☁️ Punti chiave
- Microsoft indaga sull’incidente TM1466820: alcuni utenti Windows non riescono ad aprire Teams desktop oppure attendono fino a due minuti per il caricamento.
- Exchange Online ha subito ritardi nelle email verso domini esterni ed errori “Server busy”; Microsoft collega parte dell’impatto alle protezioni antispam.
- EX1467029 risulta mitigato per i nuovi messaggi, mentre Microsoft continua a monitorare le code accumulate e a validare il completo ripristino del servizio.
Microsoft 365 affronta due problemi distinti che colpiscono contemporaneamente collaborazione e posta aziendale. Nel primo caso alcuni utenti Windows non riescono ad avviare correttamente il client desktop di Microsoft Teams, oppure incontrano ritardi fino a circa due minuti durante il caricamento iniziale. Nel secondo, Exchange Online ha registrato problemi nell’invio e nella ricezione delle email da e verso domini esterni, con errori intermittenti “Server busy” su più mailbox. Microsoft ha già ripristinato il normale funzionamento per i nuovi messaggi Exchange, mentre resta da assorbire completamente la coda generata durante l’incidente. Per Teams, invece, l’analisi della causa è ancora in corso.
Cosa leggere
Teams desktop su Windows può restare bloccato all’avvio fino a due minuti
Microsoft ha aperto l’incidente TM1466820 dopo avere ricevuto segnalazioni di utenti incapaci di caricare correttamente il client desktop di Teams su Windows. La società ha specificato che, al primo avvio dell’applicazione, alcuni sistemi possono non riuscire inizialmente a mostrare l’interfaccia oppure impiegare fino a due minuti prima di completare il caricamento. Microsoft sta analizzando log del servizio e telemetria e ha contattato direttamente alcuni clienti coinvolti per isolare la causa. Nel frattempo il workaround indicato consiste nell’utilizzare Teams sul Web o l’applicazione mobile, evitando il client Windows interessato. Il problema non va confuso con la regressione separata introdotta dagli aggiornamenti Windows di agosto che può impedire l’avvio di Teams e del nuovo Outlook su alcuni PC Arm: in quel caso Microsoft ha collegato il comportamento al software locale e ha già indicato una mitigazione, mentre TM1466820 riguarda un nuovo incidente ancora sotto investigazione.
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Anche Teams per Mac ha un problema distinto nelle chiamate e nelle riunioni
Nelle stesse ore Microsoft sta seguendo anche TM1466659, incidente separato che può impedire ad alcuni utenti Mac di entrare in chiamate o riunioni Teams. L’azienda aveva inizialmente ricondotto il problema a una modifica del codice capace di far fallire l’elaborazione di alcune richieste nell’infrastruttura delle chiamate, ma l’analisi successiva ha messo in dubbio questa prima interpretazione. Microsoft ha quindi riaperto la valutazione della causa e sta riesaminando i log del servizio. È importante mantenere separati i due eventi: TM1466820 riguarda il caricamento del client desktop Windows, mentre TM1466659 interessa la partecipazione alle chiamate da Mac. La coincidenza temporale mostra però una pressione più ampia sul servizio Teams, che arriva dopo settimane in cui Microsoft ha dovuto gestire sia modifiche funzionali sia incidenti operativi, compreso il problema di Microsoft 365 Search che aveva rallentato Outlook, SharePoint Online e OneDrive dopo un deployment.
Exchange Online ha ritardato la posta diretta verso domini esterni
Il secondo incidente, EX1467029, ha colpito Exchange Online e in particolare il traffico email da e verso domini esterni. Microsoft lo ha riconosciuto nelle prime ore del 4 settembre dopo segnalazioni di errori intermittenti “Server busy” distribuiti su più caselle. In base agli aggiornamenti pubblicati attraverso Microsoft 365 Service Health, i client avrebbero dovuto tentare automaticamente di ritrasmettere i messaggi rimasti bloccati. Nel caso in cui il mittente avesse invece ricevuto un Non-Delivery Report dopo 24-72 ore, variabile in funzione del client o del provider, sarebbe stato necessario inviare nuovamente l’email. L’incidente arriva pochi giorni dopo un problema molto più ampio di Exchange Online che aveva coinvolto autenticazione, ricerca e connettività e si era propagato a Teams, SharePoint, OneDrive, Purview e Defender XDR. In questo caso, però, il perimetro descritto da Microsoft è più circoscritto e riguarda principalmente il flusso della posta esterna.
Le protezioni antispam hanno aggravato il ritardo per alcuni utenti
L’indagine preliminare su EX1467029 ha individuato un elemento interessante: le protezioni antispam potrebbero avere contribuito al problema per una parte degli utenti. Microsoft non ha ancora pubblicato una root cause definitiva, ma ha osservato casi nei quali i meccanismi di sicurezza della posta sembravano aumentare i ritardi già prodotti dall’anomalia principale. Questo non significa che l’antispam sia stato identificato come origine dell’outage: la società lo descrive come un possibile fattore aggravante e continua ad analizzare telemetria e comportamento del servizio per stabilire il meccanismo sottostante. La distinzione è importante perché Exchange Online integra filtri, code, reputazione e controlli di sicurezza nella stessa catena che gestisce la consegna. Quando uno di questi livelli si comporta in modo anomalo, la conseguenza può manifestarsi come latenza anziché come completa indisponibilità. È lo stesso problema architetturale emerso durante l’outage Microsoft 365 che aveva colpito MFA e MySignIn dopo una modifica alla configurazione della cache: un componente specifico può generare effetti molto più ampi perché opera dentro un servizio fortemente interdipendente.
I nuovi messaggi Exchange risultano ripristinati ma restano le code accumulate
L’aggiornamento successivo delle 10:26 EDT del 4 settembre ha cambiato lo stato dell’incidente. Microsoft ha comunicato che la telemetria mostra un comportamento normale del servizio per le nuove email e che le organizzazioni coinvolte confermano la scomparsa del problema sui messaggi appena inviati. La società continua tuttavia a monitorare le code e a eseguire le validazioni finali, perché il ritorno alla normalità per i nuovi messaggi non implica automaticamente che tutte le email accumulate durante il disservizio siano già state consegnate. Per gli amministratori Exchange questo significa distinguere tra stato corrente del servizio e backlog precedente: un messaggio inviato dopo la mitigazione può transitare normalmente mentre uno precedente resta ancora in attesa. Microsoft non ha indicato pubblicamente quante organizzazioni, utenti o regioni siano state interessate da EX1467029.
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Due incidenti distinti mostrano il peso dei client e del cloud sul lavoro Microsoft 365
Teams ed Exchange mostrano due modalità differenti con cui può interrompersi lo stesso flusso di lavoro aziendale. Nel caso TM1466820 il punto visibile è il client desktop, che non si apre o resta in caricamento; nel caso EX1467029 l’interfaccia può continuare a funzionare ma la posta rimane trattenuta nelle code del servizio. Microsoft ha già ripristinato il normale flusso dei nuovi messaggi Exchange, mentre per Teams sta ancora analizzando log e telemetria alla ricerca della causa. Per gli utenti il risultato pratico resta però simile: collaborazione e comunicazione dipendono contemporaneamente da applicazione locale, autenticazione, servizi cloud, filtri e infrastruttura di backend. Quando uno di questi livelli degrada, il problema può sembrare un semplice client bloccato oppure una mail in ritardo, ma dietro entrambi c’è ormai una catena Microsoft 365 molto più complessa di quanto mostri l’applicazione aperta sul desktop.
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