📌 In Sintesi
- iPhone 18 Pro potrebbe partire da 1.399 dollari, con un rincaro di 300 dollari rispetto al modello precedente.
- I costi dei chip a 2 nanometri e delle memorie DRAM e NAND sarebbero alla base dell’aumento previsto dall’analista Jeff Pu.
- macOS 27 migliora iPhone Mirroring con finestre ridimensionabili, Centro di Controllo e video DRM, mentre Shazam introduce sticker per iMessage.
iPhone 18 Pro potrebbe diventare lo smartphone tradizionale più costoso mai commercializzato da Apple. Secondo una nuova previsione dell’analista Jeff Pu, il modello base potrebbe partire da 1.399 dollari, mentre iPhone 18 Pro Max raggiungerebbe almeno 1.499 dollari. L’aumento, compreso tra 250 e 300 dollari, sarebbe determinato soprattutto dai maggiori costi del chip A20 Pro a 2 nanometri e delle memorie DRAM e NAND, sempre più richieste dai data center dedicati all’intelligenza artificiale. Parallelamente, Apple continua a rafforzare il proprio ecosistema software: macOS 27 migliora iPhone Mirroring e Shazam introduce una raccolta di sticker utilizzabili in Messaggi, FaceTime e nelle applicazioni compatibili.
Cosa leggere
iPhone 18 Pro può partire da 1.399 dollari
La previsione di GF Securities colloca iPhone 18 Pro a 1.399 dollari, contro i 1.099 dollari richiesti al lancio per iPhone 17 Pro. Il Pro Max passerebbe invece da 1.199 ad almeno 1.499 dollari, mantenendo una differenza di cento dollari tra le due dimensioni. Il rincaro non è stato annunciato da Apple e rimane una stima dell’analista Jeff Pu, che soltanto pochi mesi prima aveva ipotizzato una politica commerciale più aggressiva per contenere l’impatto dell’aumento dei componenti. Il cambio di valutazione riflette il peggioramento delle condizioni nella filiera dei semiconduttori. Durante la trimestrale del terzo trimestre fiscale, Apple ha avvertito che i vincoli di fornitura aumenteranno sensibilmente nel periodo successivo, coinvolgendo iPhone, Mac e iPad. Tim Cook non ha confermato aumenti di prezzo, ma ha chiarito che la disponibilità di un numero maggiore di fornitori non determina automaticamente una diminuzione dei costi finali. Il nuovo scenario supera quindi le precedenti stime secondo cui iPhone 18 Pro avrebbe potuto raggiungere circa 1.280 euro dopo l’esclusione delle memorie CXMT, prospettando un salto molto più netto sul mercato statunitense.
Chip a 2 nanometri e memorie spingono il rincaro
Il principale elemento di pressione sarebbe il nuovo A20 Pro, prodotto da TSMC con un processo a 2 nanometri e un packaging più avanzato. Il passaggio a un nodo produttivo iniziale comporta wafer più costosi, rese inferiori e una domanda superiore alla capacità disponibile. Apple starebbe inoltre adottando una nuova architettura capace di integrare più strettamente processore e memoria, migliorando efficienza e prestazioni ma aumentando la complessità produttiva. Le prime informazioni sull’architettura A20 e sulle due batterie previste per iPhone Ultra avevano già evidenziato come la nuova generazione richiedesse modifiche sostanziali alla disposizione interna. Alla pressione sul processore si aggiunge quella delle memorie. L’espansione dei data center AI assorbe una quantità crescente di DRAM, NAND e soprattutto HBM, spingendo i produttori a privilegiare i componenti più redditizi. La conseguenza è una minore capacità disponibile per smartphone, tablet e computer. Apple ha cercato di ampliare la base dei fornitori valutando CXMT e YMTC, ma l’iniziativa ha aperto uno scontro con Micron e con il Senato statunitense. La crisi tra Apple, Micron e i produttori cinesi rende quindi più difficile utilizzare la concorrenza nella supply chain per contenere i prezzi.
Un aumento di 300 dollari mette a rischio la domanda
Un listino da 1.399 dollari collocherebbe iPhone 18 Pro in una fascia molto vicina a quella dei dispositivi pieghevoli, mentre il Pro Max raggiungerebbe il prezzo di alcuni notebook professionali. Jeff Pu considera questa ipotesi un fattore di incertezza sulla domanda e ha ridotto il proprio giudizio sul titolo Apple da buy a hold. Il problema non riguarda soltanto la capacità di spesa assoluta. Gli utenti dovrebbero percepire un miglioramento sufficiente a giustificare un incremento del 27% rispetto alla generazione precedente, in un mercato dove gli smartphone vengono sostituiti sempre meno frequentemente. Le indiscrezioni indicano apertura variabile per la fotocamera principale, una Dynamic Island più compatta, nuovi colori, modem proprietario e maggiore integrazione con Siri AI. L’apertura variabile attribuita a iPhone 18 Pro potrebbe migliorare profondità di campo ed esposizione, ma difficilmente basterebbe da sola a sostenere un rincaro di 300 dollari. Apple potrebbe mitigare l’impatto aumentando la memoria base, rafforzando le formule di finanziamento o introducendo programmi di aggiornamento. La società sta già preparando nuove formule di leasing per iPhone attraverso iOS 27 e Klarna, una strategia che riduce la percezione del prezzo iniziale distribuendolo su rate mensili.
La gamma iPhone cambia calendario e posizionamento
La nuova struttura commerciale dovrebbe separare ulteriormente i modelli premium da quelli tradizionali. Apple è attesa al lancio autunnale con iPhone 18 Pro, iPhone 18 Pro Max e il primo pieghevole, mentre iPhone 18 standard, iPhone 18e e iPhone Air 2 arriverebbero nella primavera del 2027. La divisione del calendario consentirebbe di concentrare l’attenzione sui prodotti più costosi e di evitare che il modello standard riduca immediatamente l’attrattiva dei Pro. Il pieghevole, indicato nelle indiscrezioni anche come iPhone Ultra, dovrebbe superare i 2.000 dollari e diventare il vertice assoluto del catalogo. Il ritardo industriale del dispositivo, già descritto nell’analisi sull’iPhone Ultra e sulla strategia Apple per conquistare il mercato dei pieghevoli, potrebbe però comprimere le quantità disponibili. In questo scenario, iPhone 18 Pro da 1.399 dollari non rappresenterebbe più soltanto un flagship tradizionale, ma il gradino di accesso alla nuova fascia premium Apple. La crescita dei prezzi appare quindi legata sia ai componenti sia a una riprogettazione del catalogo, nel quale la distanza tra i modelli economici e quelli professionali diventa più ampia.
macOS 27 rende iPhone Mirroring più flessibile
Sul fronte software, macOS 27 Golden Gate introduce tre miglioramenti sostanziali a iPhone Mirroring. Il primo è la possibilità di ridimensionare liberamente la finestra che mostra lo schermo dell’iPhone sul Mac. Fino a macOS 26, Apple consentiva soltanto tre dimensioni predefinite: piccola, reale e grande. Con macOS 27, le applicazioni aggiornate per iOS 27 possono adattarsi dinamicamente allo spazio disponibile. Nelle beta iniziali la funzione opera soprattutto con le applicazioni native, ma dovrebbe estendersi rapidamente quando gli sviluppatori aggiorneranno i propri software. La modifica appare particolarmente importante in vista dell’iPhone pieghevole, il cui schermo interno richiederà finestre con proporzioni e dimensioni differenti rispetto a quelle degli smartphone tradizionali. La seconda novità permette di aprire il Centro di Controllo direttamente dal Mac attraverso la scorciatoia Comando + 4 oppure dal menu Vista. L’utente può così intervenire su connettività , luminosità , volume e altre impostazioni senza interrompere la sessione di mirroring. La terza modifica abilita la riproduzione dei contenuti video protetti da DRM, che in precedenza mostravano uno schermo nero. Le funzioni sono incluse nelle beta pubbliche di iOS 27 e macOS 27 e saranno distribuite nella versione stabile in autunno.
Shazam porta la musica negli sticker di iMessage
Shazam 26.14.1 introduce infine il supporto nativo agli sticker di iMessage. La prima raccolta è ispirata a Petal, il nuovo album di Ariana Grande, e può essere utilizzata all’interno dell’app Messaggi, durante le chiamate FaceTime e nelle applicazioni che supportano la tastiera emoji di iOS. Per accedere agli sticker è necessario aprire una conversazione, selezionare il pulsante più, entrare nella sezione Sticker e scegliere l’icona di Shazam. La funzione non cambia il sistema di riconoscimento musicale, ma trasforma l’applicazione acquisita da Apple in un ulteriore canale promozionale per artisti e album. L’integrazione consente di collegare campagne discografiche, contenuti visivi e conversazioni private senza obbligare l’utente ad aprire un’app separata. Apple può inoltre sfruttare il rapporto tra Shazam e Apple Music per creare raccolte legate a nuove uscite, concerti e classifiche. L’aggiornamento è meno rilevante rispetto ai cambiamenti di iPhone Mirroring, ma conferma la strategia con cui Apple distribuisce funzioni trasversali tra applicazioni, servizi e sistema operativo, aumentando il valore dell’ecosistema mentre il prezzo dell’hardware continua a salire.
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