🐧 Novità principali
- Grml 2026.09 “Hättiwaritätti” passa a Debian Testing Forky con kernel Linux 7.1.8, supporto exFAT nell’initramfs e nuove ISO amd64 e arm64.
- Grml elimina definitivamente il residuo supporto i386 da grml-live e modifica profondamente il sistema di build a causa dei nuovi requisiti systemd sui namespace.
- Ubuntu 26.10 pubblica 35 immagini della Snapshot 3: la Beta arriverà il 24 settembre e Canonical ha alzato il target kernel da Linux 7.2 a 7.3.
L’ecosistema Linux entra nella fase autunnale con due aggiornamenti destinati soprattutto a sistemisti, sviluppatori e tester. Grml 2026.09 “Hättiwaritätti” diventa una nuova release stabile basata sui pacchetti di Debian Testing Forky aggiornati al 3 settembre, adotta il kernel Linux 7.1.8 e interviene profondamente sul proprio sistema di creazione delle immagini live. Parallelamente Canonical pubblica la Snapshot 3 di Ubuntu 26.10 “Stonking Stingray”, distribuendo 35 immagini destinate al testing prima della Beta del 24 settembre. Nel frattempo cambia anche un elemento importante della roadmap: Ubuntu 26.10 non punta più a Linux 7.2, ma al più recente Linux 7.3.
Cosa leggere
Grml 2026.09 aggiorna la base Debian Forky e porta Linux 7.1.8 nel live system
La nuova release stabile di Grml mantiene la vocazione storica della distribuzione: un sistema live Debian-oriented pensato soprattutto per amministrazione, troubleshooting, installazione e recovery senza necessità di installazione sul disco. Nelle release note ufficiali di Grml 2026.09 il progetto conferma il passaggio ai pacchetti di Debian Testing “Forky” aggiornati al 3 settembre 2026 e l’adozione del kernel Linux 7.1.8. La nuova versione segue direttamente Grml 2026.04, che aveva già introdotto Debian 14 Forky e sostituito ISOLINUX con GRUB 2, ma questa volta l’intervento va oltre l’aggiornamento dei pacchetti. Arriva GNU Screen 5.0.1, la cui configurazione richiede modifiche non retrocompatibili rispetto alla serie 4.9, mentre grml-debootstrap permette ora di selezionare direttamente Forky dal frontend dialog. Il progetto distribuisce ISO Full e Small sia per amd64 sia per arm64, mantenendo quindi le due architetture a 64 bit già supportate nella release precedente.
Leggi anche: Debian 14 Forky prepara build riproducibili e amplia la nuova generazione Debian
ExFAT entra nell’initramfs e il boot USB diventa più flessibile
Tra le modifiche operative più utili compare il supporto exFAT direttamente nell’initramfs, che permette di avviare Grml da dispositivi USB formattati con questo filesystem. È un dettaglio particolarmente rilevante per una distribuzione utilizzata spesso come strumento portatile di recovery e diagnostica. Il progetto include inoltre boot_hybrid.img di GRUB nel filesystem ISO9660 per semplificare il remastering delle immagini e migliora grml2usb, che ora fornisce indicazioni più esplicite sui pacchetti GNU GRUB mancanti quando grub-install fallisce. Restano valide le modifiche introdotte con Grml 2026.04: chi installa la ISO su USB tramite grml2usb deve utilizzare almeno la versione 0.20.14. Sono stati inoltre eliminati gli ormai obsoleti script save-config e restore-config, mentre entrano nuovi pacchetti come ovmf su amd64 e qemu-efi-aarch64 su ARM64 per facilitare la verifica delle configurazioni EFI dentro QEMU. La nuova release chiude 19 issue e integra 144 pull request, mostrando un ciclo di manutenzione molto più ampio del semplice aggiornamento del kernel.
Grml-live cambia architettura e abbandona definitivamente i386
La modifica più profonda riguarda però grml-live, il sistema utilizzato per creare distribuzioni live basate su Grml. La versione 2026.09 richiede ora i Linux user namespace nell’ambiente di build a causa dei cambiamenti introdotti da systemd. Questa transizione ha comportato problemi concreti: il progetto sottolinea che Docker e altri strumenti di containerizzazione non espongono automaticamente i namespace necessari all’interno dei container e che, proprio per questo lavoro di adattamento, le daily image di Grml non sono state generate tra il 10 giugno e il 2 settembre. Viene inoltre rimossa la lettura della configurazione da grml-live.conf, cambia la sintassi della command line e i workflow basati su chroot risultano temporaneamente non supportati. Contestualmente viene eliminato l’ultimo residuo di supporto all’architettura i386 a 32 bit, consolidando Grml esclusivamente sulle piattaforme amd64 e arm64. Il passaggio segue l’evoluzione più generale di Debian Forky, che sta progressivamente ridefinendo architetture, toolchain e requisiti delle future installazioni.
Ubuntu 26.10 Snapshot 3 pubblica 35 immagini prima della Beta
Sul fronte Ubuntu, Canonical ha annunciato la pubblicazione della terza snapshot mensile di Stonking Stingray. La Snapshot 3 di Ubuntu 26.10 comprende 35 immagini, includendo Ubuntu e i flavor ufficiali. Alcune build destinate a Raspberry Pi risultano leggermente più vecchie rispetto alle altre, ma il Release Team prevede di riallinearle prima della settimana della Beta. Canonical insiste però su un punto: queste immagini non sono release pronte per la produzione e devono essere considerate artefatti temporanei destinati esclusivamente a test, validazione e individuazione delle regressioni. La Snapshot 3 prosegue il percorso iniziato con Ubuntu 26.10 Snapshot 2, pubblicata a giugno durante le prime fasi dello sviluppo di Stonking Stingray, ma arriva in una fase ormai molto più avanzata: dal 20 agosto Ubuntu 26.10 è in Feature Freeze, quindi l’attenzione degli sviluppatori si sta spostando principalmente dalla ricerca di nuove funzionalità alla stabilizzazione del sistema.
Ubuntu 26.10 cambia ancora kernel e sale da Linux 7.2 a Linux 7.3
La Snapshot 3 arriva inoltre pochi giorni dopo una modifica significativa della roadmap. Canonical aveva inizialmente scelto Linux 7.2 come kernel target di Ubuntu 26.10, ma il 1 settembre il Kernel Team ha aggiornato ufficialmente il piano portando il target a Linux 7.3. La ragione è il calendario upstream: le serie 7.1 e 7.2 sono arrivate senza ritardi e Linux 7.3-rc1 è diventato disponibile abbastanza presto da permettere a Canonical di tentare l’integrazione prima del Kernel Feature Freeze del 17 settembre. Il team sta quindi applicando le patch e le funzionalità specifiche Ubuntu sopra 7.3-rc1 per renderlo disponibile nel pocket -proposed. È una correzione importante rispetto alle roadmap precedenti: Linux 7.2 era stato indicato per mesi come kernel previsto per Stonking Stingray, ma l’anticipo dell’upstream consente ora di puntare a una base ancora più recente. Linux 7.2 rimane comunque una tappa rilevante del ciclo e ha già introdotto numerosi cambiamenti su scheduler, filesystem, USB4, AMD, Intel e supporto hardware.
Continua con:
- Linux 7.2 accelera scheduler, filesystem e supporto hardware
- Ubuntu 26.10 guarda all’AI locale mentre Stonking Stingray entra nel ciclo di sviluppo
Beta il 24 settembre e release finale il 15 ottobre per Stonking Stingray
Il calendario ufficiale di Ubuntu 26.10 fissa ora le ultime tappe: UI Freeze il 10 settembre, Kernel Feature Freeze il 17 settembre, Beta Freeze il 21 settembre, Beta pubblica il 24 settembre, Kernel Freeze il 1 ottobre e Final Freeze l’8 ottobre. La release stabile di Ubuntu 26.10 è prevista per il 15 ottobre 2026. Grml e Ubuntu si trovano quindi in due fasi opposte dello stesso ecosistema Linux: Grml 2026.09 è già una release stabile costruita sul ramo Debian Testing Forky, mentre Stonking Stingray resta un sistema in sviluppo destinato a cambiare ancora nelle prossime settimane. La presenza di Linux 7.1.8 nel primo e il tentativo di portare Linux 7.3 nel secondo mostrano però la stessa tendenza: le distribuzioni orientate a sistemisti, sviluppatori ed early adopter stanno accorciando sempre di più la distanza dall’upstream per offrire supporto hardware e stack software il più possibile aggiornati.
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