📌 In Sintesi
- Samsung avrebbe ordinato mainboard Galaxy S27 Ultra con Exynos 2700, preparando per alcuni mercati il ritorno del processore proprietario sul modello Ultra.
- Tra i prototipi interni esisterebbero configurazioni prive dell’alloggiamento S Pen, soluzione che permetterebbe di dedicare più volume interno alla batteria.
- Le certificazioni 3C indicano invece continuità sulla ricarica: 25W per Galaxy S27 e 45W per Galaxy S27+, senza miglioramenti rispetto ai predecessori.
Il Galaxy S27 Ultra sta diventando il dispositivo sul quale Samsung sembra intenzionata a mettere in discussione alcune delle scelte più consolidate della propria gamma premium. Nuove informazioni provenienti dalla Corea indicano che l’azienda avrebbe iniziato a sviluppare mainboard del modello Ultra basate su Exynos 2700, aprendo alla possibilità di affiancare per la prima volta dal Galaxy S22 Ultra una variante con processore proprietario al modello Snapdragon. Parallelamente continua la sperimentazione interna su configurazioni prive dello slot integrato per la S Pen, sacrificio che permetterebbe di recuperare spazio per una batteria più grande. Sul resto della gamma emerge invece molta più continuità : le certificazioni cinesi 3C attribuiscono 25W al Galaxy S27 e 45W al Galaxy S27+.
Cosa leggere
Galaxy S27 Ultra entra nei test con Exynos 2700
La novità industrialmente più importante arriva dalla Corea del Sud. Secondo MoneyToday, Samsung Electronics avrebbe recentemente ordinato mainboard per Galaxy S27 Ultra equipaggiate con Exynos 2700, dopo un coordinamento preliminare tra la divisione System LSI responsabile dei processori e la Mobile Experience che sviluppa gli smartphone Galaxy. Il progetto Snapdragon continuerebbe parallelamente, indicando una strategia dual-source e non l’abbandono della piattaforma Qualcomm. La variante Exynos sarebbe presa in considerazione soprattutto per mercati come Corea del Sud ed eventualmente altre regioni selezionate, mentre negli Stati Uniti il modello Ultra dovrebbe continuare a utilizzare Snapdragon. Se la configurazione raggiungesse la produzione commerciale sarebbe un passaggio molto più importante rispetto all’impiego di Exynos sui modelli standard: Samsung tornerebbe infatti a utilizzare il proprio SoC sul dispositivo che rappresenta il vertice tecnologico e commerciale della famiglia Galaxy S.
La scelta avrebbe senso soltanto se Exynos 2700 riuscisse realmente a competere con Snapdragon 8 Elite Gen 6 Pro senza riproporre differenze significative tra le varianti regionali. I primi test interni attribuiti a Samsung sono promettenti: Exynos 2700 avrebbe superato il futuro Snapdragon nei benchmark CPU, GPU ed efficienza, con un vantaggio dichiarato del 9,5% nel multicore Geekbench rispetto alla variante Qualcomm più potente e risultati particolarmente interessanti nei workload grafici a consumo limitato. Restano però numeri interni ottenuti su hardware non definitivo. La decisione di costruire mainboard Ultra dedicate rappresenta un segnale molto più concreto: Samsung sembra avere abbastanza fiducia nel nuovo chip da testarlo sul proprio smartphone più prestigioso.
Il ritorno di Exynos sull’Ultra cambierebbe anche gli equilibri industriali Samsung
Per Samsung, utilizzare Exynos 2700 sul Galaxy S27 Ultra avrebbe conseguenze che vanno oltre la semplice scheda tecnica. La famiglia Ultra è rimasta legata a Qualcomm proprio perché il processore Snapdragon garantiva prestazioni, modem ed efficienza sufficientemente prevedibili per un prodotto venduto nella fascia più alta del mercato. Riportare Exynos significherebbe valorizzare contemporaneamente Samsung Foundry, System LSI e la strategia sui 2 nm, riducendo la dipendenza economica da Qualcomm in una generazione nella quale il costo dei processori flagship potrebbe salire ulteriormente.
La società sta preparando da tempo questa possibilità . Il codice di One UI 9 ha già rafforzato l’ipotesi di una strategia dual-chip per l’intera famiglia Galaxy S27, mentre la quota globale di Exynos è tornata a crescere grazie alla serie S26. Per il Galaxy S27 Ultra, però, il problema sarà anche commerciale: due telefoni con lo stesso nome e prezzo non possono offrire differenze evidenti in autonomia, gaming, temperatura o fotografia computazionale. Il vero risultato di Exynos 2700 non sarà quindi entrare nel prototipo, ma rendere indistinguibile nell’uso quotidiano la variante Samsung da quella Qualcomm.
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Samsung continua a valutare un Galaxy S27 Ultra senza slot S Pen
L’altro elemento ancora aperto riguarda la S Pen, uno dei simboli che distinguono l’Ultra dagli altri flagship Android. Le informazioni sui prototipi emerse nelle ultime settimane indicano che Samsung ha sperimentato almeno una configurazione priva dell’alloggiamento interno dedicato allo stilo. La scelta non comporterebbe necessariamente l’eliminazione del supporto alla S Pen: il pennino potrebbe continuare a funzionare come accessorio esterno, ma lo spazio oggi occupato dal silo verrebbe liberato per altri componenti. Il principale candidato è la batteria. Samsung avrebbe sviluppato cinque differenti prototipi del Galaxy S27 Ultra, con configurazioni dotate di slot S Pen associate ad accumulatori compresi indicativamente tra 5.700 e 6.000 mAh e una variante più estrema, senza alloggiamento interno, capace teoricamente di raggiungere circa 7.000 mAh. Nessuna di queste configurazioni risulta però scelta definitivamente. I render e i dummy più recenti continuano infatti a mostrare lo slot dello stilo, motivo per cui parlare oggi di una S Pen certamente eliminata sarebbe prematuro.

La discussione è comunque significativa perché descrive una scelta progettuale reale: quanto vale lo spazio occupato dalla S Pen rispetto a 1.000 mAh o più di capacità aggiuntiva? Per gli utenti storici della serie Note, perdere il pennino integrato significherebbe indebolire uno degli ultimi elementi identitari dell’Ultra. Per molti altri acquirenti, invece, una batteria da 6.000 o 7.000 mAh avrebbe un impatto quotidiano maggiore rispetto a uno stilo utilizzato raramente. Samsung deve decidere quale delle due caratteristiche contribuisca di più a giustificare la fascia premium.
Galaxy S27 resta a 25W e Galaxy S27+ conferma i 45W
Se Ultra rimane ancora in piena sperimentazione, i primi documenti regolatori sui modelli inferiori mostrano una Samsung decisamente più conservatrice. Il Galaxy S27 SM-S9520 e il Galaxy S27+ SM-S9560 hanno ottenuto il 1° settembre la certificazione 3C cinese. I valori elettrici riportati indicano 9 V a 2,77 A per il modello standard, equivalenti alla consueta classe di ricarica da 25W, e 15 V a 3 A per il Plus, cioè 45W. La certificazione corregge quindi l’ipotesi secondo cui entrambi i modelli sarebbero rimasti limitati a 25W: solo Galaxy S27 resta a 25W, mentre Galaxy S27+ conserva i 45W del predecessore. In entrambi i casi non emerge comunque alcun progresso generazionale. Il modello base utilizza sostanzialmente lo stesso livello di potenza introdotto sulla famiglia Galaxy S ormai diverse generazioni fa, mentre la variante Plus rimane sul gradino da 45W raggiunto già con Galaxy S22+. Il dato diventa più evidente perché Samsung sta aumentando parallelamente le capacità delle batterie su altri modelli e il Galaxy S26 FE arriva già a 45W, come mostrato nel quadro tecnico del dispositivo presentato ad agosto. Una batteria più capiente senza un incremento proporzionale della potenza di ricarica comporta inevitabilmente tempi più lunghi per raggiungere la piena capacità , salvo miglioramenti significativi nella curva di carica e nella gestione termica.
La serie S27 separa sempre di più il modello base dall’Ultra

Le informazioni emerse finora descrivono una famiglia Galaxy S27 sempre meno uniforme. Il modello standard appare orientato alla continuità , con design vicino al Galaxy S26 e ricarica ancora da 25W. Galaxy S27+ mantiene i 45W. Il nuovo Galaxy S27 Pro dovrebbe occupare uno spazio intermedio, mentre Ultra concentra quasi tutte le sperimentazioni più aggressive: nuova architettura fotografica, batterie più grandi, possibili cambiamenti alla S Pen e adesso anche il ritorno di Exynos. È una differenziazione che la roadmap completa della serie Galaxy S27 lasciava già intravedere. Samsung sembra voler evitare di aumentare indiscriminatamente costi e specifiche su tutta la gamma, concentrando gli investimenti più pesanti dove il prezzo finale consente margini maggiori. Il rischio è che il Galaxy S27 standard inizi a sembrare eccessivamente conservativo rispetto ai flagship cinesi, soprattutto su batteria e ricarica.
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Galaxy S27 Ultra deve scegliere cosa significa ancora essere Ultra
Il punto più interessante non è stabilire oggi se il Galaxy S27 Ultra arriverà sicuramente con Exynos 2700 o senza slot S Pen. Entrambe le decisioni risultano ancora dentro il processo di sviluppo e possono cambiare prima della produzione. È più importante osservare cosa Samsung sta mettendo sul tavolo per costruire il proprio flagship del 2027. L’azienda sembra disposta a rimettere in discussione due dogmi della gamma: Snapdragon come unica piattaforma credibile per l’Ultra e S Pen integrata come caratteristica intoccabile. Nel primo caso il ritorno di Exynos permetterebbe a Samsung di controllare una parte maggiore della propria filiera e dei costi. Nel secondo, sacrificare il silo potrebbe liberare lo spazio necessario per compiere finalmente un salto importante nell’autonomia. La certificazione 3C mostra contemporaneamente l’altra faccia della strategia. Samsung non sembra interessata a inseguire la competizione dei 100W o 120W sul Galaxy S27 standard e sul Plus, preferendo mantenere 25W e 45W. Questo rende ancora più importante ciò che accadrà sul modello Ultra: se anche la ricarica resterà relativamente conservatrice, una batteria molto più grande potrebbe diventare il principale argomento hardware della generazione. Galaxy S27 Ultra si trova quindi davanti a una scelta di identità . Mantenere tutto ciò che ha caratterizzato l’Ultra negli ultimi anni oppure sacrificare parte della tradizione per recuperare batteria, efficienza e controllo sulla piattaforma hardware. I prototipi Exynos e quelli senza slot S Pen indicano che Samsung sta prendendo seriamente in considerazione la seconda strada.
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