pixel 11 android 17 made by google 2026

Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026

📌 In Sintesi

  • Google presenta Pixel 11 e Pixel Watch 5 il 12 agosto, con Tensor G6 già apparso su Geekbench e preordini della serie smartphone immediati.
  • HiLight, Pixel Tag e l’edizione Stephen Curry di Pixel Watch 5 restano le principali sorprese possibili, mentre Googlebook è atteso più avanti.
  • Android 17 è già stabile: QPR1, Play Store aperto agli store terzi, Venmo, Freeplay e Media3 definiscono la nuova piattaforma software Google.

Google arriva al Made by Google 2026 con gran parte delle proprie carte già visibili, ma con abbastanza incognite da rendere l’evento del 12 agosto uno dei passaggi hardware più importanti degli ultimi anni. Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold dovrebbero costruire la nuova famiglia attorno a Tensor G6, mentre Pixel Watch 5, il possibile Pixel Tag e nuove funzioni legate a Gemini allargheranno l’ecosistema. Sullo sfondo c’è Android 17, che non debutterà durante l’evento perché è già stato rilasciato a giugno, ma troverà nei Pixel 11 la prima generazione progettata fin dall’origine intorno alle sue funzioni e al successivo QPR1.

Pixel 11 porta Tensor G6 al centro del Made by Google 2026

Annuncio

L’appuntamento è fissato per il 12 agosto a New York alle 18:00 ET, quindi alla mezzanotte italiana tra il 12 e il 13 agosto, con la diretta ufficiale Made by Google 2026 già programmata sul canale dell’azienda.

Google ha inoltre confermato che i preordini dei Pixel 11 apriranno il 12 agosto e che Pixel Watch 5 farà parte della nuova generazione hardware. La famiglia smartphone dovrebbe essere composta da Pixel 11, Pixel 11 Pro, Pixel 11 Pro XL e Pixel 11 Pro Fold, mantenendo quindi l’articolazione in quattro modelli della generazione precedente. Il protagonista tecnico è però Tensor G6, comparso poche ore prima dell’evento in un benchmark pubblico di Geekbench del Pixel 11 Pro XL: il dispositivo utilizza Android 17, dispone di circa 15,29 GB di RAM e registra 2.112 punti in single-core e 5.196 in multi-core.

image 207
Risultati dei benchmark del Pixel 11 Pro XL. | Immagine di Geekbench

La CPU presenta una configurazione insolita a sette core, con due core a 2,65 GHz, quattro a 3,38 GHz e un core principale che raggiunge 4,11 GHz. I numeri vanno interpretati con cautela perché un singolo test pre-lancio non descrive prestazioni sostenute, consumi, GPU e comportamento termico, ma mostrano comunque il salto del nuovo SoC rispetto alla generazione precedente. Le indiscrezioni attribuiscono Tensor G6 a un processo TSMC a 2 nanometri, ma questo particolare non è confermato dal benchmark né da Google e resta quindi un dato da verificare durante la presentazione.

image 209
Sembra che Google stia dando priorità all’efficienza con il Tensor G6. | Immagine di Arm

La piattaforma dovrebbe essere accompagnata dal nuovo chip di sicurezza Titan e da un profondo lavoro sull’esecuzione locale delle funzioni AI, mentre sul fronte commerciale pesa la crisi globale delle memorie: i leak indicano 256 GB come capacità di partenza, prezzi statunitensi nell’ordine di 899 dollari per Pixel 11, 1.099 per Pro, 1.299 per Pro XL e 1.899 per Pro Fold, con alcune configurazioni Pro che potrebbero partire da 12 GB di RAM invece dei 16 GB precedenti. Il possibile aumento dei listini si inserisce in una dinamica già emersa con la pressione della crisi delle memorie sui prezzi dei Pixel 11, rendendo capacità di storage e configurazioni RAM una parte essenziale dell’annuncio e non un semplice dettaglio tecnico.

Pixel 11 Pro punta su HiLight mentre il Fold completa la famiglia

Dal punto di vista estetico, Google sembra scegliere ancora una volta l’evoluzione invece della rottura. La camera bar rimane il tratto dominante dei Pixel 11, ma sui modelli Pro compare un piccolo elemento circolare luminoso che l’azienda ha già mostrato nei propri teaser senza spiegarne completamente il funzionamento. Il nome emerso inizialmente nel codice di Android 17 Beta 4 era Pixel Glow, mentre un leak successivo indica HiLight come possibile denominazione commerciale.

image 208
Fonte Evan Blass

Le stringhe individuate nel software parlavano di luci e colori visibili quando lo smartphone è appoggiato con lo schermo verso il basso, notifiche per le chiamate provenienti dai contatti preferiti e feedback visivi durante le conversazioni con Gemini. Google ha quindi confermato visivamente l’esistenza dell’hardware, ma non ha ancora confermato né il nome HiLight né l’insieme definitivo delle sue funzioni. Il ritorno di una vera luce di notifica sarebbe particolarmente significativo perché recupererebbe un elemento quasi scomparso dagli smartphone moderni e lo trasformerebbe in una superficie controllata dal sistema AI, potenzialmente capace di segnalare persone, stati e azioni diverse senza accendere lo schermo. Anche il comparto fotografico dovrebbe puntare più sul calcolo che su cambiamenti radicali dei sensori: i leak attribuiscono ai Pixel 11 Pro e Pro XL uno zoom digitale assistito dall’AI fino a 120x, contro il precedente limite di 100x, mentre alcune indiscrezioni suggeriscono un ridimensionamento del comparto fotografico del Pixel 11 base rispetto alla generazione precedente.

Il quarto componente della famiglia è Pixel 11 Pro Fold, che a differenza di molte altre specifiche non è più soltanto un rumor: Google lo ha mostrato direttamente nel teaser ufficiale “Pixel 11 Pro Fold | Open”, confermando il pieghevole per il ciclo del 12 agosto. La macchina dovrebbe utilizzare lo stesso Tensor G6 dei modelli tradizionali e rappresentare il dispositivo nel quale Android 17 può mostrare meglio le proprie novità per grandi schermi, multitasking e gaming. Il percorso verso il lancio è stato accompagnato da una quantità eccezionale di materiale preliminare, compreso il teaser del Pixel 11 Pro Fold con l’anticipazione dei preordini, ma il Made by Google dovrà chiarire soprattutto autonomia, fotocamere, resistenza della cerniera, prezzi e reale differenziazione rispetto a Pixel 10 Pro Fold.

Pixel Watch 5, Pixel Tag e Googlebook allargano l’hardware oltre gli smartphone

image 210
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 12

La seconda parte del fronte hardware ruota intorno a Pixel Watch 5, che Google indica esplicitamente nella propria pagina ufficiale dedicata all’evento Pixel 11, eliminando qualsiasi dubbio sulla presenza dello smartwatch. Le indiscrezioni parlano ancora di versioni da 41 e 45 millimetri, archiviazione aumentata fino a 64 GB, Wear OS 7 e una piattaforma che dovrebbe continuare a puntare soprattutto sull’integrazione tra Gemini, Google Health e Fitbit; design e autonomia apparirebbero invece più conservativi.

image 211
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 13

Un leak dell’ultimo minuto aggiunge una Stephen Curry Edition, apparentemente costruita sul Pixel Watch 5 LTE da 45 mm con cassa argento e cinturino intrecciato personalizzato, proposta in Europa a 579,99 euro contro i 549 euro attribuiti alla versione LTE standard: prezzo, disponibilità e caratteristiche restano però non ufficiali. La collaborazione avrebbe una logica precisa perché Google ha già realizzato una versione Curry del Fitbit Air. A questo proposito va corretta una lettura circolata nelle ultime ore: il presunto “orologio ibrido Google-Fitbit” non è un nuovo dispositivo. L’articolo da cui nasce l’ipotesi descrive semplicemente un esperimento nel quale un Fitbit Air esistente viene utilizzato come cinturino per un normale orologio analogico, con il tracker posizionato sotto il polso. Il prodotto vero è il Fitbit Air senza schermo già presentato ufficialmente da Google a maggio, con prezzo base di 99,99 dollari e autonomia pensata per il monitoraggio continuo. Più interessante come possibile sorpresa del Made by Google è invece Pixel Tag: alcune inserzioni commerciali hanno rivelato un tracker Find Hub con altoparlante integrato, codice modello GA12506 e riferimento alla colorazione “Fog Light”, mentre non esistono ancora prove certe del supporto UWB né indicazioni sul tipo di batteria. Il quadro dei dispositivi emergenti è raccolto nell’approfondimento su Pixel Tag, Googlebook e il passaggio da Pixel Glow a HiLight. Googlebook, invece, non è una categoria segreta da svelare questa sera: Google l’ha già annunciata ufficialmente a maggio come nuova famiglia di computer costruita intorno a Gemini Intelligence.

image 214
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 14

La presentazione originale del progetto Googlebook parla di portatili premium capaci di integrare Android, Google Play, Gemini, Magic Pointer, widget generati dall’AI e una caratteristica glowbar. I render trapelati di Lenovo mostrano due laptop e un 2-in-1 con tastiera removibile e stilo, ma Google ha indicato l’autunno come finestra per i primi prodotti: Googlebook appartiene quindi alla stessa offensiva hardware 2026, senza essere necessariamente uno degli annunci centrali del Made by Google di agosto.

image 215
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 15

Android 17 è già stabile ma Pixel 11 inaugura la sua fase più importante

Il punto più importante per interpretare la parte software è distinguere ciò che Google presenterà sui Pixel 11 da ciò che ha già rilasciato. Android 17 non debutta il 12 agosto: la versione stabile è stata distribuita a partire dal 16 giugno 2026, inizialmente sui Pixel compatibili. Nella presentazione ufficiale di Android 17 Google ha introdotto Bubbles per trasformare qualsiasi applicazione in una finestra flottante, Screen Reactions per registrare contemporaneamente display e fotocamera frontale, una modalità gaming dedicata ai pieghevoli con divisione 50/50 tra gioco e controlli, ottimizzazioni della gestione della memoria e una lunga serie di interventi sulla sicurezza. Tra questi figurano accesso temporaneo alla posizione precisa, possibilità di condividere con le app soltanto contatti specifici, potenziamento di Find Hub, blocco biometrico dei dispositivi dichiarati smarriti, Live Threat Detection, Advanced Protection e limiti più rigidi ai tentativi di indovinare il PIN. Pixel 11 diventa però il primo hardware progettato attorno ad Android 17 fin dall’inizio, ed è qui che sarà possibile capire quanto Google voglia legare il sistema operativo a Gemini Intelligence, al nuovo HiLight, alla fotografia computazionale e alle capacità locali di Tensor G6. Al ciclo stabile si sovrappone già Android 17 QPR1, arrivato alla Beta 8 il 31 luglio con build CP31.260623.010, patch di sicurezza del 5 luglio e Google Play Services 26.22.36. Le release note ufficiali di Android 17 QPR1 Beta 8 confermano soprattutto la correzione di un grave problema nella gestione dei buffer audio che provocava forte corruzione sonora e rumore statico durante la riproduzione multimediale o le notifiche, oltre a fix per il dock del Pixel Tablet, NFC e autenticazione tramite impronta. QPR1 ha già raggiunto la Platform Stability dalla Beta 6 e rappresenta quindi la base del prossimo Feature Drop, più che una sperimentazione preliminare di una nuova major release. È un passaggio già seguito nell’articolo su Android 17 e la correzione del bug audio insieme alle altre modifiche dell’ecosistema Google. Il lancio dei Pixel 11 servirà quindi anche a chiarire quali funzioni appartengono ad Android 17 in generale, quali al successivo QPR e quali invece resteranno esclusive Pixel basate su Tensor G6 e Gemini.

Google Play apre agli store alternativi e aggiunge Venmo mentre Beeper unifica le chat

La trasformazione più profonda dell’ecosistema Android non riguarda però una singola funzione dei Pixel. Google Play ha iniziato a distribuire direttamente store Android di terze parti negli Stati Uniti, un cambiamento che fino a poco tempo fa sarebbe apparso paradossale. La nuova sezione ufficiale di Google Play dedicata agli app store alternativi mostra già Aptoide Games e spiega che gli utenti possono cercare, scoprire e installare altri negozi direttamente dal Play Store oppure attraverso il menu dell’account. Non è quindi più soltanto sideloading: un marketplace concorrente può essere distribuito attraverso il marketplace di Google, con implicazioni importanti per concorrenza, commissioni, distribuzione dei giochi e rapporto tra Android e Play Store. La novità si inserisce nel percorso già analizzato con l’apertura di Android agli store alternativi e le modifiche all’infrastruttura Google, ma arriva alla vigilia dei Pixel 11 e cambia la cornice nella quale Google presenterà il proprio ecosistema. Anche i pagamenti si allargano: dal 10 agosto la documentazione ufficiale di Google Play conferma Venmo come nuovo metodo di pagamento, utilizzabile attraverso saldo Venmo o sistemi di pagamento collegati per app, giochi, contenuti digitali e abbonamenti. La strategia è evidente: Play vuole rimanere il centro commerciale di Android anche mentre diventa più permeabile a sistemi esterni. Nella messaggistica si muove intanto Beeper, servizio indipendente ma particolarmente interessante nell’universo Android perché tenta di risolvere la frammentazione delle conversazioni tra network differenti. L’aggiornamento ufficiale di Beeper di agosto introduce Merge Chats, funzione che consente di associare allo stesso contatto conversazioni provenienti da piattaforme diverse e visualizzarle come un unico dialogo. Arrivano anche Labels, sondaggi, personalizzazione dell’interfaccia Android e nuove funzioni desktop. Non sono caratteristiche destinate necessariamente al palco Made by Google, ma rappresentano bene il contesto in cui arriverà Pixel 11: Android sta diventando più aperto nella distribuzione, più flessibile nei pagamenti e sempre meno legato all’idea che ogni servizio debba corrispondere a una singola applicazione isolata.

Freeplay, Media3 e Chrome completano l’ecosistema che circonda Pixel 11

Le ultime novità mostrano quanto l’evento hardware arrivi nel mezzo di una settimana nella quale Google sta aggiornando quasi ogni livello della propria piattaforma. Google TV Freeplay ha appena aggiunto il video on-demand gratuito: nella comunicazione ufficiale dell’11 agosto Google parla di oltre 10.000 film e programmi disponibili senza abbonamento, affiancati da più di 300 canali live gratuiti. Il servizio è finanziato dalla pubblicità e, in questa fase, disponibile sui dispositivi Google TV negli Stati Uniti. È un’espansione significativa perché trasforma Freeplay da semplice aggregatore FAST a vera libreria AVOD e rafforza la componente intrattenimento dell’ecosistema.

image 212
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 16

Nello stesso momento Google ha pubblicato Media3 1.11 per gli sviluppatori Android, aggiornando il framework multimediale utilizzato da una quota molto ampia delle applicazioni audio e video Android con miglioramenti a playback, editing, componenti UI e soprattutto integrazione Cast più moderna e configurabile. Anche Chrome per Android continua il lavoro contro il rumore prodotto dalle notifiche web: Google ha progressivamente costruito sistemi di rilevamento e riduzione degli avvisi indesiderati e il progetto Chromium ha documentato l’uso di machine learning sul dispositivo per identificare notifiche ingannevoli o spam; le implementazioni più recenti stanno rendendo più aggressiva la revoca o limitazione delle autorizzazioni per origini inattive e abusive.

image 213
Pixel 11 e Android 17, tutto ciò che Google prepara per il Made by Google 2026 17

Sul versante opposto rimane invece un problema per Chromecast con Google TV, dove alcuni utenti segnalano disconnessioni Wi-Fi e spegnimento casuale della connettività dopo periodi di inattività: riattivazione del Wi-Fi e riavvio rappresentano soluzioni temporanee, mentre non risulta ancora una correzione pubblica definitiva specifica per questa regressione. Il quadro finale va quindi letto distinguendo tre livelli. Pixel 11 e Pixel Watch 5 sono ufficialmente al centro del Made by Google; HiLight, Pixel Tag e Stephen Curry Edition sono le principali indiscrezioni che potrebbero trasformarsi in annunci; Googlebook è già ufficiale ma appartiene alla finestra autunnale, mentre Android 17, QPR1 Beta 8, Aptoide su Play, Venmo, Freeplay, Media3 e le novità Chrome sono software e servizi già in movimento prima del keynote. Proprio questa sovrapposizione rende il 12 agosto più importante di un semplice lancio di smartphone: Google arriva all’evento con hardware, sistema operativo, AI, salute, distribuzione delle app, pagamenti e intrattenimento sempre più progettati come componenti di un’unica piattaforma.

Iscriviti alla Newsletter

Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.

Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.

Torna in alto