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La Google mafia avanza, Ranucci cade e Draghi ritorna – NEWSLETTER

Puntuale non come un attacco informatico, arriva la nuova newsletter di Matrice Digitale.

Questa settimana è andata così: noi scrivevamo, gli altri prendevano appunti.

Su Ranucci avevamo aperto quattordici giorni fa lo scenario dell’uscita da Report. Oggi la Rai ha messo Presutti e Piervincenzi al suo posto e adesso resta da capire dove parcheggeranno il vecchio comandante.

Su Google la faccenda è persino più grottesca: Rai Scuola arretra, YouTube entra sempre più nella didattica e gli stessi che parlano di sovranità digitale consegnano pezzi di formazione pubblica alle piattaforme americane.

Su Meta tutti titolano sui miliardi. Noi guardiamo la fregatura raffinata: Zuckerberg paga, ma prova a fare della sua sconfitta il regolamento dei concorrenti.

Su TeamSystem il data breach con IBAN e movimenti contabili lo abbiamo trattato quando ancora non era diventato abbastanza comodo per tutti.

Poi torna Mario Draghi, naturalmente per salvare l’Europa. Con un think tank pieno di finanza, Big Tech, economisti e grandi giornali. Praticamente il medico arriva con metà della sala operatoria che conosce già da trent’anni.

Il problema non è che il potere esista.

Il problema è che chi lo racconta spesso siede troppo vicino a chi lo esercita.

E più qualcuno si sente istruito, informato e immune alla propaganda, più rischia di essere il cliente ideale.

Vanna Marchi almeno mostrava il prodotto.

La Google mafia avanza, Ranucci cade e Draghi ritorna.

Saluti dal dark web dell’informazione: quello che Google nasconde e YouTube censura.

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