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Chrome 152 avanza mentre Firefox 154 e Brave blindano privacy e sicurezza

🐧 Novità principali

  • Chrome 151 resta Stable su desktop mentre Chrome 152 entra nell’Early Stable e Chrome 153 raggiunge i canali Dev su desktop e Android.
  • Firefox 154 introduce Manage AI, nuove protezioni Local Network Access, miglioramenti PDF, profili multipiattaforma e diverse novità per Android e sviluppatori.
  • Brave 1.93 oscura dati WebGL e WebGPU sfruttabili per identificare GPU e driver, riducendo nuove forme di fingerprinting senza bloccare le API grafiche.

Google, Mozilla e Brave aggiornano quasi contemporaneamente i rispettivi browser, ma con priorità differenti. Chrome attraversa un’intensa fase di transizione tra 151 Stable, 152 Early Stable/Beta e 153 Dev, con aggiornamenti distribuiti su Windows, macOS, Linux, Android, iOS e ChromeOS. Firefox 154 arriva invece nel canale stabile con nuove funzioni dedicate ad AI, privacy della rete locale, PDF e gestione dei profili, mentre Brave interviene direttamente sul fingerprinting prodotto dalle API grafiche WebGL e WebGPU. Il risultato è una settimana nella quale stabilità, sicurezza e protezione dell’identità hardware diventano centrali nell’evoluzione dei browser.

Chrome attraversa tre generazioni tra Stable, Beta e Dev

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Il calendario di Google mostra contemporaneamente tre versioni di Chrome in differenti fasi di distribuzione. Secondo gli aggiornamenti ufficiali pubblicati dal Chrome Release Team, Chrome 151.0.7922.137/.138 rimane il riferimento Stable per Windows e macOS, con la build 151.0.7922.137 su Linux, mentre Android riceve la stessa generazione con la versione 151.0.7922.137. Parallelamente Google ha iniziato a distribuire Chrome 152.0.7977.42/.43 come Early Stable a una piccola percentuale di utenti Windows e Mac; su Android la build 152.0.7977.42 segue lo stesso modello di rollout anticipato, mentre su iOS Chrome 152.0.7977.40 è già indicato come Stable. Il canale Beta utilizza invece Chrome 152.0.7977.42 su Windows, macOS, Linux e Android e 152.0.7977.41 su iOS. Più avanti nel ciclo, Chrome 153.0.8003.0 è già entrato nel canale Dev sia su desktop sia su Android. La successione molto ravvicinata rende evidente il modello di sviluppo progressivo utilizzato da Google: una generazione resta quella consigliata alla maggioranza degli utenti mentre la successiva viene anticipata su gruppi limitati e quella ancora seguente entra nei test degli sviluppatori. Il processo continua l’accelerazione osservata con Chrome 150 e i nuovi cicli di sviluppo insieme alle modifiche di Firefox e Opera.

Chrome 151 corregge cinque vulnerabilità High tutte legate alla memoria

La release Stable desktop non è però un semplice aggiornamento di manutenzione. Google conferma cinque correzioni di sicurezza classificate High, tutte relative a condizioni use-after-free in componenti differenti del browser. CVE-2026-19556 interessa V8, CVE-2026-19557 TabStrip, CVE-2026-19558 il sistema Extensions, CVE-2026-19559 il componente HTML e CVE-2026-19560 Blink. Nello Stable Channel Update ufficiale di Chrome 151 Google precisa che alcuni dettagli dei bug possono rimanere temporaneamente limitati finché la maggioranza degli utenti non ha installato le correzioni, strategia utilizzata per ridurre la finestra nella quale informazioni tecniche potrebbero facilitare lo sviluppo di exploit contro installazioni non aggiornate. La stessa serie di fix viene normalmente trasferita alle corrispondenti build Android quando applicabile. L’intervento segue il precedente lavoro sulle estensioni Chrome capaci di dirottare ricerca e nuova scheda, confermando quanto V8, Blink ed Extensions continuino a rappresentare superfici sensibili per la sicurezza del browser. Anche ChromeOS avanza: la Stable utilizza ChromeOS 16733.48.0 con Chrome 151.0.7922.141, mentre il canale Beta è già passato a ChromeOS 16765.19.0 con browser 152.0.7977.39.

Firefox 154 porta Manage AI e rafforza l’accesso alla rete locale

Firefox 154 è disponibile dal 18 agosto 2026, anche se al momento della pubblicazione Mozilla segnala sulla pagina ufficiale della release stabile che le note definitive sono ancora in preparazione. Le funzioni maturate durante il ciclo Beta, documentate nelle release notes ufficiali di Firefox 154 Beta, includono la nuova azione Manage AI nella barra degli indirizzi, che apre direttamente l’area AI delle impostazioni, e l’estensione delle protezioni Local Network Access alle connessioni WebSocket: un sito che tenta di aprire una connessione WebSocket verso un dispositivo della rete locale deve quindi chiedere il permesso. Firefox consente inoltre di definire eccezioni per i siti i cui cookie e dati vengono cancellati allo spegnimento senza esentarli dalle altre restrizioni anti-tracciamento, aggiorna correttamente le favicon memorizzate quando viene eseguito un hard reload e permette il backup locale dei profili su macOS con ripristino tra Windows, macOS e Linux. Su Android migliorano le traduzioni automatiche con più lingue configurate, la scelta del nome e della posizione dei file scaricati e la ricerca tra i bookmark. La versione stabile completa così il ciclo iniziato con Firefox 154 Beta e le prime prove delle nuove funzioni AI.

Firefox migliora PDF, tab e standard web senza trasformare tutto in AI

Una parte consistente di Firefox 154 continua infatti a riguardare funzioni tradizionali del browser e compatibilità web. La selezione del testo nei PDF utilizza ora un’evidenziazione simile alle normali pagine web e rispetta impostazioni di sistema come l’alto contrasto; su macOS lo seeking nei video diventa più reattivo, mentre la modalità a schede verticali nasconde correttamente la sidebar quando viene utilizzato il fullscreen. Smart Window può inoltre suggerire gruppi di tab correlati e attribuire loro automaticamente un nome, funzione distribuita progressivamente. Sul fronte sviluppatori, la documentazione MDN di Firefox 154 conferma supporto alle funzioni CSS sibling-count() e sibling-index(), alle proprietà text-box-trim e text-box-edge, a nuovi helper per gli iteratori JavaScript e al breadcrumb nel JSON Viewer. Mozilla continua quindi ad affiancare le sperimentazioni AI a evoluzioni della piattaforma web, invece di trasformare l’intero ciclo in una release esclusivamente centrata sull’intelligenza artificiale. Il passaggio è particolarmente significativo dopo Firefox 153 e l’avvio della nuova serie ESR, perché 154 torna nel normale ritmo di innovazione con modifiche visibili anche agli utenti consumer.

Brave 1.93 nasconde GPU e driver alle tecniche di fingerprinting

Brave 1.93 affronta invece un problema meno visibile ma molto rilevante per la privacy: le informazioni hardware esposte dalle API WebGL e WebGPU. Nel Privacy Update dedicato alle nuove protezioni contro il GPU fingerprinting il browser spiega che siti e tracker possono ottenere attraverso queste API dettagli come produttore e modello della GPU, renderer, driver e insieme delle estensioni grafiche supportate. Combinati con altri segnali, questi dati possono contribuire alla creazione di un identificatore sufficientemente stabile da seguire un dispositivo anche senza cookie. Brave interviene su tre livelli: sostituisce le stringhe vendor e renderer di WebGL con valori generici identici per gli utenti, svuota i descrittori dell’adapter WebGPU e introduce randomizzazione nell’elenco delle estensioni WebGL, producendo valori differenti in funzione di sessione, sito e area di storage. Le protezioni vengono abilitate per impostazione predefinita su desktop e Android attraverso un rollout graduale. La misura approfondisce una strategia privacy che aveva già portato Brave a integrare Containers nativi, ricerca AI e nuovi servizi orientati alla riservatezza, ma questa volta interviene direttamente su informazioni che descrivono l’hardware dell’utente.

Il browser diventa il punto di scontro tra compatibilità, AI e identità hardware

I tre sviluppi mostrano quanto il browser moderno sia diventato un livello operativo molto più complesso della semplice visualizzazione delle pagine. Google deve mantenere contemporaneamente diversi canali e piattaforme correggendo vulnerabilità nel motore JavaScript, nel rendering e nelle estensioni; Mozilla integra progressivamente l’AI senza abbandonare privacy di rete, standard web, PDF e interoperabilità dei profili; Brave cerca invece di impedire che capacità grafiche necessarie alle applicazioni web diventino strumenti per identificare silenziosamente gli utenti. Il punto più interessante è proprio WebGPU: la stessa API che rende possibili workload grafici, gaming e applicazioni AI accelerate nel browser può fornire segnali hardware preziosi per il fingerprinting. Brave tenta di conservare la funzionalità eliminando l’unicità dei dati esposti, mentre Chrome e Firefox continuano a espandere la superficie applicativa del web. La competizione tra browser nel 2026 si gioca quindi sempre meno sulla semplice velocità di rendering e sempre più sull’equilibrio tra funzionalità avanzate, sicurezza della memoria, AI integrata e quantità di informazioni che un sito può ricavare dal dispositivo.

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