🐧 Novità principali
- GNOME studia nuove interfacce per ricerca, Quick Settings, notifiche, workspace, tiling e gestione delle finestre, ma gran parte delle idee resta sperimentale.
- GNOME Disks completa il lungo passaggio da GTK3 e libhandy a GTK4 e libadwaita, uniformandosi alle applicazioni moderne dell’ambiente desktop.
- GNOME 51 è previsto per settembre 2026: la nuova ricerca potrebbe arrivare già con questa release, mentre gli altri redesign non hanno ancora una scadenza.
GNOME prepara contemporaneamente un’evoluzione di lungo periodo della propria interfaccia e una modernizzazione concreta delle applicazioni di sistema. Il design team ha pubblicato una raccolta di idee per il futuro di GNOME Shell, che coinvolge ricerca, Quick Settings, notifiche, workspace, tiling e selezione delle finestre, precisando però che buona parte dei concetti non costituisce ancora una roadmap definitiva. Nel frattempo GNOME Disks completa uno dei porting più attesi dell’ecosistema, abbandonando GTK3 e libhandy per passare a GTK4 e libadwaita. Alcune novità potrebbero convergere già in GNOME 51, previsto per settembre 2026.
Cosa leggere
GNOME Shell cerca un’evoluzione oltre il modello introdotto con GNOME 40
Il punto di partenza è una riflessione sulla struttura stessa di GNOME Shell. Nel documento pubblicato dal team di sviluppo di GNOME Shell e Mutter, il designer Tobias Bernard spiega che negli ultimi cicli l’interfaccia ha ricevuto soprattutto miglioramenti incrementali, mentre parallelamente sono stati esplorati interventi molto più profondi destinati alle generazioni future. Il progetto più vicino alla realizzazione riguarda la ricerca nell’Overview: invece di sostituire completamente la vista quando l’utente inizia a digitare, i risultati potrebbero apparire in un overlay che emerge direttamente dal campo di ricerca, mantenendo il modello spaziale introdotto con GNOME 40. Il team vorrebbe inoltre introdurre risultati più ricchi, anteprime dei file, più azioni disponibili per ciascun elemento e filtri, anche se alcune di queste possibilità richiederebbero nuove API e modifiche alle applicazioni. Il nuovo layout della ricerca è uno dei pochi elementi per i quali gli sviluppatori indicano una prospettiva relativamente concreta e potrebbe arrivare già con GNOME 51. La direzione rappresenta un’evoluzione naturale del percorso analizzato con GNOME 51 entrato nella fase di test insieme alle altre componenti del desktop Linux.
Quick Settings e notifiche potrebbero convergere nello stesso pannello

Un secondo gruppo di idee riguarda il pannello superiore, diventato progressivamente più complesso con l’aggiunta di tema scuro, Night Light, modalità energetiche, retroilluminazione della tastiera e altri controlli. GNOME sta valutando un sistema che renda i Quick Settings modificabili direttamente dall’utente, permettendo di scegliere quali interruttori visualizzare e quali nascondere, secondo un’impostazione già diffusa sui sistemi mobili. Ancora più significativa è l’ipotesi di spostare le notifiche nello stesso pannello dei Quick Settings, liberando il popover del calendario e lasciandogli soltanto elementi maggiormente coerenti tra loro come eventi, orologi mondiali e meteo.
L’obiettivo è ridurre la frammentazione degli elementi di stato tra zone differenti della Shell e creare un unico punto di accesso alle informazioni utilizzate più frequentemente. Non si tratta tuttavia di modifiche già approvate per una specifica release: il team chiarisce che alcune proposte sono abbastanza mature, mentre altre richiedono prototipi, ricerca sugli utenti, sviluppatori disponibili e in alcuni casi finanziamenti. È proprio questa distinzione a rendere il documento più simile a una visione di design che a un elenco di funzioni imminenti. Il lavoro si inserisce nella più ampia evoluzione di GNOME tra desktop remoto, Mutter e una crescente centralità di Wayland.
Workspace e tiling potrebbero diventare molto più dinamici
Le proposte più radicali riguardano la gestione delle finestre. GNOME vuole riesaminare un concetto sperimentato già durante lo sviluppo di GNOME 40: quando l’utente trascina una finestra nell’Overview, i workspace reali potrebbero ridimensionarsi automaticamente trasformandosi in grandi destinazioni di drag-and-drop, invece di obbligare a puntare le piccole miniature presenti nella parte superiore. Accanto a questa idea torna Mosaic, un sistema di tiling nel quale le finestre negoziano dinamicamente lo spazio disponibile e vengono ridimensionate quando ne viene aperta una nuova. Il progetto non può essere implementato correttamente soltanto attraverso un’estensione, perché richiede maggiore supporto direttamente nel compositor Mutter, comprese informazioni più ricche sulle dimensioni minime e massime accettate dalle finestre.

Anche il selettore Alt+Tab/Super+Tab viene rimesso in discussione: GNOME ipotizza di mostrare individualmente le finestre utilizzate più recentemente e di mantenere invece il raggruppamento per applicazione per quelle più vecchie, cercando un equilibrio tra velocità di accesso e leggibilità. Login screen più visuale, indicatore della batteria più grande e pannello superiore trasparente completano una serie di concetti che potrebbero cambiare sensibilmente l’esperienza GNOME nei prossimi anni. Per comprenderne il peso architetturale è utile il quadro più ampio sugli ambienti grafici Linux, GNOME, KDE Plasma, Wayland e window manager.
GNOME Disks completa finalmente il passaggio a GTK4 e libadwaita
Mentre il futuro della Shell resta in parte sperimentale, GNOME Disks compie un cambiamento concreto. L’applicazione per la gestione dei dispositivi di archiviazione è stata ricostruita sulla moderna piattaforma GTK4 e libadwaita, superando la precedente interfaccia basata su GTK3 e libhandy utilizzata fino alla serie 46. La pagina ufficiale di GNOME Disks continua a descrivere il programma come lo strumento destinato a ispezionare, formattare, partizionare e configurare dischi e block device, oltre a visualizzare informazioni SMART, effettuare benchmark e scrivere immagini su dispositivi USB. Il porting non modifica quindi la funzione fondamentale dell’applicazione, ma riallinea un componente storico del desktop al linguaggio grafico utilizzato ormai dalla maggior parte delle applicazioni GNOME moderne. Tra gli interventi emersi nella nuova generazione figurano inoltre una gestione più chiara degli errori quando manca l’utility necessaria per ridimensionare un filesystem e un’azione take ownership resa direttamente accessibile nelle righe dedicate ai block device. Il risultato è importante soprattutto perché Disks è un’applicazione di sistema che espone operazioni potenzialmente distruttive: gerarchie visive più moderne e dialoghi più coerenti possono rendere più comprensibili azioni come formattazione, ridimensionamento e gestione delle partizioni.
GNOME Disks 51 entra nel nuovo ciclo dopo anni di porting
Il passaggio a GTK4 non nasce nel 2026. Il lavoro sul repository gnome-disk-utility risale a diversi anni fa e ha attraversato una fase particolarmente lunga prima di raggiungere il ramo destinato alla nuova generazione. La documentazione di sviluppo su GitLab relativa alla serie 51.beta mostra che il progetto ha ormai raggiunto il ciclo della versione 51, chiudendo progressivamente la distanza rispetto alle altre core app già migrate al nuovo stack grafico. Il porting assume quindi un valore che va oltre GNOME Disks: completa un altro tassello della transizione iniziata con GTK4 e libadwaita, riducendo la presenza di componenti che richiedono ancora infrastrutture grafiche legacy. Il cambio facilita anche l’adozione dei pattern adattivi di libadwaita e mantiene l’applicazione coerente con Files, Settings e gli altri strumenti principali dell’ambiente. GNOME continua così a spostare il proprio desktop verso una piattaforma più uniforme, mentre la transizione di Linux verso Wayland ha progressivamente modificato anche il rapporto tra toolkit, compositor e applicazioni.
GNOME 51 arriva a settembre ma il redesign completo richiederà più tempo
La finestra temporale è già definita per la release principale, non per tutte le idee presentate dal design team. Il calendario ufficiale delle release GNOME colloca GNOME 51.0 nel ciclo stabile del 16 settembre 2026, dopo la beta del primo agosto e la release candidate prevista per il 29 agosto. Il freeze di feature, API e interfaccia è già entrato in vigore, circostanza che rende evidente perché gran parte dei concept appena illustrati debba essere considerata materiale per cicli successivi. La nuova ricerca della Shell è indicata come possibile candidata per GNOME 51, mentre Quick Settings modificabili, Mosaic, nuovo window switcher, login grid, indicatore dinamico della batteria e pannello trasparente non dispongono di una promessa equivalente. GNOME Disks 51, invece, rappresenta il cambiamento più immediatamente tangibile: il passaggio a GTK4 e libadwaita porta una delle utility storiche dell’ambiente nel moderno stack grafico proprio mentre il progetto inizia a delineare quale potrebbe essere la prossima grande trasformazione dell’interfaccia desktop.
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