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Samsung prepara Smart Glasses con display a colori tra OLEDoS e MicroLED

📌 In Sintesi

  • Samsung avrebbe chiesto a Samsung Display di sviluppare un microdisplay a colori sotto 0,2 pollici destinato a una futura generazione di smart glasses.
  • Tra le tecnologie allo studio figurano W-OLEDoS, RGB OLEDoS e LEDoS, con compromessi differenti tra luminosità, colori, consumi e costo.
  • Il progetto potrebbe arrivare tra la seconda metà del 2027 e l’inizio del 2028, dopo la prima generazione Galaxy Glasses senza display.

Samsung starebbe già progettando la seconda generazione dei propri smart glasses prima ancora della piena commercializzazione della prima, aggiungendo il componente assente nel modello iniziale: un display a colori direttamente nel campo visivo. Un report proveniente dalla filiera sudcoreana indica che Samsung Electronics avrebbe chiesto a Samsung Display di sviluppare un microdisplay inferiore a 0,2 pollici, valutando tecnologie W-OLEDoS, RGB OLEDoS e LEDoS. La finestra commerciale indicativa si collocherebbe tra la seconda metà del 2027 e l’inizio del 2028. Il progetto va trattato come indiscrezione industriale, ma poggia su una base tecnologica concreta: Samsung Display ha già mostrato nel 2026 prototipi di occhiali AR con RGB OLEDoS.

Samsung vuole aggiungere immagini agli occhiali AI

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Il nuovo sviluppo emerge da un report sulla futura generazione di smart glasses Samsung, secondo cui il produttore avrebbe definito requisiti relativi a dimensioni, area visiva, colore e prezzo del microdisplay. La prima generazione di Galaxy Glasses, invece, punta principalmente su fotocamera, microfoni, audio e Gemini, evitando un pannello per contenere peso e consumi. È la stessa impostazione già delineata nel progetto Galaxy Glasses basato su Android XR e Gemini.

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Samsung prepara Smart Glasses con display a colori tra OLEDoS e MicroLED 5

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Il microdisplay deve essere più piccolo di 0,2 pollici

Ridurre il pannello sotto 0,2 pollici permette di inserirlo nella montatura senza trasformare gli occhiali in un visore XR tradizionale. Il display non dovrebbe necessariamente occupare tutto il campo visivo: può mostrare informazioni rapide come notifiche, indicazioni stradali, messaggi, icone o risposta contestuale dell’assistente AI. La difficoltà sta nella luminosità. Un microdisplay utilizzato davanti all’occhio deve restare leggibile anche all’esterno e contemporaneamente consumare abbastanza poco da funzionare dentro una batteria inserita nelle aste. Samsung sta quindi valutando tecnologie con caratteristiche molto differenti.

RGB OLEDoS è già stato mostrato da Samsung Display

La possibilità più concreta è RGB OLEDoS, OLED depositato direttamente su silicio. Samsung Display ha mostrato ad AWE USA un prototipo di smart glasses con pannello RGB OLEDoS da 0,62 pollici e un display da 1,3 pollici capace di raggiungere 40.000 nit. La tecnologia evita il filtro colore utilizzato da alcune implementazioni white OLED, aumentando efficienza luminosa e durata.

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La nuova richiesta di Samsung Electronics punterebbe però a un pannello molto più piccolo, segnale che il prodotto commerciale dovrebbe essere nettamente più vicino a un normale paio di occhiali che a Galaxy XR. Il percorso industriale era già visibile quando Samsung Display aveva portato RGB OLEDoS dentro l’ecosistema Android XR insieme a Qualcomm, XREAL e Snap.

OLEDoS e LEDoS si contendono il compromesso migliore

Tra le alternative compare LEDoS, spesso associato ai microLED su silicio. MicroLED promette luminosità molto elevata ed efficienza, due caratteristiche ideali per dispositivi indossabili, ma la produzione di pannelli minuscoli con resa e uniformità elevate resta complessa. W-OLEDoS può invece essere più maturo ma richiede filtri colore che assorbono parte della luce. Samsung non avrebbe ancora scelto una soluzione definitiva. Il prodotto finale dipenderà quindi da resa industriale, consumo, luminosità, costo e dimensione del modulo ottico, non soltanto dalla qualità teorica del pannello.

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La seconda generazione può trasformare gli occhiali da sensore a interfaccia

La prima ondata di smart glasses AI utilizza soprattutto fotocamera, microfoni e altoparlanti: vede il mondo per conto dell’utente ma restituisce quasi tutto attraverso la voce. Aggiungere un display cambia la natura del prodotto perché permette di sovrapporre direttamente informazioni alla realtà. Samsung sembra quindi voler procedere in due fasi. Prima un dispositivo leggero e relativamente semplice, utile per abituare utenti e sviluppatori all’AI sempre disponibile. Successivamente una versione capace di mostrare contenuti senza richiedere continuamente lo smartphone. Il successo dipenderà però da un parametro meno spettacolare del modello AI: quanto display, batteria e ottica potranno essere nascosti dentro una montatura che le persone siano davvero disposte a indossare tutto il giorno.

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