🐧 Novità principali
- KaOS 2026.09 consolida la migrazione verso Dinit, Niri e Noctalia 5.1 dopo una profonda ricostruzione della distribuzione.
- La nuova ISO utilizza Linux 7.1.13, ramo già arrivato a fine vita upstream e destinato quindi a essere rapidamente sostituito.
- Agama 24 migliora rete, selezione dello storage e compatibilità AutoYaST, rafforzando soprattutto le installazioni automatizzate.
KaOS 2026.09 e Agama 24 intervengono su due livelli differenti della piattaforma Linux, ma condividono una direzione precisa: rendere il sistema più modulare e più controllabile senza limitarsi ad aggiungere funzioni visibili. KaOS continua la propria trasformazione attorno a Dinit, Niri e Noctalia 5.1, allontanandosi progressivamente dall’architettura desktop precedente, mentre Agama evolve l’installer di openSUSE soprattutto nella gestione dichiarativa di rete e storage. Il dato più curioso della nuova KaOS resta però il kernel: l’ISO utilizza Linux 7.1.13, ultima versione di una serie che upstream aveva già dichiarato EOL pochi giorni prima del rilascio.
Cosa leggere
KaOS 2026.09 porta Dinit sempre più al centro del sistema
La nuova KaOS 2026.09 rappresenta il secondo ciclo stabile costruito attorno a Dinit e dimostra come la sostituzione di systemd non possa essere ridotta al cambio del processo init. Durante il ciclo di sviluppo il progetto ha lavorato anche su OpenRC-settingsd, console-setup e componenti necessari a recuperare funzioni precedentemente integrate nel più ampio ecosistema systemd. La catena composta da Dinit, Turnstile e seatd diventa così parte strutturale della gestione del sistema e delle sessioni, mentre alcune componenti legate a systemd restano dove una sostituzione immediata sarebbe poco pratica.

È il passaggio successivo della trasformazione iniziata quando KaOS 2026.02 ha abbandonato Plasma come desktop predefinito scegliendo Niri e Noctalia, una scelta che nel tempo si è allargata dal livello grafico alla struttura stessa della distribuzione. Il ciclo di test ufficiale di KaOS mostra quanto questo intervento sia più profondo di una normale release: oltre alla sostituzione dell’init vengono ricostruiti pacchetti, adattati servizi e verificata nuovamente l’integrazione dell’installer con la nuova architettura. La distribuzione continua comunque a mantenere la propria filosofia rolling release, quindi l’ISO rappresenta una fotografia dello stato corrente più che una nuova base destinata a rimanere immutata.
Leggi anche: KaOS aveva già preparato Niri e Noctalia nella release 2025.11
Noctalia 5.1 rende più credibile l’uscita progressiva da Plasma
Sul desktop, Noctalia 5.1 diventa sempre meno una shell sperimentale utilizzata per accompagnare Niri e sempre più una componente sulla quale KaOS può costruire la propria esperienza predefinita. La nuova release introduce strumenti per gli screenshot con annotazioni, supporto a ModemManager e ulteriori miglioramenti nella gestione dell’interfaccia e dei plugin.

Il passaggio è rilevante soprattutto perché KaOS non sta semplicemente sostituendo un pannello o un window manager: deve ricostruire funzioni che Plasma offre da anni attraverso una piattaforma molto più ampia e integrata. La disponibilità di un ecosistema crescente di plugin riduce progressivamente questa distanza, mentre l’adozione di Niri 26.04 conferma l’impostazione centrata su una sessione grafica moderna e nativa Wayland. Plasma resta ancora disponibile nei repository, ma la direzione del progetto è ormai definita e la migrazione non appare più come un esperimento temporaneo. Anche altre distribuzioni stanno adottando Noctalia in configurazioni differenti, segnale che la shell sta iniziando a uscire dalla nicchia iniziale e a diventare una componente riutilizzabile in più ambienti.
Linux 7.1.13 è il vero punto debole temporaneo della nuova ISO

KaOS aggiorna contemporaneamente una parte consistente della propria infrastruttura con GCC 15.3, glibc 2.43, Binutils 2.46.1, Rust 1.98, OpenSSH 10.5, Mesa 26.2.2, PipeWire 1.6.8 e ZFS 2.4.4, ma pubblica la nuova ISO con Linux 7.1.13. Qui emerge la principale anomalia della release: proprio Linux 7.1.13 ha chiuso ufficialmente il ciclo della serie 7.1 e il ramo non riceve più manutenzione upstream. Linux 7.1 aveva già raggiunto l’End of Life il 2 settembre, rendendo Linux 7.2 il passaggio naturale per le distribuzioni che seguono il ramo stabile.

Questo non trasforma automaticamente KaOS 2026.09 in un sistema insicuro né implica che gli utenti resteranno bloccati sul vecchio ramo: in una rolling release il kernel può essere aggiornato attraverso i normali repository senza attendere una nuova ISO. Il punto interessante è piuttosto temporale. Una distribuzione che ha ricostruito una parte significativa del proprio stack e aggiornato quasi tutta la toolchain arriva sul mercato con un kernel che, nel frattempo, ha già concluso il proprio ciclo upstream. È una discrepanza destinata probabilmente a durare poco, ma dimostra quanto le cadenze sempre più rapide del kernel possano rendere vecchia una ISO ancora prima della pubblicazione.
Mesa 26.2 e Calamares completano la nuova piattaforma KaOS
Il resto dello stack rende comunque KaOS 2026.09 una release tecnicamente sostanziosa. Mesa 26.2.2 porta la distribuzione sull’ultima generazione dello stack grafico già analizzata con le novità Vulkan, OpenCL e i miglioramenti per GPU AMD, NVIDIA, Arm e PowerVR introdotti da Mesa 26.2. Calamares 3.4.2 viene utilizzato in una sessione

Wayland nativa e continua il lavoro necessario a mantenere l’installer coerente con la nuova architettura della distribuzione. Restano alcuni vincoli già noti: il supporto RAID non è disponibile nell’installer, XFS può creare problemi in determinate installazioni BIOS con GRUB e VirtualBox richiede accelerazione 3D e configurazione VMSVGA per eseguire correttamente la sessione grafica. Sono dettagli che ricordano come la rimozione di componenti consolidate produca inevitabilmente una fase nella quale l’integrazione complessiva conta più del semplice numero di pacchetti aggiornati.
Agama 24 rende storage e rete descrivibili con maggiore precisione

Agama 24 segue una logica differente. La nuova versione non prova a impressionare con una lunga lista di funzionalità, ma consolida il lavoro delle release 23 e 24 soprattutto su interfaccia, rete, storage e automazione. L’annuncio ufficiale di Agama 24 descrive una fase di stabilizzazione nella quale lingua, layout della tastiera e fuso orario vengono riuniti in una sola schermata, mentre la selezione delle interfacce di rete diventa più leggibile grazie a una tabella che mostra tipo del dispositivo, indirizzi IP e stato della connessione.

La parte più importante riguarda però i profili JSON utilizzati nelle installazioni unattended. Le regole di ricerca dei dispositivi possono ora combinare operatori logici and, or e not e selezionare dischi o partizioni utilizzando driver del kernel, filesystem, etichette, ID delle partizioni e perfino il contenuto interno di dischi e gruppi LVM. Il risultato è la possibilità di descrivere criteri molto specifici senza conoscere preventivamente il nome assegnato dal sistema al dispositivo. Rispetto ad Agama 22, che aveva già ampliato VLAN, accessibilità, CLI e configurazione remota, il salto della versione 24 è soprattutto nella capacità dell’installer di tradurre requisiti infrastrutturali in regole riutilizzabili.
Continua con:
Due modi diversi di togliere complessità all’utente Linux
KaOS e Agama mostrano infine due strategie quasi opposte per affrontare la stessa complessità. KaOS 2026.09 la affronta rimuovendo dipendenze considerate troppo pervasive e ricomponendo il sistema con componenti più piccoli: Dinit al posto del precedente modello di init, Niri e Noctalia al posto della tradizionale centralità di Plasma, Limine e altri strumenti indipendenti nei livelli sottostanti. Agama 24 mantiene invece la complessità necessaria agli ambienti moderni ma cerca di renderla descrivibile attraverso un modello dichiarativo più preciso, utile soprattutto quando l’installazione deve essere replicata su più macchine. Nel primo caso il costo è una lunga fase di integrazione e la necessità di sostituire funzioni accumulate negli anni; nel secondo è la costruzione di un’astrazione sufficientemente potente da rappresentare configurazioni reali senza costringere l’amministratore a tornare agli strumenti manuali. La nota fuori posto resta Linux 7.1.13 dentro KaOS: non compromette la direzione della distribuzione, ma rende il passaggio a Linux 7.2 uno dei prossimi aggiornamenti tecnici più prevedibili.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









