🐧 Novità principali
- Linux 7.2 introduce scheduling cache-aware, USB4STREAM, Btrfs con large folios e nuovi miglioramenti per AMD, Intel, networking e filesystem.
- AMDGPU riceve il supporto iniziale HDMI 2.1 FRL, mentre Intel Xe, Wi-Fi 7, Apple M3 e numerose periferiche ampliano la compatibilità hardware.
- GNU Linux-libre 7.2-gnu segue l’upstream eliminando nuovi riferimenti a firmware non liberi nei driver AMD, Qualcomm, Intel, MediaTek e Realtek.
Linux 7.2 è ufficialmente disponibile e concentra il nuovo ciclo del kernel su scheduling, prestazioni I/O, filesystem e supporto hardware, con interventi che interessano piattaforme AMD, Intel, ARM64 e dispositivi di nuova generazione. Poco dopo l’upstream è arrivato anche GNU Linux-libre 7.2-gnu, variante mantenuta nell’ambito del progetto GNU che rimuove dal kernel componenti e richieste verso firmware considerati non liberi. Il rilascio completa il percorso iniziato a fine giugno con la prima release candidate e apre ora il merge window di Linux 7.3, mentre distribuzioni rolling e progetti più sperimentali potranno iniziare rapidamente l’adozione della nuova versione.
Cosa leggere
Linux 7.2 rende lo scheduler consapevole della cache
Una delle modifiche più significative di Linux 7.2 riguarda il cache-aware load balancing, che permette allo scheduler di tenere maggiormente conto dei domini Last Level Cache quando distribuisce i thread tra i core. L’obiettivo è collocare vicini i task che condividono dati, limitando il cosiddetto cache bouncing e riducendo trasferimenti inutili tra core e livelli di memoria. Il kernel interviene inoltre sul reclaim della memoria, sullo swapping e sui percorsi I/O, mentre alcuni cambiamenti alla gestione delle pipe riducono i tempi durante i quali viene mantenuto il lock nelle operazioni di scrittura. Il salto arriva dopo il ciclo di sviluppo aperto da Linux 7.2-rc1, che aveva già mostrato l’ampiezza degli interventi destinati alla nuova release. Sul fronte filesystem, Btrfs abilita ora i large folios per impostazione predefinita, ext4 riceve miglioramenti alla gestione dei fast commit e alla contesa dei lock, mentre NTFS viene rafforzato contro metadata corrotti e migliora la compatibilità con i collegamenti simbolici Windows. Nel ChangeLog ufficiale pubblicato su kernel.org è disponibile l’intero insieme di modifiche integrato nella versione stabile.
USB4STREAM e nuovi driver ampliano il supporto hardware
Il nuovo kernel introduce anche USB4STREAM, protocollo che consente a due sistemi di scambiarsi direttamente flussi di dati attraverso una connessione USB4 o Thunderbolt senza dover costruire una tradizionale rete IP. Il supporto crea dispositivi /dev/tbstreamX utilizzabili dalle applicazioni per trasferimenti host-to-host e amplia quindi gli scenari per workstation, acquisizione dati e sistemi ad alta velocità. Sul comparto grafico arriva il supporto iniziale HDMI 2.1 FRL nel driver AMDGPU, passaggio importante per display ad alta risoluzione e refresh elevato, mentre il driver Intel Xe introduce il primo supporto alla piattaforma CRI. Linux 7.2 continua inoltre la preparazione per AMD Zen 6, amplia il lavoro sulle future piattaforme Intel e aggiunge compatibilità con Realtek RTL8159 per adattatori USB Ethernet da 10 Gbps, MediaTek MT7927 per Wi-Fi 7 e Bluetooth 5.4 e nuove periferiche wireless e gaming. Il percorso prosegue l’espansione hardware già osservata con Linux 7.1 tra filesystem, sicurezza Landlock e nuovi driver, ma 7.2 sposta ulteriormente l’attenzione sulle interconnessioni veloci e sull’hardware destinato ai prossimi cicli PC.
Rust cresce nel kernel mentre arrivano Apple M3 e nuovi dispositivi
Anche l’infrastruttura interna continua a cambiare. Rust guadagna il supporto per l’architettura IBM System/390 e integra la libreria Zerocopy, pensata per ridurre la quantità di codice unsafe necessaria nelle operazioni di manipolazione della memoria. Linux 7.2 elimina inoltre l’uso interno di strncpy() dopo anni di conversioni verso API considerate più sicure e prepara nuovi meccanismi per sched_ext. Sul versante Apple, il kernel compie ulteriori passi verso Mac con chip M3, che possono raggiungere una fase iniziale di boot testuale grazie al lavoro proveniente dall’ecosistema Asahi Linux, anche se il supporto resta lontano da quello necessario per un normale desktop. Migliora contemporaneamente la compatibilità con touch screen Wacom, controller DualSense Edge, notebook HyperX e diverse schede madri ASUS e ASRock. I sorgenti firmati di Linux 7.2, compreso il tarball .xz da circa 153 MB, risultano già pubblicati nell’archivio ufficiale del Linux Kernel.
GNU Linux-libre 7.2 rimuove i nuovi riferimenti ai firmware proprietari
A poche ore dall’upstream è arrivato GNU Linux-libre 7.2-gnu, che mantiene le funzionalità del nuovo kernel compatibili con i criteri del progetto eliminando invece componenti, riferimenti e richieste runtime verso software non libero. L’annuncio ufficiale GNU Linux-libre 7.2-gnu indica modifiche alle interfacce utilizzate per il caricamento del firmware e nuove operazioni di pulizia sui nomi dei blob presenti nei driver AMDGPU, Nova Core, Qualcomm Iris e q6v5, Intel iwlwifi, AMD XDNA, Adreno, Realtek r8152 e MediaTek mt792x. Vengono inoltre ripuliti i nuovi driver rt722-sdca e Texas Instruments tac5xx2, insieme a file Device Tree e documentazione associata, mentre non è più necessario intervenire sul vecchio driver Bluetooth hci_bt3c perché rimosso direttamente dall’upstream. La filosofia resta quella già descritta con GNU Linux-libre 7.1 e il suo rapporto con l’hardware che richiede firmware non libero: il progetto non sostituisce i componenti eliminati con equivalenti liberi, ma impedisce al kernel di richiederli o suggerirne l’utilizzo. Questo significa che alcune periferiche supportate normalmente da Linux 7.2 possono perdere funzionalità quando dipendono esclusivamente da firmware proprietari.
Linux 7.2 apre subito il ciclo verso la versione 7.3
Con la pubblicazione della versione stabile, Linux 7.2 entra ora nella fase di manutenzione, mentre Linus Torvalds apre il merge window destinato a Linux 7.3. Per gli utenti finali non significa però che il nuovo kernel debba essere installato immediatamente compilando i sorgenti: saranno le distribuzioni rolling, Arch-based e successivamente i sistemi con cicli più conservativi a integrarlo quando patch, toolchain e moduli esterni saranno stati verificati.

La disponibilità di GNU Linux-libre 7.2 è altrettanto immediata a livello sorgente, con tarball precompressi già pubblicati e pacchetti .deb e .rpm previsti successivamente dal progetto. La release mostra soprattutto quanto il kernel stia evolvendo su due fronti paralleli: prestazioni e supporto dell’hardware moderno nell’upstream, da una parte, e mantenimento di una variante completamente orientata ai principi del software libero dall’altra. Linux 7.2 offre così una nuova base tecnica per le distribuzioni dei prossimi mesi, mentre Linux-libre conserva la stessa architettura eliminando deliberatamente tutto ciò che richiede codice proprietario per funzionare.
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