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Apple rende obsoleti tre MacBook Intel e chiude un altro capitolo dell’era x86

📌 In Sintesi

  • Apple ha spostato tra i prodotti obsoleti tre MacBook Intel del 2017 e 2018 già classificati in precedenza come vintage.
  • La nuova classificazione chiude normalmente l’accesso alle riparazioni hardware ufficiali, salvo l’eccezione prevista per alcune sostituzioni della batteria.
  • Il MacBook Air Retina 2018 assume un valore simbolico perché inaugurò il nuovo design della linea con Retina Display, Touch ID e USB-C.

Apple accelera la dismissione dell’hardware Intel più anziano. Tre portatili della generazione 2017-2018 risultano passati dalla categoria vintage a quella obsolete, segnando la fine del normale supporto hardware ufficiale per modelli che hanno accompagnato la fase immediatamente precedente all’arrivo di Apple Silicon. I dispositivi interessati sono MacBook Air Retina 13 pollici del 2018, MacBook Pro 13 pollici del 2017 con due porte Thunderbolt 3 e MacBook Pro 13 pollici del 2018 con quattro porte Thunderbolt 3. Il cambiamento riguarda la manutenzione e la disponibilità dei ricambi, non coincide automaticamente con la cessazione immediata di ogni aggiornamento software e va letto dentro il più ampio processo con cui Apple sta eliminando progressivamente l’architettura Intel dal proprio ecosistema Mac.

Tre MacBook Intel passano dalla categoria vintage a obsolete

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La classificazione riguarda tre modelli già presenti nella lista vintage e che, secondo gli aggiornamenti riportati il 31 agosto 2026, hanno superato la soglia temporale oltre la quale Apple considera un prodotto obsoleto. La società definisce vintage i dispositivi non più distribuiti da oltre cinque ma meno di sette anni, mentre la categoria obsolete scatta generalmente dopo più di sette anni dalla fine della distribuzione commerciale. Il passaggio ha conseguenze concrete: Apple interrompe normalmente il servizio hardware e i centri autorizzati non possono più ordinare componenti destinati ai prodotti obsoleti. Per i notebook Mac resta tuttavia una possibile eccezione relativa alla sola batteria, che Apple può continuare a sostituire fino a dieci anni dopo la fine della distribuzione, subordinatamente alla disponibilità delle parti. L’aggiornamento si inserisce in un percorso ormai lineare, nel quale il supporto hardware e quello software procedono su binari differenti: un Mac può uscire dal circuito ufficiale delle riparazioni pur continuando a funzionare con l’ultima versione compatibile di macOS o ricevere ancora patch di sicurezza sul ramo supportato.

Il MacBook Air Retina 2018 chiude una generazione importante

Tra i tre modelli, il MacBook Air Retina 13 pollici del 2018 è quello con il maggiore peso storico. Presentato nell’ottobre 2018, segnò il primo vero redesign della famiglia Air dopo anni di modifiche marginali. Apple introdusse per la prima volta sulla linea Retina Display da 13,3 pollici con risoluzione 2560×1600, cornici più sottili, Touch ID, due porte Thunderbolt 3 e un corpo più compatto rispetto al precedente Air non Retina. Il notebook utilizzava un processore Intel Core i5 dual-core da 1,6 GHz, grafica Intel UHD Graphics 617, 8 GB di memoria LPDDR3 nella configurazione base e SSD PCIe. È stato uno dei modelli che hanno traghettato la linea Air verso il linguaggio progettuale poi mantenuto nelle generazioni successive, prima della trasformazione radicale introdotta dai chip Apple Silicon. La sua uscita dal supporto hardware ufficiale assume quindi un significato più ampio della semplice anzianità del prodotto: rappresenta la progressiva cancellazione della generazione che ha preparato il terreno alla successiva evoluzione del MacBook Air verso Apple Silicon e i chip M-series.

Leggi anche: macOS Tahoe segna l’ultima grande fase di supporto per i Mac Intel prima della transizione definitiva ad Apple Silicon

MacBook Pro 2017 e 2018 escono dal circuito delle riparazioni ufficiali

Gli altri due modelli interessati appartengono alla generazione di MacBook Pro che ha segnato uno dei periodi più controversi della piattaforma portatile Apple. Il MacBook Pro 13 pollici del 2017 con due porte Thunderbolt 3 utilizzava processori Intel Kaby Lake e rappresentava la configurazione più essenziale della linea professionale. Il MacBook Pro 13 pollici del 2018 con quattro porte Thunderbolt 3 aggiunse invece processori Intel più potenti, supporto True Tone e la terza generazione della tastiera butterfly. Proprio il sistema butterfly è rimasto una delle caratteristiche più discusse di quegli anni, a causa di problemi di affidabilità che portarono Apple a programmi di assistenza dedicati e, successivamente, al ritorno della Magic Keyboard. La classificazione obsolete significa che questi portatili escono ora anche dal normale perimetro delle riparazioni Apple e dei centri autorizzati, con l’eccezione potenziale della batteria. Per gli utenti che continuano a utilizzarli, eventuali guasti a display, scheda logica, tastiera o porte dovranno quindi essere gestiti tramite operatori indipendenti o mercato dei ricambi, con una convenienza economica che diventa progressivamente più difficile da giustificare su macchine vicine ai nove anni di età.

Fine del supporto hardware non significa fine immediata del software

È importante separare la classificazione hardware dalla compatibilità con macOS. Il MacBook Pro 13 pollici 2017 con due Thunderbolt 3 si ferma a macOS Ventura, il MacBook Air Retina 2018 arriva a macOS Sonoma, mentre il MacBook Pro 13 pollici 2018 con quattro Thunderbolt 3 può eseguire macOS Sequoia. Queste differenze mostrano come Apple non utilizzi una singola soglia temporale per tutte le forme di supporto. La fine delle riparazioni ufficiali dipende da quando il prodotto è stato ritirato dalla distribuzione, mentre la compatibilità software viene determinata separatamente in base all’hardware e alle scelte architetturali delle nuove versioni di macOS. Il quadro si è ulteriormente irrigidito con macOS 27, che ha escluso completamente i Mac Intel dalle nuove major release e completato una transizione iniziata con M1 nel 2020. La fine del supporto alle nuove versioni di macOS per gli ultimi Mac Intel rende quindi l’obsolescenza hardware dei modelli 2017-2018 parte di una strategia più ampia: Apple non sta semplicemente eliminando vecchi prodotti dal listino di assistenza, ma sta riducendo progressivamente ogni dipendenza dall’ecosistema x86.

Apple Silicon rende sempre meno conveniente mantenere i vecchi Intel

Il confronto con la generazione attuale rende evidente perché Apple possa permettersi di accelerare il ricambio. I MacBook moderni con M-series offrono consumi inferiori, autonomia superiore, memoria unificata, acceleratori dedicati per machine learning e una maggiore integrazione tra hardware e sistema operativo. Anche modelli relativamente accessibili come il MacBook Air M5 introdotto nel 2026 dispongono di una piattaforma enormemente più efficiente rispetto ai notebook Intel del 2017-2018. La differenza non riguarda quindi soltanto le prestazioni pure, ma anche sicurezza, accelerazione multimediale, supporto alle nuove API e durata della batteria. Per chi possiede un MacBook Intel ancora funzionante, la scelta se sostituirlo dipende dal carico di lavoro: attività leggere, navigazione e produttività di base possono ancora essere svolte senza problemi, ma la mancanza di nuovi sistemi operativi, l’uscita dal supporto hardware e la progressiva incompatibilità delle applicazioni rendono sempre più difficile utilizzare questi dispositivi come macchine principali nel medio periodo.

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L’era Intel dei Mac si chiude anche sul fronte dell’assistenza

Il passaggio dei tre portatili nella categoria obsolete completa un altro tassello della lunga uscita di Apple dall’architettura Intel. Dopo la transizione dei nuovi modelli verso Apple Silicon, la riduzione del supporto software e l’esclusione dei Mac Intel dalle future major release, arriva ora l’inevitabile ridimensionamento dell’assistenza hardware per le generazioni più vecchie. Il MacBook Air Retina 2018 e i MacBook Pro 2017-2018 non diventano improvvisamente inutilizzabili, ma escono dal modello di manutenzione su cui Apple basa l’esperienza dei prodotti ancora attivi. Per molti proprietari il vero limite non sarà quindi l’accensione del computer, ma la sostenibilità di una riparazione significativa e la progressiva perdita di compatibilità con software e servizi moderni. La transizione iniziata nel 2020 con M1, scopri su Amazon, sta entrando così nella sua fase conclusiva: l’era Intel non è più soltanto fuori dal catalogo, ma viene progressivamente rimossa anche dal perimetro operativo dell’assistenza Apple.

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