📌 In Sintesi
- Huawei MatePad Pro 12 combina un corpo da 4,7 mm e 439 grammi con display OLED 3K, batteria da 10.400 mAh e Kirin T93.
- HarmonyOS 6.1 introduce un doppio desktop tablet-PC, oltre 200 applicazioni PC-level e nuovi strumenti dedicati a creatività , produttività e intelligenza artificiale.
- MateBook Fold 2026 adotta Kirin X90 Plus da 28 W, display OLED pieghevole da 18 pollici e prestazioni complessive dichiarate superiori del 25%.
Huawei rinnova contemporaneamente due dei dispositivi più rappresentativi della propria strategia post-Windows e post-Android in Cina. Il nuovo MatePad Pro 12 punta su uno chassis spesso appena 4,7 millimetri, peso di 439 grammi, display OLED 3K e batteria da 10.400 mAh, mentre il MateBook Fold Ultimate Design 2026 mantiene il grande OLED pieghevole da 18 pollici ma passa al nuovo Kirin X90 Plus. Il filo comune è HarmonyOS 6.1, ormai utilizzato da Huawei per ridurre la distanza tra tablet e computer e costruire un ecosistema hardware basato sempre più su processori Kirin sviluppati internamente.
Cosa leggere
MatePad Pro 12 unisce 4,7 millimetri e batteria da 10.400 mAh
Il dato più evidente del nuovo Huawei MatePad Pro 12 riguarda il rapporto tra dimensioni e capacità della batteria. La scheda tecnica ufficiale pubblicata da Huawei indica uno spessore di appena 4,7 millimetri e un peso di circa 439 grammi per la versione standard, che sale a 454 grammi nella variante dotata di schermo PaperMatte. All’interno trova comunque posto una batteria a doppia cella con capacità tipica equivalente di 10.400 mAh, accompagnata da ricarica cablata fino a 66 W e da una funzione di ricarica inversa che può raggiungere 40 W con dispositivi compatibili.

Huawei dichiara inoltre circa 53 minuti per passare dal 2% al 100% utilizzando la modalità Turbo nelle condizioni di laboratorio previste dal produttore. Sono valori che collocano il tablet in una categoria particolare: la riduzione dello spessore non viene ottenuta sacrificando l’autonomia, ma attraverso una riprogettazione interna che Huawei definisce YunSun Architecture. La direzione era già evidente con il MatePad Air 2026 presentato insieme a Pura 90S Pro Max e FreeClip 2S, ma il MatePad Pro porta questa ricerca sulla leggerezza nella fascia professionale. Il prezzo in Cina parte da 5.699 yuan, cifra che conferma un posizionamento apertamente premium.
OLED 3K e Kirin T93 spostano il tablet verso la fascia professionale
Lo schermo è un OLED flessibile da 12 pollici con risoluzione 3.036 × 1.952 pixel, densità di 302 ppi, copertura cromatica P3, 1,07 miliardi di colori e luminosità di picco dichiarata fino a 1.600 nit. Il rapporto schermo-corpo raggiunge il 93%, mentre la versione PaperMatte utilizza una superficie progettata per generare una riflessione più diffusa e diminuire l’impatto delle sorgenti luminose ambientali.

Nella presentazione ufficiale del MatePad Pro 12, Huawei dichiara un miglioramento del 30% delle proprietà anti-riflesso e abbina il pannello alla certificazione TÜV Rheinland Full-Care Display 5.0 e alla certificazione SGS per la riduzione dell’affaticamento visivo. Sotto lo schermo trova posto il Kirin T93, mentre la versione più economica utilizza Kirin T93A. La configurazione arriva fino a 16 GB di RAM e 512 GB di memoria interna e Huawei dichiara un incremento delle prestazioni complessive del 25% rispetto alla generazione precedente grazie alla cooperazione tra chip, sistema operativo e software. La piattaforma rappresenta l’evoluzione della stessa famiglia di processori anticipata con il Kirin T93 Pro destinato ai tablet premium Huawei. Il comparto fotografico comprende inoltre una fotocamera posteriore da 50 MP f/1.8, capace di registrare in 4K, un sensore frontale da 12 MP e la seconda generazione del sistema cromatico Red Maple sulle versioni compatibili.
HarmonyOS 6.1 trasforma il MatePad in un dispositivo ibrido
La parte più importante della nuova generazione non riguarda però soltanto il peso o il processore. Con HarmonyOS 6.1, Huawei sta rendendo sempre meno netta la separazione tra tablet e computer. La pagina ufficiale del prodotto descrive un sistema a doppio desktop, con un’interfaccia tradizionale da tablet e una modalità PC richiamabile tramite gesture a quattro dita. Huawei dichiara la disponibilità di oltre 200 applicazioni in versione PC-level, accompagnate da finestre multiple e strumenti specifici per il lavoro. Il tablet integra inoltre Huawei Notes, l’applicazione di disegno GoPaint e un nuovo software proprietario per la produzione musicale che comprende registrazione, arrangiamento, missaggio, correzione di intonazione e conversione audio-MIDI assistita dall’intelligenza artificiale.
L’obiettivo è rendere il dispositivo utilizzabile non soltanto per il consumo di contenuti, ma anche come postazione creativa e professionale. Questa strategia rende particolarmente importante il sistema operativo: Huawei non sta semplicemente sostituendo i servizi Google con equivalenti proprietari, ma sta cercando di unificare categorie hardware che sui sistemi tradizionali rimangono separate. È una linea coerente con la precedente evoluzione di HarmonyOS 6 e dell’ecosistema Huawei verso servizi e applicazioni indipendenti.
MateBook Fold 2026 passa al Kirin X90 Plus da 28 W
Il secondo prodotto completa questa convergenza dal lato PC. Il nuovo Huawei MateBook Fold Ultimate Design 2026 mantiene il concetto del notebook completamente pieghevole introdotto con la prima generazione, ma sostituisce il precedente Kirin X90 con Kirin X90 Plus. Secondo la documentazione ufficiale Huawei dedicata al MateBook Fold, il processore opera con un TDP di 28 W e, insieme a HarmonyOS 6.1 e alle nuove ottimizzazioni software, consente un incremento dichiarato del 25% delle prestazioni complessive rispetto al modello precedente. Il dispositivo utilizza un pannello OLED pieghevole dual-layer da 18 pollici con struttura UTG, risoluzione 3.296 × 2.472 pixel, rapporto 4:3 e luminosità HDR di picco di 1.600 nit.

Quando viene piegato, ciascuna metà corrisponde a un display da circa 13 pollici in formato 3:2. Nonostante la superficie dello schermo, il peso resta di circa 1,16 kg, mentre lo spessore raggiunge 7,3 millimetri nel punto più sottile da aperto e 14,9 millimetri a dispositivo chiuso. Il passaggio al Kirin X90 Plus è particolarmente significativo perché continua il percorso di internalizzazione della piattaforma PC iniziato con il Kirin X90 e la strategia Huawei di riportare sotto controllo diretto processore, sistema operativo e hardware.
Il PC pieghevole diventa anche tavoletta grafica con M-Pen 3

Huawei interviene anche su uno dei limiti concettuali della prima generazione del MateBook Fold: la difficoltà di trasformare un grande schermo pieghevole in uno strumento realmente produttivo quando manca una tastiera fisica integrata. Il nuovo modello continua a utilizzare una tastiera wireless separata, ma aggiunge il supporto alla HUAWEI M-Pen 3, inclusa nella confezione insieme alla tastiera magnetica. La pagina tecnica ufficiale del MateBook Fold Ultimate Design conferma configurazioni con 24 o 32 GB di memoria, SSD da 512 GB, 1 TB o 2 TB, batteria da 74,69 Wh, due porte USB-C, sei altoparlanti e quattro microfoni. HarmonyOS 6.1 sfrutta inoltre la natura pieghevole del display per consentire finestre distribuite sulle due metà , tastiera virtuale, modalità monitor e collaborazione con smartphone e tablet Huawei.

La capacità di lavorare con la penna permette al dispositivo di operare come grande superficie da disegno, annotazione o progettazione, mentre il supporto alle applicazioni desktop mira a renderlo utilizzabile anche per montaggio video, CAD e produttività tradizionale. Il prezzo parte da 24.999 yuan, collocando il MateBook Fold molto al di sopra dei notebook convenzionali e trasformandolo principalmente in una dimostrazione tecnologica della piattaforma Huawei. Lo stesso percorso di integrazione tra hardware proprietario e HarmonyOS è visibile anche nel recente MateBook Pro S affiancato a Watch GT7 e Nova 16 SE.
Huawei costruisce una piattaforma unica tra tablet e computer
MatePad Pro 12 e MateBook Fold 2026 appartengono a categorie diverse, ma mostrano una convergenza ormai evidente. Il tablet riceve un desktop sempre più vicino a quello di un computer, applicazioni professionali e un Kirin progettato per sostenere carichi produttivi; il PC pieghevole assume invece caratteristiche tipiche di un tablet, come input tramite penna, interfaccia touch estesa e possibilità di cambiare forma durante l’utilizzo. Al centro rimangono HarmonyOS 6.1 e i processori Kirin, due componenti sulle quali Huawei dispone di un controllo molto più diretto rispetto all’epoca dei notebook Windows basati su chip Intel. Questa integrazione permette all’azienda di sviluppare funzioni trasversali come trasferimento diretto dei file, condivisione della connessione, continuità delle applicazioni, clipboard tra dispositivi e controllo incrociato delle periferiche. Non garantisce automaticamente prestazioni superiori rispetto ai sistemi Windows, Android o iPadOS, ma modifica il terreno competitivo: Huawei sta tentando di costruire un ecosistema nel quale tablet e PC diventano configurazioni differenti della stessa piattaforma software, mentre Kirin riduce progressivamente la dipendenza da processori progettati fuori dalla Cina.
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