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Blender arriva su Android nel 2027: il software 3D punta a tablet e Googlebook

🐧 Novità principali

  • Blender punta al primo semestre 2027 per il debutto della propria versione Android, con una demo APK già funzionante.
  • L’interfaccia viene ripensata per touch e penna, non semplicemente trasferita dal desktop con gli stessi controlli.
  • Il porting coincide con l’arrivo dei Googlebook e rafforza Android come piattaforma per applicazioni creative professionali.

Blender arriverà ufficialmente su Android nel 2027, portando una delle suite open source più importanti per modellazione, rendering e animazione 3D sui tablet e sulla nuova generazione di computer Android. La roadmap mostrata durante Blender Conference 2026 indica il primo semestre del prossimo anno come obiettivo per il rilascio, mentre una demo APK è già utilizzabile dagli sviluppatori. Il passaggio non consiste però nel semplice ricompilare l’applicazione desktop: Blender dipende fortemente da tastiera, mouse e scorciatoie, quindi il progetto Android richiede una nuova interazione costruita intorno a touch, stylus e gesture. È proprio questa trasformazione a rendere il porting più importante del semplice arrivo di un’altra app sul Play Store.

Blender deve ricostruire l’interfaccia per touch e penna

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La roadmap Android parte da un problema che Blender non può risolvere riducendo semplicemente finestre e pulsanti. L’interfaccia desktop è costruita attorno a input precisi, combinazioni di tasti e utilizzo simultaneo di tastiera e mouse; su tablet il paradigma cambia completamente. Gli sviluppatori stanno quindi implementando orbit e pan del viewport tramite gesture, undo e redo con tap, supporto alla pressione della penna, modalità portrait e impostazioni specifiche per tablet. Il ramo android_demo viene già utilizzato per stabilizzare queste funzioni e il focus dello sviluppo è passato dalle infrastrutture di build alla qualità dell’esperienza diretta. Il progetto Android viene documentato nel forum ufficiale Blender. La transizione si inserisce in un momento nel quale Blender continua a espandere il proprio motore grafico e il supporto alle GPU: Matrice Digitale ha seguito Blender 5.2 LTS e la maturazione della suite sul fronte 3D, così come l’evoluzione del ray tracing AMD e delle prestazioni GPU con Blender 5.1. Per Android, tuttavia, il materiale disponibile non permette ancora di definire quali backend GPU, quali SoC o quali requisiti minimi saranno supportati nella release finale: parlare già di rendering accelerato garantito su ogni tablet sarebbe prematuro.

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Android guadagna finalmente un’app professionale difficile da sostituire

Il porting assume un peso strategico perché arriva mentre Google tenta di spostare Android fuori dal perimetro tradizionale dello smartphone. I nuovi Googlebook rappresentano proprio questa ambizione: hardware desktop-class, interfaccia Android adattata a tastiera e finestre e Gemini integrato nel sistema operativo. L’arrivo di Blender risponde a una delle obiezioni più concrete contro questo progetto, cioè l’assenza delle applicazioni professionali che rendono Windows e macOS indispensabili per molti utenti. Matrice Digitale aveva già evidenziato questo limite nel debutto del Googlebook come PC premium Android e nell’evoluzione della piattaforma con Continue On e l’integrazione tra PC Android e Pixel. Blender è diverso da una normale app mobile perché viene utilizzato in animazione, progettazione 3D, visual effects, rendering, game asset e formazione: se il porting mantiene una parte consistente delle capacità desktop, Android guadagna uno strumento che può incidere direttamente sulla scelta della piattaforma da parte di studenti e professionisti.

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Il vero test sarà capire quanto Blender desktop sopravvive sul tablet

Il progetto resta comunque in sviluppo. Blender Lab definisce Touch and Pen un’attività ancora in corso e precisa che le iniziative sperimentali del laboratorio non coincidono automaticamente con la roadmap stabile del software. Il target del primo semestre 2027 arriva invece dalla demo mostrata alla Blender Conference e dal lavoro già confluito nel ramo Android. Il nodo sarà capire quanto delle funzioni desktop potrà essere utilizzato senza tastiera e mouse e quanto l’app diventerà un’interfaccia semplificata per sketching, sculpting e interventi rapidi. L’iPad, nel frattempo, resta in pausa nonostante parte del lavoro su touch possa essere riutilizzata. Per Android è quindi una finestra rara: Blender può diventare una delle prime applicazioni creative realmente desktop-class della nuova piattaforma Google, ma il successo dipenderà dalla capacità di adattare un software estremamente complesso senza trasformarlo in una versione ridotta del programma originale.

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