☁️ Punti chiave
- BloombergNEF stima circa 18 miliardi di piedi cubi al giorno di gas per i data center USA nel 2035, quasi il doppio delle previsioni precedenti.
- La crescita aggiuntiva di 15 miliardi di piedi cubi al giorno supererebbe gli attuali consumi nazionali di quasi tutti i Paesi del mondo.
- Bitdeer aggiunge 65,1 MW AI in Malaysia: la capacità AI Cloud garantita raggiunge 206,5 MW con pipeline commerciale superiore a 7 miliardi di dollari.
La corsa all’intelligenza artificiale sta trasformando in asset strategici due infrastrutture considerate fino a pochi anni fa appartenenti a epoche tecnologiche differenti: centrali a gas e siti costruiti per il mining di Bitcoin. Una nuova previsione di BloombergNEF indica che entro il 2035 i data center statunitensi potrebbero consumare complessivamente circa 18 miliardi di piedi cubi di gas naturale al giorno, mentre Bitdeer, nata come grande operatore Bitcoin, continua a riconvertire capacità elettrica e data center verso workload Nvidia. Il punto non è che il mining stia scomparendo o che l’AI funzioni necessariamente a gas. È più strutturale: nella nuova economia del compute il vero asset scarso non è soltanto la GPU, ma un sito già autorizzato, alimentato, raffreddato e collegato alla rete.
Cosa leggere
BloombergNEF quasi raddoppia in nove mesi la previsione sul gas dei data center
La nuova stima di BloombergNEF mostra quanto rapidamente siano cambiate le aspettative sulla domanda energetica del settore. I data center statunitensi potrebbero richiedere circa 18 miliardi di piedi cubi di gas naturale al giorno nel 2035, contro poco più di 3 miliardi attuali. Circa 15 miliardi di piedi cubi al giorno rappresentano domanda aggiuntiva collegata alla generazione elettrica necessaria ai nuovi data center, più del doppio rispetto ai 6,9 miliardi stimati da BNEF appena nel dicembre 2025. Il confronto secondo cui i data center diventerebbero il “quinto maggiore consumatore mondiale” deve essere letto con cautela: mette una previsione futura di un singolo settore americano a confronto con gli attuali consumi nazionali. Non è quindi una classifica omogenea del 2035. Resta però una misura efficace della scala: l’incremento previsto sarebbe superiore all’attuale consumo di gas di ogni Paese eccetto Stati Uniti, Cina, Russia e Iran.
Il gas vince perché i data center non possono aspettare la rete
La ragione non è una preferenza ideologica delle aziende AI per i combustibili fossili. È soprattutto un problema di tempo e disponibilità della potenza. I cluster AI richiedono centinaia di megawatt continui e possono essere costruiti più rapidamente delle linee ad alta tensione, delle nuove centrali nucleari o dei grandi sistemi di accumulo. BloombergNEF prevede che il gas fornisca circa il 69% dell’elettricità necessaria ai nuovi data center connessi alla rete negli Stati Uniti. Le turbine a gas presentano tre vantaggi immediati: infrastruttura esistente, combustibile abbondante e capacità di modulare rapidamente la produzione. Per un data center che deve mantenere GPU operative 24 ore su 24, questo significa poter aggiungere capacità senza aspettare anni per un potenziamento della rete. La conseguenza è però un lock-in infrastrutturale: una centrale costruita oggi per servire un cluster AI può funzionare per decenni, rendendo più difficile conciliare la crescita del compute con gli obiettivi climatici.
Il problema europeo è peggiore perché l’energia costa di più
Per l’Europa questa dinamica è particolarmente rilevante. Gli Stati Uniti dispongono di produzione domestica di gas su scala enorme, mentre l’Europa continua a pagare un costo strutturalmente superiore per energia e importazioni. La guerra industriale dell’AI tra semiconduttori, acqua, energia e GPU aveva già mostrato come il costo di costruire una AI factory non dipenda soltanto dagli acceleratori Nvidia. Servono rete, trasformatori, acqua, sistemi di raffreddamento, generatori di backup e contratti di fornitura pluriennali. Il differenziale energetico può quindi trasformarsi direttamente in un differenziale sul costo per token. È anche per questo che l’Europa parla sempre più di capacità computazionale sovrana ma deve contemporaneamente affrontare il problema di dove produrre l’elettricità necessaria per alimentarla.
Leggi anche: USA e Cina spostano la guerra dell’AI su chip, energia e data center
Bitdeer mostra perché i miner Bitcoin possiedono già metà del data center AI
Il caso Bitdeer rende concreta la seconda trasformazione. Il gruppo nasce come operatore specializzato nel mining di Bitcoin, ma oggi si presenta anche come fornitore di AI Cloud e infrastrutture HPC. Il 14 settembre ha firmato un accordo decennale per un nuovo sito A202 da 65,1 MW a Johor Bahru, in Malaysia, sullo stesso campus nel quale sta costruendo la struttura A201 da 21,7 MW. L’entrata in funzione è prevista nel terzo trimestre 2027. Con questo accordo, la capacità AI Cloud già posseduta o contrattualizzata da Bitdeer raggiunge circa 206,5 MW, pari al 59% dell’obiettivo massimo di 350 MW entro il primo trimestre 2028. La società è inoltre NVIDIA Cloud Partner e dichiara una pipeline commerciale attiva superiore a 7 miliardi di dollari. Non sta quindi semplicemente sostituendo ASIC Bitcoin con GPU nello stesso rack: sta trasformando competenze sviluppate nel mining — acquisto di energia, progettazione dei siti, raffreddamento e gestione di carichi ad alta densità — in un business AI con margini e contratti completamente diversi.
Il valore dei miner non è l’ASIC ma il megawatt già disponibile
Questo spiega perché numerosi operatori Bitcoin stanno diventando candidati naturali per l’AI infrastructure. Un ASIC dedicato a SHA-256 non può essere convertito in una GPU Nvidia. La vera risorsa riutilizzabile è tutto ciò che gli sta intorno: terreno, connessione alla rete, trasformatori, sistemi elettrici, raffreddamento, personale operativo e soprattutto autorizzazioni per assorbire enormi quantità di potenza. Bitdeer possiede o gestisce infrastrutture negli Stati Uniti, Bhutan, Norvegia, Canada, Malaysia ed Etiopia. In un settore nel quale ottenere una nuova connessione di rete può richiedere anni, questo patrimonio può valere più del vecchio hardware di mining. Il boom storico del mining Bitcoin aveva già prodotto una classe di aziende abituata a cercare l’elettricità meno costosa del pianeta. L’AI sta ora offrendo a quelle stesse aziende un cliente disposto a pagare molto di più per ogni megawatt disponibile.
L’AI offre contratti più lunghi e prevedibili del mining
Esiste anche una differenza finanziaria fondamentale. Il mining dipende dal prezzo di Bitcoin, dalla difficoltà della rete, dall’efficienza degli ASIC e dall’halving. Un data center AI può invece essere sostenuto da contratti pluriennali di capacità. Il nuovo A202 di Bitdeer nasce da un contratto di servizi della durata di dieci anni. La società punta inoltre a finanziare l’installazione delle GPU attraverso anticipi dei clienti capaci di coprire oltre metà del capitale necessario, finanziamenti garantiti dai flussi contrattuali e cash flow operativo. Ad agosto Bitdeer aveva già annunciato un contratto AI/HPC da 4,7 miliardi di dollari e 16 anni sul campus norvegese di Tydal. Per un operatore nato nel mining è una trasformazione profonda: si passa da ricavi dipendenti continuamente dal mercato crypto a infrastrutture con clienti enterprise e impegni pluriennali.
Ma un data center Bitcoin non diventa automaticamente una AI factory
La riconversione ha comunque limiti tecnici importanti. Un mining farm può tollerare distribuzioni di potenza, networking e affidabilità differenti da un cluster Nvidia rack-scale. Training e inferenza distribuita richiedono connessioni a bassissima latenza, fabric ad alta velocità, ridondanza, storage molto più complesso e, sempre più spesso, liquid cooling. Bitdeer sottolinea infatti che la domanda maggiore riguarda capacità rack-scale raffreddata a liquido. È la stessa trasformazione osservata nelle AI factory Nvidia Vera Rubin tra NVL72, NVLink e riduzione del costo per token: la GPU è soltanto un componente di una macchina industriale nella quale rete, memoria, alimentazione e dissipazione devono funzionare come un unico sistema. I miner che possiedono energia ma non possono sostenere questi investimenti resteranno miner; quelli che possono ricostruire il sito attorno alle GPU diventano invece fornitori di cloud.
Continua con:
- Meta raffredda l’AI a circuito chiuso per aumentare la densità delle GPU senza consumare più acqua
- USA-Cina, la sfida AI diventa una guerra da trilioni per chip e data center
L’AI non è immateriale: dietro ogni modello ci sono gas, trasformatori e megawatt
La nuova corsa all’AI sta quindi riportando il software dentro i limiti della fisica. Modelli migliori possono ridurre il numero di operazioni necessarie per ottenere una risposta; GPU più efficienti possono aumentare i token prodotti per watt. Ma se la domanda di inferenza cresce più rapidamente dell’efficienza, il consumo totale continua comunque a salire. È per questo che una previsione sul gas naturale e la riconversione di un miner Bitcoin raccontano in realtà la stessa storia. L’AI sta cercando qualsiasi infrastruttura capace di fornirle energia immediatamente: reti pubbliche, nuove turbine, siti industriali, centrali nucleari e vecchie mining farm. L’asset strategico della prossima fase potrebbe quindi non essere la singola GPU Nvidia, facilmente acquistabile da chi dispone del capitale, ma il megawatt disponibile nel posto giusto e nel momento giusto. Bitdeer ha capito che la propria competenza principale non era necessariamente estrarre Bitcoin. Era costruire macchine industriali in grado di trasformare grandi quantità di elettricità in calcolo. Adesso il mercato assegna a quello stesso calcolo un valore molto più alto. E proprio per questo la corsa all’intelligenza artificiale rischia di diventare anche una delle più grandi corse energetiche del prossimo decennio.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









