnava un’edizione della rivista aziendale Transform e il programma Women in Tech, allora giunto al terzo anno. La distinzione temporale è importante: il documento offre contesto sulla comunicazione sociale del gruppo, ma non deve essere presentato come un aggiornamento recente. Bokova sottolineava come tecnologia, istruzione, salute, lavoro e ambiente fossero ormai inseparabili e come una maggiore partecipazione femminile potesse incidere sull’intera economia digitale. Nella pubblicazione Huawei dedicata alle donne nella tecnologia, l’invito era rivolto sia alle giovani interessate a matematica e programmazione sia alle aziende chiamate a investire in competenze e leadership. L’innovazione delle reti non dipende infatti soltanto da radio, antenne e algoritmi: richiede anche una base di competenze sufficientemente ampia per progettare, installare e governare infrastrutture sempre più complesse.

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