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Chrome 152 arriva su desktop e mobile, ChromeOS aggiorna Stable, Beta e LTS

🐧 Novità principali

  • Chrome 152 raggiunge Windows, macOS, Linux, Android e iOS, con 327 correzioni di sicurezza nella release desktop e dieci vulnerabilità critiche.
  • Chrome 153 entra in Early Stable e Beta su desktop, preparando la generazione successiva mentre ChromeOS Beta resta ancora sulla base Chrome 152.
  • ChromeOS Stable passa alla build 16733.57.0, mentre LTC adotta Chrome 150 e il canale LTS resta su Chrome 144 fino al 6 ottobre.

Google completa una nuova tornata di aggiornamenti simultanei per Chrome e ChromeOS, portando Chrome 152 nel canale stabile su desktop, Android e iOS mentre prepara già Chrome 153 attraverso Early Stable e Beta. Sul fronte ChromeOS, il canale Stable resta ancora basato su Chrome 151, Beta passa alla build 152.0.7977.63 e l’infrastruttura long-term mantiene una separazione più conservativa tra LTC e LTS. L’elemento più importante resta però la sicurezza: la promozione di Chrome 152 sul desktop porta con sé 327 correzioni, comprese dieci vulnerabilità classificate Critical, rendendo l’aggiornamento particolarmente rilevante per utenti e amministratori enterprise.

Chrome 152 Stable corregge 327 vulnerabilità su desktop

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La release principale è Chrome 152 Stable per Windows, macOS e Linux, distribuita come 152.0.7977.64 per Linux e 152.0.7977.64/.65 per Windows e macOS. Google indica complessivamente 327 security fix, numero insolitamente elevato che comprende vulnerabilità distribuite lungo una superficie molto ampia del browser. Tra le falle critiche compaiono soprattutto problemi di memoria come use-after-free, una classe di bug particolarmente delicata perché l’accesso a oggetti già liberati può portare a crash, corruzione della memoria e, in determinate condizioni, esecuzione di codice. I componenti interessati includono tra gli altri ANGLE, Aura, V8, grafica, UI e altre parti dell’architettura Chromium. Non significa automaticamente che tutte le 327 vulnerabilità siano sfruttabili da remoto o abbiano la stessa gravità, ma la quantità di correzioni rende consigliabile abbreviare il normale intervallo di aggiornamento, soprattutto sulle workstation utilizzate per accedere a servizi aziendali.

Android riceve la stessa base di sicurezza della release desktop

Google ha distribuito contestualmente Chrome 152.0.7977.64 per Android attraverso Google Play. Il team Chrome specifica che le release Android contengono normalmente le stesse correzioni di sicurezza delle corrispondenti versioni desktop, salvo diversa indicazione, affiancandole a miglioramenti di stabilità e prestazioni. Questa sincronizzazione è importante perché Chrome Android utilizza lo stesso ecosistema Chromium e condivide una parte consistente della superficie vulnerabile con desktop, anche se sandbox, sistema operativo e integrazione con Android modificano concretamente le condizioni di sfruttamento. La sicurezza del browser mobile è diventata inoltre sempre più legata a protezioni che vanno oltre la patch della singola CVE: Chrome Android ha recentemente ridotto di oltre sette miliardi al giorno le notifiche indesiderate, combinando Safe Browsing, gestione dinamica dei permessi e controlli lato Firebase.

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Chrome 152 arriva anche su iPhone

Sul fronte Apple, Chrome Stable 152 per iOS viene distribuito come 152.0.7977.64. Google descrive l’aggiornamento principalmente come release di stabilità e prestazioni. La numerazione comune con Android e desktop non deve però far pensare a un browser completamente identico: su iOS Chrome continua a dipendere dalle API e dal motore web consentiti dalla piattaforma Apple, anche se Google mantiene una release train coerente per funzionalità, sincronizzazione e componenti applicativi. Parallelamente sono in distribuzione versioni Beta sia per Android sia per iOS, utilizzate per validare anticipatamente le successive modifiche prima della promozione Stable.

Chrome 153 entra già in Early Stable e Beta

Mentre Chrome 152 raggiunge la maggior parte degli utenti, Google sta già preparando Chrome 153. L’Early Stable desktop del 26 agosto porta 153.0.8010.12/.13 su Windows e macOS a una percentuale limitata di utenti, permettendo di individuare regressioni prima dell’estensione completa della release. Nello stesso giorno il canale Chrome Beta per desktop è stato aggiornato alla 153.0.8010.12 su Windows, macOS e Linux. La sovrapposizione dei canali è parte normale del modello Chrome: Stable protegge la maggioranza degli utenti, Early Stable anticipa di pochi giorni la distribuzione generale e Beta permette agli sviluppatori e agli amministratori di verificare compatibilità e modifiche web prima che entrino nella produzione ordinaria. È una struttura particolarmente utile nelle organizzazioni che utilizzano applicazioni web proprietarie e non possono permettersi che un cambiamento del browser interrompa improvvisamente processi interni.

ChromeOS Stable resta su Chrome 151

Il ciclo di ChromeOS e ChromeOS Flex procede con una numerazione differente. Il canale Stable aggiornato il 26 agosto passa alla versione 16733.57.0, mantenendo come browser Chrome 151.0.7922.221. ChromeOS non segue quindi necessariamente nello stesso giorno la major release desktop del browser. Questo disallineamento deriva dal maggiore livello di validazione necessario quando Chrome è parte integrante dell’intero sistema operativo e non una singola applicazione aggiornabile indipendentemente. Google deve verificare compatibilità con firmware, hardware Chromebook, Android runtime, Linux environment e funzionalità enterprise prima della promozione sul canale Stable.

ChromeOS Beta prepara invece la base Chrome 152

Il canale Beta di ChromeOS e ChromeOS Flex passa alla build 16765.31.0, con browser Chrome 152.0.7977.63. La progressione rende evidente il ruolo del canale Beta come ponte verso il successivo aggiornamento stabile di ChromeOS. Per amministratori e sviluppatori è il canale nel quale verificare periferiche, applicazioni web, policy e integrazioni prima del rollout sui dispositivi produttivi. La distinzione tra Stable e Beta è particolarmente importante nelle flotte Chromebook gestite centralmente, dove un aggiornamento del browser può influire su web app verticali, sistemi di autenticazione e servizi cloud utilizzati quotidianamente.

LTC passa a Chrome 150 ma LTS resta ancora su Chrome 144

La Long Term Support Channel release di ChromeOS evidenzia ulteriormente la strategia conservativa destinata alle aziende. Il canale LTC viene portato a Chrome 150.0.7871.252, con platform version 16700.62.0, mentre il vero canale LTS rimane ancora su Chrome 144 fino al 6 ottobre 2026. LTC funziona come fase di validazione precedente alla promozione LTS, offrendo agli amministratori una finestra nella quale verificare la nuova base prima che diventi la versione long-term principale. È un modello progettato per ambienti nei quali stabilità e prevedibilità contano più dell’accesso immediato alle nuove funzioni. La separazione rispetto al ritmo rapido di Chrome desktop, già arrivato alla major 152, mostra quanto Google differenzi aggressivamente i propri cicli di distribuzione in base al rischio operativo.

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Google separa sempre di più velocità di sviluppo e stabilità enterprise

La fotografia delle release di fine agosto mostra un ecosistema Chrome organizzato su velocità differenti ma coordinate. Chrome 152 è ormai la base stabile per desktop e mobile, Chrome 153 è già entrato nella fase di validazione avanzata, ChromeOS Stable resta prudentemente sulla major 151 e i canali long-term sono ancora più indietro. Questa frammentazione non rappresenta un’anomalia, ma il modo con cui Google cerca di conciliare due esigenze opposte: distribuire rapidamente correzioni di sicurezza e nuove tecnologie web agli utenti consumer e offrire alle organizzazioni finestre di test sufficientemente lunghe prima di modificare migliaia di endpoint. Con 327 vulnerabilità corrette nella sola promozione di Chrome 152, il ciclo di agosto ricorda però che, indipendentemente dal canale utilizzato, la velocità con cui viene applicato un aggiornamento del browser continua a essere una componente essenziale della sicurezza dell’intero endpoint.

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