🛡️ Executive Summary
- Il Ministero cinese della Sicurezza di Stato avrebbe ordinato ad alcune organizzazioni statali di rimuovere Windows 10 China Government Edition per timori sui dati.
- La misura anticipa il pensionamento previsto per febbraio 2027 e accelera la sostituzione del software straniero nelle infrastrutture pubbliche cinesi.
- Windows 11 24H2 Home e Pro raggiungerà invece la fine degli aggiornamenti il 13 ottobre 2026; Microsoft indica 25H2 come upgrade corrente.
Windows entra contemporaneamente in due differenti processi di pensionamento. In Cina il Ministero della Sicurezza di Stato avrebbe ordinato ad alcune organizzazioni collegate al settore pubblico di disinstallare Windows 10 China Government Edition, anticipando il ritiro della versione progettata specificamente per Pechino e motivando la decisione con timori sulla sicurezza dei dati. Nel resto del mercato Microsoft prepara invece la scadenza ordinaria di Windows 11 24H2 Home e Pro, che dal 13 ottobre 2026 non riceverà più aggiornamenti mensili, correzioni e supporto tecnico. I due casi sono distinti, ma mostrano come ciclo di vita, sicurezza e controllo tecnologico stiano diventando elementi sempre più intrecciati.
Cosa leggere
Pechino anticipa il ritiro di Windows 10 Government Edition
Secondo indiscrezioni attribuite a persone a conoscenza della decisione, il Ministero della Sicurezza di Stato cinese avrebbe chiesto ad alcune organizzazioni statali e collegate allo Stato di rimuovere dai propri computer Windows 10 China Government Edition. La portata esatta della direttiva non è pubblica e non risulta quindi corretto descriverla, allo stato delle informazioni disponibili, come un bando generalizzato applicato immediatamente a tutte le agenzie governative cinesi. Il provvedimento riguarda però un prodotto particolarmente simbolico: l’edizione era stata sviluppata da C&M Information Technologies, CMIT, joint venture costituita nel 2016 tra Microsoft e la statale China Electronics Technology Group, proprio per rendere Windows compatibile con le esigenze delle amministrazioni cinesi. Il ritiro era previsto per febbraio 2027, mentre la nuova direttiva ne anticiperebbe sostanzialmente l’uscita. Le fonti citate dalla stampa collegano la scelta a preoccupazioni sulla sicurezza dei dati, senza indicare una vulnerabilità concreta o un incidente specifico. Microsoft ha infatti dichiarato di non essere a conoscenza di incidenti di sicurezza che interessino il prodotto, che continua a ricevere aggiornamenti.
Una versione di Windows costruita appositamente per il governo cinese
Windows 10 China Government Edition non è la normale versione commerciale del sistema operativo. È basata su Windows 10 Enterprise ma è stata modificata eliminando OneDrive e diversi componenti consumer, mantenendo attivazione e aggiornamenti all’interno della Cina e consentendo alle amministrazioni di adottare algoritmi crittografici nazionali al posto di quelli standard Microsoft. Il progetto rappresentava il tentativo più avanzato dell’azienda statunitense di conservare Windows all’interno della macchina pubblica cinese dopo anni di crescente diffidenza verso le tecnologie occidentali. Pechino aveva escluso Windows 8 dagli acquisti governativi già nel 2014 e dal 2019 aveva iniziato a spingere la sostituzione dei computer e del software straniero con alternative nazionali. La pressione si è poi rafforzata: cinque delle sei guide agli acquisti informatici pubblici esaminate da Reuters tra dicembre 2023 e maggio 2026 non raccomandavano Microsoft, mentre l’unica che includeva Windows 10 Government Edition prevedeva ulteriori requisiti gestionali. Il processo rientra in una dinamica di sovranità tecnologica sempre più estesa, nella quale sistemi operativi come Kylin e UOS e l’ecosistema Huawei riducono progressivamente la dipendenza del settore pubblico dalle piattaforme occidentali.
Windows resta però dominante sui computer cinesi
La decisione governativa non significa che Windows stia scomparendo dal mercato cinese. I dati riportati per luglio 2026 indicano ancora una quota dell’87,64% del traffico Web desktop cinese riconducibile a Windows, con Windows 10 al 43,56% dell’utilizzo Windows e Windows 11 al 50,01%. La sostituzione procede quindi soprattutto nel settore governativo e nelle organizzazioni strategiche, mentre il mercato consumer e una parte consistente di quello aziendale continuano a dipendere dall’ecosistema Microsoft. Il contrasto è significativo perché il normale Windows 10 Home e Pro ha terminato il supporto il 14 ottobre 2025, lasciando la Government Edition come prodotto eccezionale progettato per continuare a rispondere alle esigenze del settore pubblico cinese. Microsoft, parallelamente, ha ridotto la propria presenza diretta nel Paese chiudendo almeno 15 filiali e joint venture negli ultimi cinque anni, pur mantenendo attività legate ad Azure, intelligenza artificiale e aziende cinesi con operazioni internazionali.
Windows 11 24H2 Home e Pro scade il 13 ottobre
Mentre Pechino accelera un ritiro deciso politicamente, Microsoft procede con il normale Modern Lifecycle di Windows 11. La pagina ufficiale del ciclo di vita di Windows 11 Home e Pro fissa al 13 ottobre 2026 la fine degli aggiornamenti per la versione 24H2 nelle edizioni Home, Pro, Pro Education e Pro for Workstations. Dopo quella data i dispositivi non riceveranno più correzioni dei problemi conosciuti, aggiornamenti dei fusi orari, supporto tecnico e soprattutto gli aggiornamenti mensili di sicurezza destinati alle nuove minacce. La scadenza era già entrata nella roadmap Microsoft che affiancava la fine del supporto di Windows 11 24H2 a quella del mainstream support di Windows Server 2022, mentre il recente ciclo di build Release Preview ha continuato a sviluppare contemporaneamente 24H2, 25H2 e 26H1.
Microsoft spinge gli utenti 24H2 verso Windows 11 25H2
Per i computer Home e Pro non gestiti da reparti IT, Microsoft prevede la distribuzione automatica di Windows 11 25H2 quando il dispositivo è idoneo. La versione 25H2 resterà supportata fino a ottobre 2027, mentre 26H1 segue un percorso particolare legato soprattutto ai nuovi dispositivi del 2026 e non viene offerta come aggiornamento in-place ai normali PC 24H2 e 25H2. Per gli utenti che restano su 24H2 il punto decisivo non è quindi la perdita immediata di funzionalità, ma quella degli aggiornamenti di sicurezza dopo ottobre, particolarmente rilevante in una fase in cui il Patch Tuesday di agosto ha corretto circa 400 vulnerabilità e tre zero-day Windows. Cina e mercato globale arrivano così allo stesso risultato attraverso percorsi opposti: Pechino vuole anticipare la dipendenza da una piattaforma straniera, mentre Microsoft vuole impedire che gli utenti rimangano su una release che ha esaurito il proprio ciclo di manutenzione.
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