🐧 Novità principali
- GIMP prepara un nuovo formato di progetto basato su XML compresso, più adatto a salvataggi rapidi, autosave e futuri documenti multipagina.
- PSD guadagna testo modificabile, layer style moderni e forme vettoriali, mentre filtri e gradienti ampliano l’editing non distruttivo.
- GeForce NOW esce dalla beta su Linux con maggiore stabilità, Ubuntu 24.04+, distribuzione Flatpak e ottimizzazioni cloud per Frame Generation.
GIMP e NVIDIA rafforzano due aree molto differenti del desktop Linux. Il progetto GIMP ha mostrato il lavoro destinato a confluire nel ciclo 3.4, con un nuovo formato di progetto che affiancherà lo storico XCF, maggiore compatibilità con Photoshop PSD, editing non distruttivo più esteso e numerosi interventi all’interfaccia. NVIDIA porta invece la propria applicazione GeForce NOW per Linux fuori dalla beta, consolidando il supporto iniziato all’inizio del 2026 e semplificando installazione e aggiornamenti attraverso Flatpak. Da una parte evolve uno degli strumenti creativi open source più importanti, dall’altra il cloud gaming Linux ottiene finalmente un client NVIDIA considerato stabile.
Cosa leggere
GIMP prepara il successore di XCF dopo quasi trent’anni
La modifica strutturalmente più importante riguarda il formato con cui GIMP salva i propri progetti. XCF è utilizzato come formato principale dal 1997, ma la sua struttura binaria rende sempre più difficile supportare documenti molto grandi e funzioni future come progetti multipagina e animazioni avanzate. Nel development update ufficiale di agosto 2026 il team conferma lo sviluppo di un nuovo formato basato su una struttura XML compressa in un archivio, ancora in fase di definizione tecnica. Il vantaggio più immediato è la possibilità di modificare soltanto le parti interessate del file durante il salvataggio, invece di riscrivere ogni volta l’intero progetto, rendendo più realistico anche un futuro sistema di autosave. XCF non verrà eliminato: GIMP continuerà ad aprire i vecchi progetti e considera la retrocompatibilità una priorità, ma le nuove caratteristiche che richiederanno strutture incompatibili saranno salvate esclusivamente attraverso il nuovo formato una volta stabilizzato. È un cambiamento molto più profondo degli aggiornamenti incrementali arrivati con GIMP 3.2.4 insieme a PipeWire e QEMU, perché modifica una componente fondamentale del workflow dell’editor grafico.
Photoshop PSD diventa molto più gestibile dentro GIMP
Un secondo blocco di sviluppo riguarda la compatibilità con Adobe Photoshop, storicamente uno dei punti più delicati quando GIMP viene inserito in workflow professionali misti. Il progetto ha implementato l’importazione dei cosiddetti PSD Descriptor, strutture utilizzate dai file Photoshop moderni per memorizzare informazioni che non sono completamente descritte nella specifica pubblica Adobe, ferma al 2019. Grazie a questo lavoro, GIMP può già importare livelli di testo mantenendoli modificabili, trasformare diversi adjustment layer e moderni layer style nei corrispondenti effetti GEGL e convertire forme a colore pieno in livelli vettoriali. Viene inoltre sviluppata una procedura per esportare metadati PSD all’interno di TIFF e JPEG, mantenendo informazioni come tracciati e livelli quando il formato di destinazione lo consente. Il risultato non equivale ancora a una compatibilità perfetta con ogni documento Photoshop, ma riduce una delle principali barriere per studi grafici e utenti che devono passare frequentemente tra i due programmi. GIMP aveva già rafforzato progressivamente questi workflow nel ciclo 3.x, ma il lavoro previsto per 3.4 interviene direttamente sulle strutture utilizzate dai PSD contemporanei e non soltanto su singoli casi di importazione.
Editing non distruttivo e Spectral Blending ampliano il lavoro creativo
Il ciclo verso GIMP 3.4 estende anche il modello di editing non distruttivo introdotto nelle release precedenti. I filtri possono ora essere applicati alle maschere di livello senza alterarne definitivamente i pixel, mentre il Gradient Tool riceve una modalità Editable Gradient che inserisce il gradiente direttamente nella pila degli effetti: può quindi essere nascosto, riordinato, cancellato oppure riaperto successivamente per modificarne parametri e geometria. Anche filtri privi di una propria finestra di configurazione, come Invert, possono essere utilizzati in modo non distruttivo su gruppi, testo, vettori e altri livelli non raster. Sul fronte pittorico arriva invece Spectral Blending nel motore MyPaint, che tenta di simulare il comportamento fisico dei pigmenti durante la miscelazione dei colori anziché limitarsi alla normale interpolazione digitale.

Il lavoro completa l’evoluzione iniziata con le precedenti versioni di GIMP 3 e gli aggiornamenti dedicati a strumenti grafici e prestazioni. Il team sta inoltre sostituendo progressivamente i file picker GTK con finestre di selezione native su Windows, macOS e ambienti desktop differenti da GNOME, convertendo i cursori in SVG e correggendo rallentamenti durante disegno e zoom su tele ruotate. La prima development release 3.3.2 non è ancora stata pubblicata e GIMP precisa che diverse parti della roadmap rimangono in lavorazione.
GeForce NOW esce dalla beta e diventa stabile su Linux
Sul gaming arriva invece un passaggio già definitivo. NVIDIA ha annunciato che il client nativo GeForce NOW per Linux è ufficialmente uscito dalla beta, dopo mesi di feedback provenienti dagli utenti. Nel comunicato ufficiale dedicato alla versione Linux stabile NVIDIA indica come priorità della nuova release prestazioni, stabilità e rifinitura dell’esperienza, mantenendo il supporto a Ubuntu 24.04 e versioni successive. La distribuzione attraverso un nuovo repository Flatpak dovrebbe semplificare installazione e soprattutto aggiornamenti futuri, evitando parte delle procedure manuali richieste nelle prime versioni. Il passaggio completa il percorso iniziato a gennaio e già seguito con GeForce NOW beta e Shotcut 26.1 su Linux, quando NVIDIA aveva finalmente portato sui desktop Linux un client capace di superare diversi limiti dell’utilizzo via browser. Il rendering resta interamente eseguito nei data center GeForce NOW, quindi anche macchine Linux senza una GPU di fascia alta possono accedere alle tecnologie RTX e ai giochi Windows disponibili nel catalogo senza dover affrontare localmente Proton, anti-cheat incompatibili o requisiti grafici particolarmente elevati.
NVIDIA migliora anche Frame Generation e i workload CPU nel cloud
La stabilizzazione del client arriva insieme a modifiche sul lato server. NVIDIA dichiara di aver ottimizzato DLSS Frame Generation nel cloud per ridurre la latenza percepita, con benefici soprattutto durante streaming a 60 o 120 fps in 1440p e 4K, dove l’intervallo tra input dell’utente e frame visualizzato diventa particolarmente importante. Gli abbonati Performance ricevono inoltre ottimizzazioni software della CPU sui server per aumentare il frame rate in alcuni giochi limitati dal processore, senza aggiornamenti da installare localmente. È un punto importante perché GeForce NOW porta su Linux un modello differente rispetto alla crescita della compatibilità nativa e di Proton: invece di rendere il gioco Windows eseguibile direttamente sulla macchina dell’utente, sposta interamente il problema della compatibilità e della potenza hardware nel data center. Questo non sostituisce il percorso seguito da Wine, Proton, Vulkan e progetti come DXVK 3.0.1 per il gaming Linux, ma crea un secondo canale per titoli che altrimenti potrebbero rimanere problematici a causa di anti-cheat, requisiti hardware o supporto ufficiale assente. L’uscita dalla beta rende soprattutto più credibile Linux come piattaforma GeForce NOW di lungo periodo: il client non è più un esperimento preliminare, ma parte dell’offerta NVIDIA mantenuta insieme alle applicazioni per gli altri sistemi supportati.
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