📌 In Sintesi
- Galaxy SmartTag 3 può essere localizzato anche da iPhone tramite l’app Samsung, pur restando basato sulla rete Galaxy Find.
- Compass View arriva fino a 60 metri con Bluetooth 6 Channel Sounding, ma inizialmente richiede quattro specifici smartphone Galaxy.
- La chiusura del Tracker Service riguarda il vecchio SmartThings Tracker SM-V110 coreano, non i Galaxy SmartTag originali del 2021.
Galaxy SmartTag 3 modifica uno dei limiti storici dei tracker Samsung: per la prima volta anche un utente iPhone può utilizzare il dispositivo per localizzare e condividere un oggetto, pur senza trasformare il tag in un accessorio compatibile con la rete Find My di Apple. La nuova generazione introduce inoltre Bluetooth 6.0 Channel Sounding, una versione evoluta di Compass View capace di offrire indicazioni direzionali fino a 60 metri nelle condizioni ideali, affiancando l’UWB quando il tracker si trova a distanza ravvicinata. Va invece corretta una notizia circolata nelle ultime ore: Samsung non sta dismettendo i primi Galaxy SmartTag a ottobre. La chiusura riguarda un differente prodotto legacy, SmartThings Tracker SM-V110, commercializzato in Corea.
Cosa leggere
SmartTag 3 funziona con iPhone ma la rete resta quella Galaxy Find
L’apertura a iOS rappresenta il cambiamento strategico più evidente. Galaxy SmartTag 3 continua ad affidarsi alla Galaxy Find Network, che Samsung indica composta da oltre 900 milioni di dispositivi Galaxy, ma l’app Samsung disponibile su iPhone permette ora di individuare il tag e utilizzare alcune funzioni di ricerca e condivisione. L’iPhone, tuttavia, non contribuisce alla rete distribuita di rilevamento e il tracker non entra nella rete Find My di Apple né nel più ampio Find Hub di Google. È quindi interoperabilità lato utente, non fusione tra ecosistemi. SammyGuru descrive il supporto iPhone come una delle principali novità della terza generazione , superando il vincolo che accompagnava SmartTag 2 e che aveva alimentato già nel 2024 l’ipotesi di una [integrazione dei Galaxy SmartTag con Google Find My Device] . L’apertura resta comunque parziale: Compass View, Ring Phone e Left Behind Alert non sono disponibili su iOS, mentre l’iPhone può usare le funzioni fondamentali di localizzazione. È una scelta significativa soprattutto per famiglie e gruppi che utilizzano telefoni di marchi differenti, perché il tag applicato a una valigia o a un mazzo di chiavi non resta più inutilizzabile appena l’oggetto viene affidato a una persona priva di uno smartphone Galaxy. Samsung mantiene quindi il controllo dell’infrastruttura ma riduce la dipendenza dal telefono proprietario, una differenza netta rispetto alla generazione precedente, quando [SmartTag 2 rimaneva sostanzialmente vincolato all’ecosistema Galaxy] .
Leggi anche: [Galaxy SmartTag 3 passa la certificazione radio e prepara il ritorno del tracker Samsung]
Compass View guadagna distanza ma richiede hardware Bluetooth 6 compatibile
La seconda evoluzione riguarda la ricerca di precisione. Compass View combina ora Bluetooth 6.0 Channel Sounding e UWB: il primo permette di stimare distanza e direzione del tracker fino a circa 60 metri in linea di vista, mentre Ultra Wideband interviene nella fase ravvicinata per una localizzazione più precisa. Il vantaggio ha però un requisito hardware stringente. SammyGuru segnala che al lancio soltanto Galaxy S26+, Galaxy S26 Ultra, Galaxy Z Fold 8 e Galaxy Z Fold 8 Ultra supportano pienamente la nuova modalità . Possedere uno smartphone Galaxy recente non garantisce quindi automaticamente l’intera esperienza. È una conseguenza dell’introduzione del Channel Sounding, tecnologia che richiede componenti radio compatibili e non può essere aggiunta semplicemente attraverso un aggiornamento software. SmartTag 3 conserva comunque UWB, già emerso nelle certificazioni precedenti e seguito nell’archivio con il [passaggio FCC del nuovo tracker Samsung] . Il confronto con Google diventa interessante perché anche [Pixel Tag combina rete distribuita, UWB e Bluetooth Channel Sounding] : la competizione tra tracker non si gioca più soltanto sul piccolo dispositivo appeso alle chiavi, ma sull’estensione della rete di telefoni che lo rilevano e sull’hardware radio disponibile negli smartphone utilizzati per la ricerca finale.
Continua con:
[Galaxy SmartTag 3 torna quadrato e conferma l’UWB prima del lancio]
[Pixel Tag porta Google direttamente contro AirTag con UWB e Find Hub]
Samsung non spegne i vecchi SmartTag: chiude un tracker coreano differente
La terza novità richiede soprattutto una correzione. Il messaggio relativo alla cessazione del Tracker Service il 31 ottobre 2026 era stato inizialmente interpretato come la fine del supporto ai vecchi Galaxy SmartTag, ma Samsung ha successivamente chiarito che il servizio interessato appartiene al SmartThings Tracker SM-V110, un dispositivo legacy venduto esclusivamente in Corea del Sud attraverso operatori locali. Dal 1° novembre 2026 quel prodotto perderà funzioni come controllo della posizione e notifiche, ma Galaxy SmartTag, SmartTag+ e SmartTag 2 non vengono disattivati. 9to5Google aveva inizialmente associato l’avviso al più ampio ecosistema SmartTag , mentre la successiva precisazione riportata da Samsung separa esplicitamente il vecchio SmartThings Tracker dalla famiglia Galaxy SmartTag. Per gli utenti italiani la distinzione è sostanziale: non esiste una scadenza a ottobre che obblighi a sostituire i tracker Samsung acquistati negli anni precedenti. SmartTag 3 rappresenta quindi un’espansione dell’ecosistema, non una migrazione forzata causata dallo spegnimento dei predecessori. La nuova generazione aggiunge interoperabilità iPhone, un raggio superiore nella ricerca direzionale, autonomia dichiarata fino a 550 giorni e fino a 790 giorni in modalità risparmio energetico, ma il vero salto riguarda la rete: Samsung sta cercando di rendere il proprio tracker meno dipendente dal possesso individuale di un Galaxy senza rinunciare alla Galaxy Find Network che resta il principale vantaggio competitivo del prodotto.
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









