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Pixel 11, Google corregge il rumore nei video ma spuntano problemi di connettività

📌 In Sintesi

  • Google conferma il bug che introduce rumore statico nei video con Video Boost e prepara una correzione tramite aggiornamento di Pixel Camera.
  • Alcuni utenti segnalano problemi con 5G, Wi-Fi e Bluetooth, ma i casi restano limitati e non dimostrano un difetto generalizzato del modem.
  • Lift to Check appare eccessivamente sensibile su alcune unità Pixel 11, con display che si attivano anche per piccole vibrazioni.

I primi aggiornamenti successivi al lancio dei Pixel 11 stanno delineando un quadro fatto soprattutto di problemi software da rifinire. Google ha confermato il bug audio nei video registrati con Video Boost e ha già sviluppato una correzione, prevista nelle prossime settimane attraverso Pixel Camera. Parallelamente, alcuni proprietari segnalano difficoltà con 5G, Wi-Fi e Bluetooth, proprio sulla generazione che ha sostituito i modem Samsung con il nuovo MediaTek M90. Un terzo problema riguarda Lift to Check, la gesture che accende automaticamente lo schermo sollevando il telefono e che su alcune unità sembra reagire anche a vibrazioni minime. Sono segnali da seguire, ma al momento non esistono elementi sufficienti per considerarli difetti generalizzati dell’intera gamma.

Google conferma il bug audio di Video Boost e prepara il fix

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Il problema più definito è quello già emerso durante i primi giorni di utilizzo della nuova generazione. Alcuni filmati realizzati con Video Boost presentano brevi scariche o rumori statici nell’audio, un’anomalia osservata soprattutto sui modelli Pro e inizialmente associata da alcuni utenti alla funzione Audio Zoom. Il difetto era già comparso nell’analisi dedicata ai primi bug del Pixel 11 Pro XL, tra ricarica, temperature e anomalie video, ma adesso la situazione cambia perché Google ha riconosciuto ufficialmente il problema. Un portavoce dell’azienda ha comunicato ad Android Authority che la causa è stata identificata e che è già stata sviluppata una soluzione software. Il fix sarà distribuito nelle prossime settimane attraverso l’app Pixel Camera, mentre ulteriori ottimizzazioni delle prestazioni arriveranno con un successivo aggiornamento mensile di Android. La formulazione è significativa perché suggerisce due livelli distinti di intervento: una correzione direttamente collegata alla pipeline fotografica e video attraverso l’applicazione Camera e un secondo intervento più ampio a livello di sistema. Google non ha spiegato quale componente generi concretamente il rumore, quindi non è ancora possibile attribuire il difetto ad Audio Zoom, all’elaborazione di Video Boost, alla registrazione locale oppure alla fase successiva di elaborazione del filmato. La conferma del fix permette però di escludere, almeno sulla base delle informazioni disponibili, la necessità di una sostituzione hardware generalizzata.

Il nuovo modem MediaTek non elimina tutte le segnalazioni sulla rete

Più complesso è il capitolo della connettività. La serie Pixel 11 rappresenta un passaggio importante per Google perché abbandona i modem Samsung Exynos utilizzati nelle cinque generazioni precedenti e adotta una soluzione MediaTek, con l’M90 chiamato a migliorare ricezione, efficienza energetica e comportamento termico. Proprio per questo le prime segnalazioni relative a rete mobile e Wi-Fi attirano particolare attenzione. Alcuni proprietari riferiscono di vedere l’icona 5G senza riuscire a utilizzare la connessione dati, altri descrivono Wi-Fi che smette di funzionare correttamente dopo alcuni minuti, passaggi frequenti tra reti a 2,4 e 5 GHz, connessioni cellulari inferiori rispetto ad altri smartphone usati nello stesso luogo e anomalie Bluetooth. I casi raccolti finora restano tuttavia numericamente limitati e non consentono di attribuire automaticamente il comportamento al modem MediaTek. Operatore, copertura locale, router, firmware, configurazione del dispositivo e persino singole unità hardware possono produrre sintomi molto simili.

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Esistono inoltre test nei quali Pixel 11 Pro mantiene il 5G dove Pixel 10 Pro scende al 4G, raggiunge velocità superiori e consuma meno energia durante lo streaming su rete mobile. Il punto, quindi, non è che l’M90 abbia già fallito la propria promessa, ma che il cambio di fornitore non ha cancellato immediatamente una delle aree storicamente più sensibili dei Pixel. Il precedente problema alle eSIM che aveva colpito diversi Pixel e costretto Google a lavorare a una correzione software mostra inoltre quanto sia difficile separare nei primi giorni un problema radio hardware da una regressione software del sistema operativo.

Leggi anche: Pixel 11 Pro XL tra ricarica a 45 W, temperature e primi bug software

Adaptive Connectivity può aiutare ma non è una soluzione confermata

Tra i workaround segnalati compare la disattivazione di Adaptive Connectivity, seguita dal riavvio del telefono e dal reset delle impostazioni Wi-Fi. Adaptive Connectivity modifica dinamicamente il comportamento delle connessioni per bilanciare autonomia e prestazioni, ma non esiste al momento una conferma di Google che colleghi direttamente questa funzione alle anomalie segnalate. La procedura va quindi considerata un tentativo di troubleshooting e non una correzione definitiva. È un dettaglio importante perché i sintomi riportati non sono omogenei: alcuni utenti parlano esclusivamente di rete mobile, altri di Wi-Fi e altri ancora di più interfacce radio contemporaneamente. Se il problema fosse circoscritto al modem cellulare, sarebbe difficile spiegare direttamente le anomalie Wi-Fi; se coinvolgesse un componente software comune alla gestione della connettività, invece, la varietà dei sintomi sarebbe più coerente. Google sta peraltro lavorando su strumenti diagnostici sempre più profondi: Gemini Device Help può già intervenire su Wi-Fi, Bluetooth, rete mobile, audio e consumo della batteria, segnale di quanto l’azienda voglia spostare parte del troubleshooting direttamente sul dispositivo. Fino a quando non arriveranno dati più consistenti o una presa di posizione ufficiale, parlare di un nuovo “problema modem dei Pixel” sarebbe però prematuro.

Lift to Check accende il display anche con vibrazioni minime

Un’anomalia meno grave ma immediatamente visibile riguarda Lift to Check phone. La funzione utilizza i sensori di movimento per capire quando lo smartphone viene sollevato e accendere automaticamente la schermata di blocco. Diversi proprietari di Pixel 11 Pro e Pro XL sostengono però che la soglia sia diventata troppo aggressiva: il display può illuminarsi quando il telefono è fermo su un tavolo sul quale viene appoggiato un altro oggetto, mentre si trova sul bracciolo di un divano o persino durante una brusca variazione di movimento all’interno di un’automobile.

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Le segnalazioni raccolte dagli utenti indicano che disabilitare Lift to Check elimina il comportamento, rafforzando l’ipotesi di una sensibilità eccessiva del sistema di rilevamento più che di accensioni casuali dello schermo. Non è ancora chiaro se il problema appartenga esclusivamente alla serie Pixel 11: almeno un comportamento analogo è stato segnalato anche su un Pixel 9 Pro. Il nuovo hardware potrebbe quindi avere semplicemente reso più evidente una taratura software già delicata. In assenza di un intervento ufficiale, l’unica soluzione certa è disattivare la gesture dalle impostazioni della schermata di blocco, rinunciando però alla comodità di visualizzare rapidamente notifiche e ora quando il telefono viene sollevato.

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Il Pixel 11 deve ancora superare la fase di rifinitura iniziale

I tre problemi hanno peso molto diverso. Sul rumore statico nei video esiste ormai una conferma di Google e una correzione già sviluppata, quindi il percorso verso la soluzione è definito. Le anomalie di Lift to Check sembrano compatibili con una taratura software troppo sensibile e possono essere aggirate disattivando la funzione. Le segnalazioni sulla connettività richiedono invece maggiore cautela, perché interessano tecnologie differenti e non mostrano ancora una casistica abbastanza ampia da identificare una causa comune. È proprio il modem MediaTek M90 a rendere quest’ultimo punto particolarmente importante: il passaggio dai modem Samsung rappresentava uno degli aggiornamenti hardware più attesi della generazione e i primi test mostrano effettivamente miglioramenti di ricezione ed efficienza. Trasformare alcune segnalazioni iniziali nella prova che il nuovo modem abbia gli stessi problemi delle generazioni precedenti sarebbe quindi improprio. Il quadro complessivo è piuttosto quello di una gamma appena arrivata sul mercato che necessita ancora di rifiniture software, con Google già intervenuta sul problema più chiaramente riproducibile. Le prossime versioni di Pixel Camera e gli aggiornamenti mensili di Android permetteranno di capire quali anomalie appartengano davvero all’hardware Pixel 11, scopri su Amazon, e quali possano essere eliminate semplicemente intervenendo sul software.

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