unitree g1 edu rce wifi bluetooth root

Unitree G1 EDU vulnerabile via Wi-Fi e Bluetooth: due falle danno accesso root al robot

🛡️ Executive Summary

  • CVE-2026-76639 consente RCE root sul G1 EDU tramite rete locale sfruttando DDS, una chiave AES statica e un path traversal.
  • CVE-2026-76640 permette un secondo attacco root via Bluetooth Low Energy senza pairing o credenziali.
  • Le falle interessano il firmware G1 EDU fino alla versione 1.5.2 e sono state riprodotte su più robot reali.

Due vulnerabilità nel robot umanoide Unitree G1 EDU consentono a un attaccante vicino al dispositivo di ottenere esecuzione di codice come root senza credenziali. I problemi sono identificati come CVE-2026-76639 e CVE-2026-76640 e colpiscono il firmware fino alla versione 1.5.2. Il primo attacco passa dalla rete locale e concatena tre debolezze nel software del robot; il secondo sfrutta invece Bluetooth Low Energy, senza richiedere pairing. Il ricercatore Olivier Laflamme ha riprodotto le vulnerabilità su quattro G1 differenti e ha pubblicato il progetto UniBLEed, mostrando quanto la superficie d’attacco degli umanoidi ormai comprenda gli stessi problemi di autenticazione, memoria e servizi esposti già conosciuti nell’IoT.

CVE-2026-76639 permette RCE root attraverso la rete locale

Annuncio

La prima vulnerabilità sfrutta una catena composta da un bridge WebRTC-to-DDS non autenticato sulla porta TCP 9991, una chiave AES-128 statica leggibile localmente e un path traversal nell’API di upload della knowledge base di chat_go. Secondo l’advisory tecnico di VulnCheck, un aggressore presente sulla stessa rete può pubblicare messaggi DDS, riavviare il servizio bashrunner, depositare un payload nella directory utilizzata per gli script e ottenere infine esecuzione di comandi con uid 0. CVE-2026-76639 ha un punteggio CVSS 8.8 e non richiede privilegi né interazione della vittima. Il problema assume maggiore peso perché G1 EDU è una piattaforma destinata proprio a università, laboratori e sviluppo, contesti nei quali il robot può condividere reti con workstation, dataset e infrastrutture di ricerca. La diffusione di Unitree si inserisce inoltre in una crescita molto più ampia della robotica umanoide cinese, arrivata a migliaia di unità e sostenuta da un ecosistema che punta a portare G1 anche nella ricerca e nella formazione.

Leggi anche: Unitree crolla dopo l’IPO: il mercato ridimensiona le aspettative sulla robotica umanoide cinese

UniBLEed porta lo stesso controllo root attraverso Bluetooth

CVE-2026-76640 apre un secondo percorso che non richiede nemmeno l’accesso alla rete Wi-Fi del robot. La vulnerabilità riguarda il server BLE GATT e lo stack utilizzato per configurare la connettività wireless. La ricerca tecnica UniBLEed descrive una combinazione tra assenza di autenticazione, gestione vulnerabile dei dati SSID e un buffer overflow che consente di corrompere un puntatore a funzione. Un aggressore fisicamente vicino al robot può inviare scritture BLE appositamente costruite, senza effettuare pairing, e portare il flusso di esecuzione verso system() con dati controllati dall’attaccante. Anche in questo caso il risultato finale è codice arbitrario eseguito come root. La vulnerabilità ha punteggio CVSS 7.5 secondo la metrica 3.1, con complessità superiore rispetto al percorso via rete ma senza bisogno di account. Il problema ricorda quanto Bluetooth e BLE siano ormai parte integrante della superficie di attacco dei dispositivi connessi: le stesse tecnologie vengono sfruttate anche da malware Android capaci di costruire reti mesh attraverso Wi-Fi Direct e BLE GATT, anche se in quel caso il contesto operativo è completamente diverso.

Il controllo root espone anche segreti e servizi interni del robot

L’impatto non riguarda soltanto la possibilità di far eseguire al G1 comandi imprevisti. Il ricercatore afferma che l’accesso alla macchina permette di raggiungere componenti e credenziali normalmente isolate sul Locomotion PC, compresi segreti utilizzati per servizi cloud e API di terze parti. Tra quelli individuati durante la ricerca compaiono credenziali relative a AWS Polly, iFlytek, Aliyun, Volc Doubao, NetEase Music e DashScope, oltre a secret utilizzati dall’object storage MinIO, JWT e firma delle applicazioni. Laflamme indica circa 15 segreti ad alto impatto presenti sul sistema testato e afferma che quelli identificati sarebbero stati successivamente ruotati. Il caso mostra perché ottenere root su un robot moderno non significa soltanto comandarne motori e software: un umanoide integra cloud, modelli AI, storage, microfoni, telecamere, reti wireless e credenziali di servizio, trasformandosi in un endpoint fisico con una superficie simile a quella di un computer enterprise. È lo stesso problema di fiducia già emerso con router Zbtlink dotati di componenti capaci di eseguire comandi root e accedere direttamente al sistema operativo, con la differenza che nel caso di Unitree l’endpoint può anche muoversi e interagire con l’ambiente.

Unitree aveva già avuto vulnerabilità nella configurazione Wi-Fi

Le due nuove CVE non rappresentano il primo problema di sicurezza riscontrato nell’ecosistema Unitree. CVE-2025-35027 aveva già mostrato una command injection nei parametri utilizzati per configurare Wi-Fi su diversi modelli, compresi G1, Go2, H1 e B2, con possibilità di eseguire comandi come root. Nel febbraio 2026, CVE-2026-27509 aveva invece interessato Unitree Go2 attraverso l’assenza di autenticazione DDS, consentendo a un aggressore sulla rete locale di pubblicare messaggi e predisporre codice Python destinato all’esecuzione. Il denominatore comune è la fiducia eccessiva tra servizi interni del dispositivo: interfacce pensate per configurazione, sviluppo o controllo vengono esposte senza una barriera di autenticazione sufficientemente robusta. La questione diventa sempre più importante mentre sistemi come Unitree vengono portati fuori dai laboratori. La stessa industria sta tentando di trasferire rapidamente modelli e policy dalla simulazione ai robot reali, come mostra il lavoro su NVIDIA Isaac e sulle tecniche sim-to-real per robot autonomi e umanoidi, ma la maturità della sicurezza deve procedere insieme a quella dell’AI e della locomozione.

Continua con:

Il robot umanoide diventa un endpoint cyber-fisico

Le vulnerabilità di Unitree G1 EDU mostrano un problema destinato a crescere con l’adozione della robotica umanoide. Un difetto su uno smartphone o un server compromette dati e servizi; una vulnerabilità su un robot collega lo stesso accesso informatico a sensori, attuatori e movimento fisico. In questo caso gli attacchi richiedono prossimità di rete o Bluetooth e non risultano evidenze pubbliche di sfruttamento in-the-wild, ma la disponibilità di dettagli tecnici e proof-of-concept rende prudente evitare l’esposizione del G1 EDU su reti non fidate. Per i dispositivi con firmware 1.5.2 o precedente è necessario verificare gli aggiornamenti Unitree, limitare l’accesso alla porta 9991, isolare i robot su segmenti dedicati e disabilitare le interfacce wireless non necessarie. La sicurezza degli umanoidi non può più essere trattata come un problema secondario rispetto a motori e AI: un robot programmabile con accesso root è prima di tutto un computer connesso, ma con un corpo capace di agire nel mondo reale.

Iscriviti alla Newsletter

Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.

Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.

Torna in alto