usa scam call estere manipolazione prezzi defi

USA contro le scam call estere mentre la manipolazione dei prezzi colpisce la DeFi

🛡️ Executive Summary

  • La Camera USA avanza il Foreign Robocall Elimination Act per identificare i Paesi da cui parte il maggior numero di chiamate fraudolente verso gli americani.
  • La proposta affida alla FCC una task force interagenzia incaricata di misurare origine, perdite economiche e furti d’identità associati alle robocall estere.
  • TRM Labs registra già 32 attacchi di price manipulation nel 2026: token illiquidi e oracle fragili stanno trasformando i lending protocol in bersagli privilegiati.

Due economie criminali apparentemente lontane stanno mostrando lo stesso problema: attribuire correttamente un valore e un’origine a ciò che una piattaforma considera affidabile. Negli Stati Uniti il Congresso vuole individuare i Paesi dai quali parte il maggior volume di robocall e scam call illegali, dopo che diverse indagini governative hanno collegato una parte crescente delle frodi finanziarie a reti criminali operanti nel Sud-est asiatico. Nel mercato crypto, invece, gli aggressori stanno manipolando il prezzo di token poco liquidi per convincere i protocolli di lending che asset quasi privi di valore rappresentino garanzie sufficienti per ottenere prestiti reali. Secondo TRM Labs, nel 2026 questi attacchi sono già saliti a 32, record assoluto.

Il Congresso USA vuole sapere da quali Paesi partono le scam call

Annuncio

La Subcommittee on Communications and Technology della Camera statunitense ha approvato il 1° settembre 2026 il Foreign Robocall Elimination Act, H.R. 6152, proposta bipartisan che punta a rendere sistematica l’attribuzione geografica delle chiamate fraudolente provenienti dall’estero. Il testo è stato esaminato insieme ad altri cinque provvedimenti dedicati a infrastrutture di telecomunicazione, sicurezza delle reti e satelliti. La documentazione ufficiale della House Committee on Energy and Commerce conferma che il provvedimento è stato inserito nel markup del 1° settembre e identifica come promotori i rappresentanti Addison McDowell e Kelly Morrison. La proposta non si limita a rafforzare il blocco tecnico delle chiamate: chiede alla Federal Communications Commission di creare una task force interagenzia capace di capire concretamente quali Paesi costituiscano i principali punti di origine delle robocall illegali dirette negli Stati Uniti. Il cambio di impostazione è rilevante perché buona parte delle politiche anti-spoofing adottate negli ultimi anni si è concentrata sull’autenticazione del numero chiamante e sulla responsabilità degli operatori telefonici. Il nuovo provvedimento introduce invece una componente di attribuzione internazionale. La task force dovrebbe analizzare il volume delle chiamate illegali originate dentro e fuori gli Stati Uniti, individuare gli Stati esteri dai quali entra la quota maggiore di traffico fraudolento, stimare le perdite economiche e i casi di identity theft collegati e valutare meccanismi con cui i governi stranieri possano cooperare nella validazione delle chiamate internazionali. La logica è simile a quella già utilizzata contro Russian Coms, piattaforma che permetteva ai truffatori di simulare numeri appartenenti a banche e forze dell’ordine: il numero visualizzato dalla vittima non coincide necessariamente con la reale origine dell’operazione.

Il vero obiettivo sono le infrastrutture criminali del Sud-est asiatico

Il contesto politico del disegno di legge è legato direttamente alla crescita degli scam compound del Sud-est asiatico. Le autorità statunitensi hanno collegato miliardi di dollari di perdite a organizzazioni criminali che operano attraverso grandi strutture in Cambogia, Myanmar e altri Paesi dell’area, spesso utilizzando personale reclutato con false offerte di lavoro e successivamente costretto a condurre frodi online. Il fenomeno combina chiamate telefoniche, messaggistica, social network, investimenti fraudolenti, romance scam, impersonificazione di banche e pubbliche autorità e riciclaggio attraverso criptovalute. In agosto OpenAI aveva chiuso una rete di account collegata con elevata probabilità a operatori attivi nell’area cambogiana di Poipet, mostrando come gli stessi gruppi possano utilizzare simultaneamente AI, identità false, documenti contraffatti e comunicazioni multilingua.

Leggi anche: Il Sud-est asiatico chiede un fronte comune contro Big Tech, account falsi e truffe online

Il Foreign Robocall Elimination Act non indica preventivamente quali Paesi debbano essere considerati responsabili e proprio questo elemento è essenziale: la task force dovrebbe produrre i dati prima dell’attribuzione politica. Il Congresso vuole però arrivare a una classificazione concreta delle giurisdizioni dalle quali proviene il traffico e valutare incentivi alla cooperazione con le autorità statunitensi. La proposta si inserisce in una strategia federale più ampia che già prevede la costruzione di elenchi di Paesi “enabling” e “impacted” rispetto ai grandi scam compound transnazionali. Il problema non è semplicemente bloccare una singola chiamata, ma agire sull’infrastruttura economica che permette a organizzazioni criminali di effettuare milioni di contatti utilizzando operatori VoIP, SIM farm, spoofing, account digitali e sistemi di pagamento distribuiti tra più giurisdizioni.

Nella DeFi il problema opposto è attribuire un prezzo credibile

Nel mercato crypto la stessa questione dell’affidabilità assume una forma differente. TRM Labs ha registrato 32 exploit basati sulla manipolazione dei prezzi dall’inizio del 2026, più di qualsiasi anno precedente. Nel 2025 erano stati appena 12. Secondo la società di blockchain intelligence, questa categoria rappresenta ormai circa un hack su otto, rispetto a uno su diciassette nel 2022. L’attacco non richiede necessariamente una vulnerabilità nel codice dello smart contract. È sufficiente che il protocollo accetti come collaterale un token con liquidità insufficiente e utilizzi un oracle che ricava il prezzo da un mercato abbastanza piccolo da poter essere manipolato. Il meccanismo è particolarmente efficace nei protocolli di lending. L’attaccante acquista o scambia un token poco liquido fino a farne salire artificialmente il prezzo, spesso utilizzando capitale ottenuto attraverso flash loan. L’oracle registra la nuova quotazione e il protocollo considera improvvisamente quel token molto più prezioso di quanto sia economicamente. L’aggressore deposita quindi il collaterale gonfiato e prende in prestito stablecoin, ETH o altri asset realmente liquidi. Quando il prezzo manipolato crolla, il protocollo resta con una garanzia praticamente inutile e bad debt che deve essere assorbito dal lending pool. Non serve rompere il contratto: l’attaccante convince semplicemente il software a eseguire esattamente ciò per cui è stato programmato usando un’informazione economica falsa.

Tectonic perde 75 milioni dopo un pump di TONIC da 100 volte

L’esempio più recente è Tectonic, protocollo di lending sulla blockchain Cronos. Il 30 agosto un attaccante ha fatto aumentare di circa 100 volte il prezzo di TONIC nell’arco di 20 minuti, utilizzando poi la posizione gonfiata come collaterale per prelevare asset più liquidi dai pool. TRM Labs quantifica in circa 75 milioni di dollari il valore iniziale dell’exploit. Cronos ha successivamente fermato la blockchain e ripristinato uno stato precedente della chain, decisione estremamente invasiva che ha ridotto l’importo effettivamente rimasto nelle mani dell’attaccante. La sequenza e il controverso rollback sono stati ricostruiti nell’analisi dell’exploit Tectonic e del riavvio di Cronos. Tectonic non è un episodio isolato. Solo tre giorni prima Moonwell aveva subito un attacco legato alla manipolazione del prezzo di MAMO, con perdite stimate in circa 8,7 milioni di dollari. Il protocollo era intervenuto riducendo drasticamente i borrow cap e limitando il mercato dell’asset compromesso. Il caso aveva già mostrato come Moonwell potesse subire perdite senza una violazione diretta della logica dello smart contract: il punto debole era l’informazione economica utilizzata dal protocollo per valutare la garanzia.

Drift mostra che il collaterale può essere costruito appositamente per l’attacco

TRM Labs segnala un precedente ancora più estremo. Nell’attacco contro Drift Protocol del 1° aprile 2026, l’aggressore avrebbe creato direttamente un asset chiamato CarbonVote Token, fornendogli soltanto alcune migliaia di dollari di liquidità su Raydium e costruendo attraverso wash trading una cronologia di prezzo vicina a un dollaro. Gli oracle avrebbero interpretato quel prezzo come quello di un asset reale e il protocollo avrebbe consentito 31 prelievi per circa 285 milioni di dollari in dodici minuti. L’analisi TRM indica anche social engineering contro i firmatari multisig e una migrazione governance senza timelock tra le condizioni che hanno reso possibile l’incidente, quindi non si tratta di un exploit basato esclusivamente sull’oracle. Il dato resta però significativo: l’attaccante non è più costretto a trovare un token già vulnerabile alla manipolazione, ma può costruire artificialmente il collaterale che gli serve.

Questo sposta il problema dalla sicurezza dello smart contract alla progettazione economica del protocollo. Audit e formal verification possono dimostrare che il codice effettua correttamente liquidazioni, prestiti e calcoli, ma non possono trasformare automaticamente un mercato illiquido in una fonte affidabile del prezzo. Se l’oracle considera validi pochi scambi facilmente controllabili, il software può essere tecnicamente sicuro e contemporaneamente economicamente sfruttabile.

Anche chi non possiede il token manipolato può perdere denaro

La crescita di questi attacchi è particolarmente pericolosa perché le vittime non coincidono necessariamente con chi acquista il token coinvolto nel pump. Un utente può depositare USDC, ETH o un altro asset perfettamente liquido in un lending protocol e subire comunque la perdita quando un attaccante prende in prestito quegli asset utilizzando un collaterale artificialmente sopravvalutato. Dopo il crollo del prezzo, il protocollo possiede una posizione insolvibile e la perdita ricade sul pool. Il mercato potenzialmente esposto sta inoltre aumentando. I dati DeFiLlama citati nell’analisi mostrano oltre 570 protocolli di lending, con quasi 50 miliardi di dollari di total value locked e prestiti attivi vicini ai 29 miliardi. In due anni il TVL espresso in dollari sarebbe cresciuto di circa il 56%, mentre il valore dei prestiti aperti sarebbe quasi raddoppiato. Più capitale entra nel settore e più diventa economicamente interessante sostenere il costo necessario a manipolare temporaneamente un mercato sottile.

Continua con:

Dalle telefonate agli oracle il problema è sapere quale informazione fidarsi

Le due vicende riguardano tecnologie completamente differenti ma condividono una debolezza strutturale. Nelle scam call, il destinatario vede un numero telefonico che può essere contraffatto e non sa da dove arrivi realmente la comunicazione. Nei lending protocol, lo smart contract legge un prezzo che può essere perfettamente valido dal punto di vista tecnico ma completamente artificiale dal punto di vista economico. Il Congresso statunitense tenta di risolvere il primo problema costruendo una capacità di attribuzione internazionale: misurare il traffico, identificare le principali giurisdizioni di origine e spingere i governi a cooperare. La DeFi deve affrontare il secondo attraverso oracle più robusti, fonti multiple di prezzo, time-weighted average price, limiti ai collateral illiquidi, borrow cap e sistemi capaci di rilevare variazioni incompatibili con la profondità reale del mercato. In entrambi i casi il livello superficiale dell’informazione può essere perfettamente credibile. Una telefonata può visualizzare il numero di una banca; un oracle può restituire matematicamente il prezzo osservato su un exchange. Il problema nasce quando il sistema considera affidabile il dato senza verificare se sia stato manipolato a monte. È proprio questo spazio tra informazione formalmente valida e realtà sottostante che oggi viene monetizzato sia dalle reti internazionali delle frodi telefoniche sia dagli attaccanti che trasformano pochi minuti di liquidità artificiale in milioni di dollari di debito DeFi.

Iscriviti alla Newsletter

Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.

Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.

Torna in alto