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Claude entra nella guerra cinese: Taiwan, armi e propaganda diventano workload AI

🛡️ Executive Summary

  • Anthropic ha bloccato un ricercatore cinese che usava Claude per circa 16 moduli di guerra elettronica e soppressione delle difese aeree.
  • Un secondo attore cinese ha impiegato Claude per specifiche e documentazione di un sistema anti-siluro destinato all’industria della difesa.
  • La stessa competizione si estende alla guerra cognitiva, mentre think tank cinesi chiedono più competenze AI per la contesa informativa sul Mar Cinese Meridionale.

Claude è stato utilizzato da soggetti cinesi per attività che vanno ben oltre il normale impiego dual-use di un modello frontier. Anthropic ha documentato un ricercatore collegato a istituzioni della difesa della Repubblica Popolare che ha sviluppato con Claude una suite di circa 16 moduli per guerra elettronica e soppressione delle difese aeree, successivamente configurata su dodici obiettivi a Taiwan. Un secondo attore ha utilizzato il modello per specifiche e documentazione di un sistema anti-siluro. Parallelamente, think tank cinesi discutono apertamente della necessità di reclutare talenti AI per la “public opinion war” nel Mar Cinese Meridionale. La convergenza è il dato centrale: l’intelligenza artificiale entra contemporaneamente nella preparazione tecnica del combattimento e nella battaglia per modificare percezioni, consenso e narrazioni.

Claude costruisce 16 moduli per guerra elettronica e soppressione delle difese

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Il caso più rilevante emerge dal rapporto di Threat Intelligence pubblicato da Anthropic. La società identifica con la sigla GTG-17002 un attore cinese che ha utilizzato chat, strumenti di coding e capacità agentiche di Claude per progettare e iterare una suite software in lingua cinese composta da circa 16 moduli dedicati alla guerra elettronica e alla Suppression of Enemy Air Defenses, o SEAD. Claude non è stato utilizzato soltanto per documentazione o ricerca generica. Secondo Anthropic ha contribuito alla logica del sistema, all’interfaccia, alla modellazione della rilevazione radar e del jamming, all’analisi delle vulnerabilità e alla produzione di istruzioni per il targeting. Il software calcolava la copertura dei radar avversari, valutava l’efficacia del disturbo elettronico, classificava obiettivi in base a valore e vulnerabilità e distribuiva sortite di jammer tra più target durante campagne simulate di più giorni.

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 Uno degli individui sorvegliati era un docente universitario presso un istituto affiliato al Falun Gong. L’agente ha compilato profili di educatori e praticanti legati alla diaspora nell’ambito dell’operazione volta a colpire le comunità all’estero.

A metà progetto lo scenario predefinito è stato modificato introducendo dodici obiettivi a Taiwan: un bunker di comando, radar di preallarme, batterie Patriot e Tien Kung, basi aeree e un quartier generale regionale. Il software modellava anche sistemi della classe Patriot e THAAD. Anthropic afferma inoltre che metadati dell’account e contenuti intercettati dai propri sistemi di sicurezza collegavano l’attore a istituti di ricerca cinesi, compresa la PLA Academy of Military Sciences. È una progressione coerente con la riforma della formazione militare cinese che porta scenari di guerra intelligente direttamente nei corsi di intelligenza artificiale. La differenza è che qui non si parla di preparazione accademica: Anthropic descrive un software concretamente sviluppato e iterato per una funzione militare specifica.

Taiwan trasforma il test software in uno scenario operativo riconoscibile

La presenza di Taiwan cambia il peso del caso. Un simulatore di guerra elettronica può avere applicazioni accademiche, addestrative o industriali e non dimostra da solo l’esistenza di un piano operativo. Ma l’introduzione di obiettivi identificabili e sistemi di difesa effettivamente rilevanti per lo scenario taiwanese riduce significativamente l’astrazione del progetto. Anthropic non sostiene di avere scoperto un piano di attacco della Repubblica Popolare contro Taiwan. La formulazione della società è più prudente: valuta l’utente come ricercatore cinese del settore militare e industriale della difesa, sulla base dei dati disponibili alla piattaforma.

Categoria targetFocus di monitoraggio
Critiche interne ai social media“Sentimento negativo” nei confronti delle autorità; punteggio calcolato in base al rischio per la sicurezza politica.
Attivismo sindacale e studentescoProteste e controversie presentate come “montaggi malevoli”
Attività politica a TaiwanAttività di diplomazia culturale e transfrontaliera inquadrate come minacce alla sovranità
minoranze etniche e comunità religioseAttività degli uiguri, dei tibetani e del Falun Gong; specifiche organizzazioni di difesa dei loro diritti.
Diaspora d’oltremare e dissidentiProfili di dissenso di rilievo e organizzazioni per la democrazia e i diritti umani
media esteriLe notizie diffuse dai media occidentali e taiwanesi vengono reinterpretate come narrativa ostile.

Gli account sono stati bloccati e le caratteristiche della campagna sono state utilizzate per aggiornare i sistemi di protezione. La distinzione è fondamentale. Non esiste evidenza pubblica che i sedici moduli siano entrati nei sistemi operativi del PLA, né che abbiano superato validazioni militari. Esiste però evidenza fornita direttamente dal gestore del modello che un soggetto riconducibile alla ricerca militare cinese ha utilizzato un modello frontier statunitense per comprimere parte del lavoro necessario a costruire un sistema di targeting e guerra elettronica.

Leggi anche: La Cina studia l’Ucraina per fondere AI generativa, guerra informativa e operazioni militari

Claude viene utilizzato anche per un sistema anti-siluro della marina cinese

Un secondo caso, GTG-17001, sposta l’AI dal software di guerra elettronica alla progettazione dei sistemi navali. Anthropic ha individuato un attore cinese che utilizzava Claude in tre filoni paralleli legati allo sviluppo di un sistema anti-siluro. Il modello è stato impiegato per redigere una specifica tecnica in cinese relativa al fire control system, cioè la logica incaricata di determinare puntamento e tempistica della risposta anti-siluro.

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Claude entra nella guerra cinese: Taiwan, armi e propaganda diventano workload AI 8

Claude ha prodotto inoltre una proposta tecnica superiore alle 200 pagine, accompagnata da materiale di briefing destinato alla valutazione del progetto. Anthropic valuta l’attore come associato a un produttore cinese della difesa intenzionato a preparare specifiche e documentazione di acquisizione per la People’s Liberation Army Navy.

Il Frontier Red Team di Anthropic ha sviluppato nuove valutazioni per misurare le capacità dell’IA nell’ambito dell’intelligence tattica (come individuare la posizione delle persone sulla base di informazioni frammentarie) e dello sviluppo di armi convenzionali (come progettare droni per colpire un bersaglio in movimento).

Il passaggio è importante perché mostra come un modello generalista possa comprimere non soltanto il lavoro di programmazione, ma anche quello normalmente distribuito tra ingegneri, analisti, redattori tecnici e specialisti degli acquisti. Anthropic sta verificando proprio questo cambiamento attraverso nuove valutazioni dedicate all’intelligence tattica e allo sviluppo di armamenti convenzionali, arrivando alla conclusione che alcuni modelli riescono ormai a eseguire parti di attività storicamente riservate a specialisti altamente formati.

Alibaba usa Claude su un’altra scala: 151 milioni di interazioni per Qwen

Nello stesso rapporto compare un uso cinese completamente diverso, ma strategicamente collegato. Alibaba avrebbe organizzato quella che Anthropic definisce la più grande campagna di distillazione illecita mai osservata contro Claude, superando 151 milioni di interazioni tra maggio e luglio 2026. Gli operatori avrebbero utilizzato migliaia di account fraudolenti per costringere Claude Opus a produrre esplicitamente le proprie tracce di reasoning e trasformarle in dataset destinati al supervised fine-tuning di Qwen 3.5, Qwen 3.6 e Qwen 3.7. L’attività ha raggiunto quasi 3 milioni di scambi al giorno e non riguardava soltanto domande generiche: coding agentico, kernel development e task a lungo orizzonte figuravano tra i workload selezionati.

Non esiste però un legame dimostrato tra le 151 milioni di interazioni attribuite ad Alibaba e i progetti militari GTG-17001 o GTG-17002. Sono campagne differenti e vanno mantenute separate. La loro compresenza nello stesso rapporto mostra però un problema strategico più ampio: modelli statunitensi soggetti a limitazioni geografiche continuano a fornire capacità direttamente o indirettamente a operatori cinesi attraverso proxy, reseller, account fraudolenti e infrastrutture di intermediazione. Il fenomeno non nasce a settembre. Anthropic aveva già accusato Alibaba di utilizzare account falsi e grandi volumi di interazioni per estrarre capacità da Claude, mentre le accuse statunitensi più recenti hanno allargato il problema ad altri laboratori cinesi e alla distillazione industriale dei modelli frontier.

La guerra cognitiva completa il passaggio dall’AI tecnica all’AI strategica

Il secondo fronte non riguarda missili o jammer, ma opinione pubblica. Analisti cinesi impegnati sul Mar Cinese Meridionale stanno sostenendo la necessità di portare competenze AI dentro think tank e strutture impegnate nella cosiddetta “public opinion war”. L’obiettivo è utilizzare modelli generativi e analisi automatizzata per comprendere più rapidamente il dibattito internazionale, elaborare contro-narrazioni e adattare i messaggi ai diversi pubblici coinvolti nelle dispute marittime.

Implicazioni osservabili
MobilitazioneI contenuti mediatici utilizzano un linguaggio provocatorio ed emotivo, con temi quali la vittimizzazione, le accuse di aggressione e l’ingiustizia.
Le istruzioni provenienti dalle autorità centrali di propaganda esprimono l’intenzione di mobilitare l’opinione pubblica, oppure le stime strategiche disponibili sottolineano l’importanza del sostegno pubblico sulla questione in esame.
SegnalazioneLo Stato si impegna in modo particolare per garantire che la campagna di propaganda raggiunga il pubblico straniero, ad esempio producendo traduzioni in lingue straniere dei contenuti propagandistici.
La comunicazione diplomatica richiama l’attenzione degli interlocutori stranieri sui sentimenti nazionalisti interni.
DeviazioneProve di preoccupazioni o crisi di legittimità interna precedenti la campagna elettorale.
I media statali minimizzano o evitano di menzionare le problematiche interne, dando invece grande risalto alle controversie di politica estera.
PacificazioneProve di timori di un’opinione pubblica surriscaldata che minacciava la stabilità sociale, la sicurezza del regime o la flessibilità della politica estera prima della campagna elettorale.
I media statali adottano tecniche di manipolazione sottile come l’eco, l’atteggiamento di facciata, la presentazione positiva o lo sfogo.

Il concetto non è nuovo nella dottrina cinese. Già le analisi sulla crisi arbitrale del Mar Cinese Meridionale del 2016 descrivevano una vera battaglia per il controllo della narrazione. Uno studio accademico sulla campagna comunicativa cinese durante l’arbitrato ha documentato direttive ai media statali che chiedevano esplicitamente di “combattere bene” la battaglia dell’opinione pubblica, combinando mobilitazione interna, comunicazione verso l’estero e contenimento delle reazioni nazionaliste più difficili da controllare.

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(a) Copertura mediatica statale di rilievo sull’arbitrato SCS (conteggio mensile). (b) Copertura mediatica statale di rilievo sull’arbitrato SCS (singoli giorni).

L’AI cambia però la scala possibile dell’operazione. Analisi di sentiment, classificazione di milioni di contenuti, generazione multilingue, adattamento del messaggio e produzione sintetica possono essere automatizzati e coordinati molto più velocemente. Un centro di ricerca cinese dedicato agli studi marittimi descrive già la contesa sul Mar Cinese Meridionale come progressivamente evoluta da information warfare e public opinion warfare verso una battaglia sui valori e sulle percezioni.

Anthropic vede già l’AI usata per identificare persone da controllare

La separazione tra guerra cognitiva e intelligence diventa inoltre sempre meno netta. Nel rapporto di settembre Anthropic descrive operatori della Repubblica Popolare che hanno fornito a Claude grandi quantità di post social e articoli chiedendo al modello di assegnare punteggi di sensibilità politica e identificare possibili soggetti da sottoporre a “control”.

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Raccolta di campagne di arbitrato sui social media degli organi di propaganda statale.

Un altro attore allineato alla Cina ha utilizzato Claude per trasformare conversazioni estratte da oltre 100 gruppi WhatsApp e decine di canali Telegram in database strutturati relativi a soggetti uiguri. L’AI veniva utilizzata per individuare vulnerabilità personali come difficoltà finanziarie, separazioni familiari e disillusione ideologica. Anthropic valuta con bassa confidenza che l’operatore fosse un contractor di apparati di sicurezza cinesi e non necessariamente un organismo statale diretto.

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Numero annuale di episodi noti di proteste dei lavoratori in Cina, 2011-2021 (China Labor Bulletin).

Questi esempi chiariscono perché guerra cognitiva, intelligence e targeting debbano essere letti insieme. La stessa capacità di trasformare grandi quantità di testo in profili strutturati può servire a identificare un giornalista influente, un dissidente, un nodo informativo o un target militare. Cambiano dataset, autorizzazioni e finalità; la primitiva tecnologica resta sorprendentemente simile.

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Il vantaggio cinese può arrivare anche dai modelli che Washington prova a negare

Il paradosso strategico è evidente. Gli Stati Uniti cercano di limitare alla Cina l’accesso a GPU avanzate, modelli frontier e infrastrutture AI, ma gli stessi sistemi occidentali continuano a essere raggiunti attraverso canali indiretti e utilizzati per comprimere ricerca, sviluppo software, intelligence e addestramento dei modelli domestici. Questo non significa che Claude abbia “costruito le armi cinesi” né che la Repubblica Popolare dipenda dall’AI americana per le proprie capacità militari. Significa qualcosa di più misurabile: soggetti riconducibili all’ecosistema militare e industriale cinese hanno già trovato economicamente e tecnicamente utile utilizzare Claude in fasi concrete dello sviluppo di capacità belliche, mentre altri attori cinesi estraggono su scala industriale il reasoning dei modelli occidentali. Se a questo si aggiunge l’espansione dell’AI nella guerra dell’opinione pubblica, emerge una continuità precisa. Pechino non deve necessariamente possedere il singolo modello più potente per sfruttare l’AI strategicamente. Può combinare modelli nazionali, sistemi frontier stranieri, distillazione, open source e una base industriale capace di inserirli nei propri processi. La competizione tra Stati Uniti e Cina non riguarda quindi più soltanto chi addestra il modello migliore, ma chi riesce a convertirne più rapidamente le capacità in strumenti militari, intelligence e influenza.

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