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Shotcut 26.7 sceglie la GPU, Calibre 9.12 converte GIF in JPEG e WebP

🐧 Novità principali

  • Shotcut 26.7 permette di scegliere la GPU dedicata per rendering, decodifica e codifica sui sistemi Linux e Windows con più adattatori.
  • Il nuovo filtro Shake simula una ripresa instabile, mentre Elements raccoglie emoji, effetti sonori, transizioni e componenti grafici riutilizzabili.
  • Calibre 9.12 converte GIF in JPEG o WebP, apre Content Server ai plugin e migliora indici, Tolino e sicurezza delle annotazioni.

Shotcut 26.7 e Calibre 9.12 aggiornano due dei principali strumenti open source dedicati alla produzione e alla gestione dei contenuti digitali. Il video editor introduce su Linux e Windows la scelta dell’adattatore grafico utilizzato per anteprima, decodifica ed esportazione, una funzione rilevante sui computer dotati di GPU integrata e dedicata. Arrivano inoltre il filtro Shake, una raccolta Elements e correzioni per HDR e plugin audio. Calibre amplia invece gli strumenti di ottimizzazione degli ebook permettendo di convertire le immagini GIF in JPEG o WebP, mentre Content Server riceve endpoint estendibili tramite plugin e nuove protezioni per le annotazioni.

Shotcut permette di selezionare la GPU dedicata

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La novità tecnica principale di Shotcut 26.7.16 è il sottomenu Graphics Adapter, disponibile nelle impostazioni delle versioni Linux e Windows. Sui computer con più processori grafici, l’utente può indicare quale GPU deve occuparsi del rendering dell’anteprima, della decodifica hardware e della codifica durante l’esportazione. La funzione risolve un limite frequente sui notebook ibridi e sulle workstation nelle quali il monitor è collegato alla grafica integrata, mentre la scheda NVIDIA, AMD o Intel più potente rimane priva di un’uscita video diretta. Shotcut può ora utilizzare la GPU dedicata anche in questa configurazione, evitando che il carico ricada automaticamente sull’adattatore meno performante. Il miglioramento completa il lavoro avviato con Shotcut 26.6 e il primo supporto Vulkan su Linux, release che aveva introdotto anche il supporto iniziale ai plugin OpenFX, VST2 e LV2. La selezione manuale non garantisce prestazioni superiori in ogni progetto, perché il risultato dipende da codec, driver e filtri utilizzati, ma offre finalmente un controllo esplicito su una scelta precedentemente affidata al sistema operativo.

Il filtro Shake simula il movimento della videocamera

Il nuovo filtro video Shake applica al fotogramma piccole variazioni di posizione e rotazione per simulare una ripresa realizzata con una videocamera tenuta a mano. Può essere utilizzato per rendere meno statico un elemento grafico, costruire un effetto d’impatto o uniformare materiale troppo stabile con sequenze girate in movimento.

Shotcut aggiunge inoltre il pannello Elements, accessibile dal menu File, dalla sezione View, dal pulsante Generate o tramite scorciatoia da tastiera. Il pannello raccoglie emoji, oggetti grafici, effetti sonori, transizioni, testi animati e fumetti pronti per essere inseriti nei progetti. I materiali inclusi vengono indicati come royalty-free e utilizzabili anche commercialmente senza attribuzione. La funzione riduce la necessità di cercare risorse esterne per montaggi rapidi destinati a social, tutorial e presentazioni. L’evoluzione segue quella già avviata con Kdenlive 26.04 e Shotcut 26.4 nell’accelerazione Vulkan delle timeline, ma mantiene l’impostazione multipiattaforma basata su Qt e MLT, disponibile anche per macOS.

HDR e plugin audio ricevono correzioni importanti

Shotcut 26.7 interviene anche su diverse regressioni. La release migliora la gestione dei contenuti HDR, corregge il mancato caricamento dei plugin audio VST2 e LV2 e risolve un problema che impediva l’applicazione corretta dei fotogrammi chiave del Motion Tracker dopo il salvataggio e la riapertura del progetto. Su macOS viene ripristinata l’apertura dei file .mlt direttamente dal file manager, mentre Windows abilita il logging nella console durante l’esecuzione in modalità debug. I temi Fusion Dark e Fusion Light rendono inoltre più riconoscibile la scheda attiva. Questi interventi consolidano funzioni introdotte nelle release precedenti invece di ampliare artificialmente il numero degli strumenti. La correzione dei plugin è particolarmente importante perché VST2 e LV2 permettono di integrare equalizzatori, compressori ed effetti sviluppati da terze parti. Il percorso di stabilizzazione era già emerso con Shotcut 26.02 e gli interventi sui crash HEVC, confermando una roadmap concentrata sull’accelerazione grafica senza trascurare compatibilità dei progetti e affidabilità della timeline.

Calibre 9.12 comprime anche le immagini GIF

Calibre 9.12, pubblicato il 31 luglio, estende lo strumento Compress Images dell’editor integrato con la possibilità di convertire le immagini GIF in JPEG o WebP. La funzione può ridurre le dimensioni di EPUB, KEPUB e AZW3 contenenti illustrazioni statiche salvate in un formato poco efficiente. JPEG rimane indicato per fotografie e immagini prive di trasparenza, mentre WebP può offrire una compressione più efficace mantenendo una buona qualità. La conversione richiede comunque attenzione: una GIF animata perderebbe l’animazione se trasformata in un formato statico e un’immagine con pochi colori potrebbe non ottenere vantaggi significativi. Calibre aveva già introdotto la conversione da PNG nella versione 9.10 insieme al nuovo Content Server, mentre Calibre 9.11 aveva migliorato annotazioni e interrogazioni AI. La nuova release prosegue quindi il lavoro sull’ottimizzazione dei file senza modificare il contenuto testuale o la struttura dell’ebook.

Content Server diventa estendibile attraverso i plugin

Calibre 9.12 consente ai plugin di aggiungere nuovi endpoint al backend di Content Server, aprendo la piattaforma a integrazioni personalizzate e servizi non previsti dal pacchetto principale. Il server OPDS aggiunge i metadati kind ai collegamenti dei feed, mentre l’editor dell’indice riceve un pulsante per ordinare automaticamente le voci della tavola dei contenuti. Su macOS compare la condivisione dei libri tramite AirDrop nel menu Connect/Share e il driver Kobo ottiene il supporto al firmware Tolino più recente. Le correzioni riguardano anche la larghezza dell’area di testo nell’ebook viewer, l’opzione --with-library di calibre.exe, i menu sui monitor ad alta risoluzione e il lampo grafico non formattato mostrato da Content Server nel passaggio tra autori e serie in modalità scura. Un intervento impedisce inoltre agli utenti non autenticati di aggiornare le annotazioni, mentre i binari Linux precaricano libxml2 per evitare che Qt WebEngine selezioni una versione incompatibile. Shotcut e Calibre seguono così la stessa traiettoria: nuove funzioni mirate, maggiore controllo sulle risorse hardware e correzioni destinate a rendere più affidabili i flussi professionali su Linux.

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