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Pixel 11 vs Pixel 9: due generazioni bastano, ma il vero salto è autonomia, zoom e AI

📌 In Sintesi

  • Pixel 11 porta Tensor G6, batteria più grande, 256 GB di storage minimo e finalmente un teleobiettivo 5x anche sul modello base.
  • Pixel 9 conserva ancora sette anni di supporto, un ottimo display e fotocamere valide: non è diventato improvvisamente obsoleto.
  • Il salto ha senso soprattutto per chi vuole AI locale, zoom ottico, ricarica Qi2 e migliore efficienza, meno per chi usa già Pixel 9 senza problemi.

Il confronto Pixel 11 vs Pixel 9 è molto più interessante di quello con Pixel 10 perché misura cosa Google sia riuscita davvero a cambiare in due generazioni. Il nuovo modello porta Tensor G6, batteria più grande, display più luminoso, 256 GB di storage minimo, ricarica Qi2 e soprattutto un sistema fotografico a tre sensori con teleobiettivo ottico 5x. Pixel 9 resta però un dispositivo ancora pienamente supportato, con sette anni di aggiornamenti, 12 GB di RAM e un comparto fotografico tuttora competitivo. La domanda corretta quindi non è se Pixel 11 sia migliore: lo è. È capire se il salto sia abbastanza grande da giustificare la sostituzione di un Pixel 9 ancora perfettamente attuale.

Pixel 11 raddoppia lo storage e cambia completamente la piattaforma hardware

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La scheda tecnica ufficiale di Pixel 11 parte da 256 GB di storage e 12 GB di RAM, eliminando definitivamente la configurazione da 128 GB. Pixel 9 era invece disponibile anche con 128 GB, pur mantenendo gli stessi 12 GB di memoria. La differenza più importante è però il processore. Pixel 9 utilizza Tensor G4, prodotto sul nodo Samsung a 4 nm, mentre Pixel 11 passa a Tensor G6 e al nuovo sottosistema di sicurezza Titan M3. Il lancio della serie Pixel 11 aveva già mostrato come Google abbia utilizzato il nuovo SoC soprattutto per migliorare efficienza, AI locale e fotografia computazionale, più che per inseguire Qualcomm nei benchmark.

Pixel 11, Pixel 11 Pro
Pixel 11, Pixel 11 Pro

Tensor G6 non trasforma Pixel 11 in uno smartphone da gaming estremo, ma offre più margine su inferenza, elaborazione fotografica e workload Gemini. Rispetto a Tensor G4 il salto è quindi meno interessante nei numeri grezzi che nella quantità di funzioni che possono essere mantenute direttamente sul dispositivo.

Il vero salto fotografico è il teleobiettivo sul modello base

Pixel 9 utilizza una doppia fotocamera posteriore con sensore principale da 50 MP e ultrawide da 48 MP, ma manca completamente un teleobiettivo dedicato. Pixel 11 rompe questa struttura introducendo per la prima volta sul modello base una tripla fotocamera con tele 5x. È probabilmente la differenza più visibile nell’uso quotidiano. Sul Pixel 9 lo zoom dipende in larga parte dal crop del sensore principale e dall’elaborazione computazionale; Pixel 11 può invece utilizzare una focale reale più lunga prima di ricorrere allo zoom digitale. Per fotografie di viaggi, eventi, animali o soggetti lontani il vantaggio è immediato.

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Pixel 11 vs Pixel 9: due generazioni bastano, ma il vero salto è autonomia, zoom e AI 7

Google aggiunge inoltre funzioni come Magic Capture, che sfrutta l’elaborazione locale per acquisire fotografie durante la registrazione video scegliendo automaticamente i frame migliori. Non è soltanto una nuova modalità software: dipende dalla maggiore capacità di Tensor G6 e rappresenta bene il modo in cui Google sta facendo evolvere la fotocamera Pixel, spostando sempre più lavoro dalla singola acquisizione alla selezione e ricostruzione computazionale del momento.

Leggi anche: Pixel 11 porta Tensor G6 e Android 17 al centro del nuovo ecosistema Google

La batteria cresce e finalmente Google migliora anche la ricarica wireless

Pixel 9 utilizza una batteria da circa 4.700 mAh, mentre Pixel 11 sale a 4.985 mAh. L’incremento non è enorme in termini assoluti, ma Tensor G6 e il nuovo modem permettono a Google di dichiarare oltre 30 ore di autonomia nell’utilizzo standard. È un settore nel quale Pixel 9 aveva già mostrato uno dei limiti storici della piattaforma Tensor: prestazioni adeguate ma consumi e gestione termica meno efficienti rispetto ai migliori Snapdragon. Pixel 11 cerca di correggere proprio questo squilibrio.

CategoriaGoogle Pixel 11Google Pixel 9
Memoria di archiviazione256GB, 512GB128GB, 256GB
RAM12GB12GB
Display6,3 pollici 120Hz LTPO AMOLED, picco di 3000 nit, Gorilla Glass Victus 26,3 pollici 120Hz LTPO AMOLED, picco di 2700 nit, Gorilla Glass Victus 2
ProcessoreGoogle Tensor G6Google Tensor G4
Fotocamere posterioriPrincipale: 48MP
Ultra-grandangolare: 13MP
Teleobiettivo 5x: 10.8MP
Principale: 50MP
Ultra-grandangolare: 48MP
Fotocamera anteriore10,5MP10,5MP
Batteria4.985 mAh, cablata 30W, wireless 25W (Qi2)4.700 mAh, cablata 27W, wireless 15W/12W (Pixel Stand/Qi)
Connettività5G, Bluetooth 6, Wi-Fi 6E, solo eSIM (USA)5G, Bluetooth 5.3, Wi-Fi 7, nano+eSIM
Dimensioni e peso152,8 x 72 x 8,6 mm
197 g
152,8 x 72 x 8,5 mm
198 g
ColoriFrost, Pistachio, Hibiscus, ObsidianObsidian, Porcelain, Winter

Anche la ricarica cambia. Il nuovo modello raggiunge circa il 55% in 30 minuti con alimentatore PPS da 30 W o superiore e introduce Pixelsnap con Qi2.2 fino a 25 W, quindi magneti integrati e maggiore interoperabilità con accessori magnetici. Pixel 9 utilizzava invece una ricarica wireless più tradizionale e non disponeva dell’ecosistema magnetico integrato. Il miglioramento non rende Google una leader nella velocità di ricarica, soprattutto rispetto ai produttori cinesi, ma elimina finalmente una delle differenze più evidenti con iPhone e con l’ecosistema Qi2.

Il display cambia meno di quanto suggeriscano due generazioni

Entrambi utilizzano un pannello OLED da 6,3 pollici a 120 Hz, quindi sul fronte dimensionale Google non ha rivoluzionato nulla. Pixel 11 aumenta però la luminosità fino a 3.000 nit di picco, migliorando leggibilità all’aperto e contenuti HDR. Pixel 9 resta comunque molto competitivo. Il suo pannello era già uno dei punti forti del dispositivo e la differenza tra le due generazioni non è tale da giustificare da sola un upgrade. La continuità estetica rafforza questa impressione. Google ha perfezionato camera bar, materiali e cornici, ma Pixel 11 mantiene lo stesso linguaggio visivo inaugurato proprio dalla generazione Pixel 9. Chi passa direttamente da uno all’altro trova quindi un dispositivo più raffinato, non un prodotto completamente differente.

Gemini è il punto in cui Pixel 11 accumulerà più vantaggio nel tempo

Pixel 9 è stato uno dei primi smartphone Google progettati esplicitamente intorno all’AI e dispone già di numerose funzioni Gemini. Tensor G4 era stato sviluppato anche per aumentare l’elaborazione on-device e il telefono conserva ancora ampio supporto alle funzionalità generative. Pixel 11 porta però questa impostazione a un livello superiore. Tensor G6, storage minimo più ampio e Android 17 permettono a Google di eseguire una quota maggiore di inferenza localmente e introdurre funzioni che richiedono capacità computazionale più alta.

Pixel 11 Pro
Pixel 11 Pro

Il rapporto tra Pixel 11, Android 17 e Gemini mostra come Google stia cercando di trasformare il telefono in un sistema più proattivo, capace di utilizzare contesto, notifiche e dati locali per assistere l’utente senza aspettare necessariamente una richiesta esplicita. Questo è probabilmente il vantaggio destinato a crescere di più nei prossimi anni. Pixel 9 continuerà a ricevere Android e patch, ma non è detto che ogni nuova funzione AI possa essere retroportata su Tensor G4 con la stessa qualità o velocità.

Pixel 9 conserva un vantaggio importante: è ancora lontano dalla fine del supporto

Il punto che impedisce di considerare Pixel 11 un upgrade obbligatorio è semplice: Pixel 9 è ancora un telefono giovane. Google gli garantisce sette anni di aggiornamenti dal lancio, quindi il supporto continuerà ancora per molto tempo. Questo modifica completamente il calcolo economico. Non stiamo confrontando Pixel 11 con un dispositivo prossimo all’EOL, ma con un modello che continuerà a ricevere nuove versioni Android, patch di sicurezza e Pixel Drop.

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Pixel 11 vs Pixel 9: due generazioni bastano, ma il vero salto è autonomia, zoom e AI 8

Anche Tensor G4 resta sufficiente per la maggior parte delle attività quotidiane. Le critiche alle sue prestazioni nei benchmark non significano che Pixel 9 sia lento nella navigazione, nelle app o nella fotografia. Il Tensor G4 aveva già mostrato un’impostazione molto più orientata all’AI che alla pura competizione prestazionale, una filosofia che Google ha semplicemente spinto più avanti con G6.

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Pixel 11 vale l’upgrade soprattutto se zoom e AI cambiano davvero il modo di usare il telefono

Dopo due generazioni, Pixel 11 è chiaramente un telefono migliore di Pixel 9, scopri su Amazon, ma non abbastanza da rendere automaticamente sensato l’upgrade. La tripla fotocamera con tele 5x, Tensor G6, batteria più grande, Qi2, 256 GB di storage e AI locale rappresentano miglioramenti reali e distribuiti su quasi tutti i componenti importanti. Il problema è che Pixel 9 conserva ancora molte delle qualità che contano di più: display eccellente, fotocamera principale molto valida, 12 GB di RAM, software aggiornato e un ciclo di supporto ancora molto lungo. Per chi fotografa spesso con zoom, utilizza intensamente Gemini o vuole entrare nell’ecosistema Pixelsnap, due generazioni sono finalmente sufficienti per percepire un salto concreto. Per chi usa Pixel 9 soprattutto per messaggistica, fotografia standard, navigazione e app quotidiane, invece, il vantaggio di Pixel 11 rischia di essere più tecnico che necessario. La vera differenza emergerà nel tempo: Pixel 11, scopri su Amazon, possiede hardware costruito per la prossima fase dell’AI Google. Pixel 9 continua invece a essere un ottimo smartphone della fase precedente. E proprio perché Google garantisce entrambi per anni, l’upgrade non è imposto dall’obsolescenza ma dall’utilità reale delle nuove funzioni.

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