⚙️ Da sapere
- Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 viene associato a una CPU Oryon 2+3+3 con due core fino a 5,01 GHz e processo TSMC N2P.
- vivo X500 Pro Max compare su Geekbench con MediaTek MT6995 engineering sample, CPU 2+3+3 fino a 4,55 GHz e 12 GB di RAM.
- I 2.653 punti single-core e 7.516 multi-core del vivo sono ancora poco rappresentativi perché il prototipo risulta limitato rispetto alle frequenze teoriche finali.
Qualcomm e MediaTek stanno preparando una nuova generazione di SoC mobile nella quale i 2 nanometri vengono utilizzati soprattutto per spingere frequenze e throughput molto oltre gli attuali flagship. Il leak sullo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 attribuisce alla futura piattaforma Qualcomm due core Oryon capaci di raggiungere 5,01 GHz, mentre un prototipo di vivo X500 Pro Max è già comparso su Geekbench con il chipset MediaTek MT6995, identificato dalle indiscrezioni come Dimensity 9600 Pro. Le due piattaforme condividono una configurazione CPU 2+3+3 e dovrebbero utilizzare il nodo TSMC N2P, ma i primi benchmark mostrano soprattutto quanto siano ancora immature le configurazioni in test.
Cosa leggere
Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 supera simbolicamente la barriera dei 5 GHz
Le nuove indiscrezioni attribuite a Digital Chat Station descrivono Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6, identificato internamente dal numero modello SM8975, come un octa-core Oryon con struttura 2+3+3. I due core principali raggiungerebbero 5,01 GHz, il cluster intermedio arriverebbe a 4,03 GHz e gli ultimi tre core a 3,74 GHz. Sarebbe la prima piattaforma mobile Qualcomm capace di oltrepassare nominalmente la soglia dei 5 GHz e rappresenterebbe un ulteriore salto rispetto alla variante standard della futura famiglia. Le informazioni restano però non confermate ufficialmente: Qualcomm ha anticipato soltanto l’arrivo di due nuove piattaforme Snapdragon 8 al Summit di settembre. La precedente roadmap sullo Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 destinato al Galaxy S27 Ultra aveva già indicato configurazione 2+3+3, GPU Adreno 850 e processo a 2 nanometri come elementi centrali del progetto.
TSMC N2P deve trasformare il margine energetico in frequenza
La piattaforma Extreme dovrebbe essere costruita attraverso TSMC N2P, evoluzione del nodo N2 a 2 nanometri. La miniaturizzazione dovrebbe migliorare il rapporto tra prestazioni e consumi, ma Qualcomm sembra intenzionata a utilizzare almeno parte di quel margine per aumentare fortemente le frequenze. È proprio questo il punto più delicato.

5 GHz su uno smartphone non significano automaticamente prestazioni sostenute superiori, perché consumo e densità termica aumentano rapidamente quando il chip viene spinto vicino al limite. Gaming prolungato, registrazione video e inferenza AI saranno quindi più indicativi dei benchmark di picco. Il confronto con Exynos 2700 e la futura strategia multi-chip dei Galaxy S27 diventerà particolarmente interessante proprio sul rapporto tra picco, throttling e autonomia.
Galaxy S27 Ultra resta il candidato naturale per la variante Extreme
La futura piattaforma Qualcomm potrebbe essere riservata ai dispositivi Android più costosi e il Galaxy S27 Ultra rimane uno dei candidati principali. Samsung potrebbe utilizzare la variante Extreme globalmente sull’Ultra, lasciando Snapdragon 8 Elite Gen 6 standard ed Exynos 2700 agli altri modelli e ai diversi mercati. La segmentazione della gamma Galaxy S27 tra Exynos e Snapdragon permetterebbe a Samsung di distinguere l’Ultra non soltanto attraverso fotocamere e display, ma direttamente attraverso la piattaforma computazionale. Se le frequenze trapelate verranno confermate, lo Snapdragon Extreme diventerà però anche una prova severa per dissipazione e batteria: superare i 5 GHz ha valore commerciale soltanto se quelle prestazioni possono essere mantenute per più di pochi secondi.
vivo X500 Pro Max compare realmente su Geekbench
MediaTek dispone invece già di un primo dato pubblico verificabile. Un dispositivo vivo V2610, ricondotto al futuro X500 Pro Max, è comparso nel database ufficiale Geekbench con Android 17, 11,05 GB di RAM visibili e chipset MediaTek MT6995(ENG). La CPU è composta da tre cluster: 3 core a 3,10 GHz, 3 core a 4,35 GHz e 2 core a 4,55 GHz. La configurazione corrisponde alle indiscrezioni sul futuro Dimensity 9600 Pro, ma MediaTek non ha ancora ufficializzato nome e specifiche. Il benchmark restituisce 2.653 punti single-core e 7.516 multi-core, valori che non vanno interpretati come prestazioni finali perché la piattaforma è chiaramente identificata come engineering sample.
Il benchmark del vivo è ancora fortemente limitato
Il risultato Geekbench appare infatti molto più basso rispetto a quanto suggeriscano le specifiche teoriche della piattaforma. Le informazioni emerse sul prototipo indicano che alcune frequenze operative sono ancora limitate, quindi il SoC non viene eseguito nelle condizioni previste per il prodotto commerciale.

Questo spiega perché sia prematuro confrontare direttamente i 2.653/7.516 punti con Snapdragon o Apple. Il dato più interessante non è il punteggio ma la struttura del chip: due core fino a 4,55 GHz, tre a 4,35 GHz e tre a 3,10 GHz confermano un’impostazione aggressiva e molto vicina al modello Qualcomm 2+3+3. La precedente analisi sul Dimensity 9600 Pro vicino ai 5 GHz aveva già anticipato la scelta di MediaTek di abbandonare una distinzione tradizionale tra core efficiency e performance per utilizzare cluster tutti orientati a capacità computazionale elevata.
vivo X500 Pro Max diventa la prima vetrina concreta del nuovo MediaTek
Il vivo X500 Pro Max era stato finora associato a una piattaforma Dimensity 9600 e a un posizionamento fortemente orientato alla fotografia. Il nuovo benchmark suggerisce invece che almeno alcuni prototipi utilizzino una variante più potente identificata come Dimensity 9600 Pro. La roadmap del vivo X500 Pro Max aveva già indicato display AMOLED di grandi dimensioni, batteria molto capiente e un sistema fotografico premium.

Se il chip MT6995 resterà nel modello finale, il Pro Max diventerebbe anche uno dei primi smartphone commerciali a mostrare cosa può fare MediaTek sul nodo N2P. Il recente vivo X500 Pro con video 4K a 240 fps aveva già mostrato quanto l’intera serie stia spostando il baricentro verso workload sempre più pesanti di imaging e video.
Qualcomm e MediaTek stanno convergendo sulla stessa ricetta
Il dato più interessante dei due leak è quanto le architetture stiano diventando simili. Snapdragon 8 Elite Extreme Gen 6 e Dimensity 9600 Pro vengono entrambi associati a una CPU 2+3+3, nodo N2P e frequenze vicine o superiori a 5 GHz. La differenza si giocherà quindi sempre meno sul numero dei core e sempre più su microarchitettura, cache, GPU, NPU, scheduler, memoria e gestione termica. Qualcomm sembra puntare sul valore simbolico e prestazionale dei 5,01 GHz, MediaTek su un design che mantiene frequenze molto elevate su più cluster. Ma il vero test arriverà nei dispositivi commerciali. La nuova generazione a 2 nanometri non vincerà perché raggiunge il clock più alto sulla scheda tecnica, ma perché riesce a mantenere quella potenza dentro uno smartphone senza trasformarla in calore, throttling e consumo eccessivo.
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