📌 In Sintesi
- Galaxy S26 Ultra con Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy conquista il primato CPU, ma nei test grafici prolungati perde più prestazioni dei rivali.
- POCO F9 Pro con Elite Gen 5V raggiunge la migliore stabilità GPU nonostante una configurazione grafica ridotta, mentre F9 Ultra spinge più forte ma scalda molto.
- OnePlus 15R con Snapdragon 8 Gen 5 è il meno potente del gruppo, ma resta nettamente più fresco e limita meglio il decadimento prestazionale rispetto al Galaxy.
La gerarchia della famiglia Snapdragon 8 Gen 5 sembra semplice finché si leggono soltanto frequenze, numero di unità grafiche e suffissi commerciali. Nei test reali la situazione cambia: il Galaxy S26 Ultra con Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy domina la CPU ma perde molta della propria potenza grafica durante i carichi prolungati, POCO F9 Pro riesce a mantenere meglio le prestazioni nonostante utilizzi la variante Elite Gen 5V depotenziata e OnePlus 15R, ultimo nei benchmark assoluti, emerge come il dispositivo più freddo. Il risultato mostra ancora una volta che il SoC da solo non determina le prestazioni di uno smartphone: raffreddamento, profilo energetico e tuning del produttore possono ribaltare una classifica costruita soltanto sulla scheda tecnica.
Cosa leggere
Galaxy S26 Ultra vince sulla CPU ma l’overclock ha un prezzo
Il test comparativo realizzato direttamente da Android Authority su quattro smartphone commerciali mette a confronto Galaxy S26 Ultra, POCO F9 Ultra, POCO F9 Pro e OnePlus 15R. Sul fronte CPU il risultato segue la gerarchia prevista: Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy, con i core Prime portati fino a 4,74 GHz, conquista il primo posto sia in single-core sia in multi-core su Geekbench 6.

È la conferma pratica della strategia già emersa nei primi benchmark del Galaxy S26 Ultra con Snapdragon overclockato. Dietro arriva la versione standard Elite Gen 5 del POCO F9 Ultra, mentre F9 Pro con Elite Gen 5V sorprende negativamente sulla CPU nonostante mantenga le stesse frequenze dichiarate della variante completa: il divario suggerisce una cache differente oppure un tuning più conservativo adottato da POCO.
Leggi anche: POCO F9 Ultra appare su Geekbench con Snapdragon 8 Elite Gen 5 e 16 GB di RAM
Nei test GPU il chip più potente non è quello che regge meglio

La classifica cambia quando il carico grafico viene mantenuto nel tempo. Nei Wild Life Stress Test il POCO F9 Pro raggiunge circa il 76-77% di stabilità, superando F9 Ultra fermo intorno al 69-70%, OnePlus 15R al 64-65% e soprattutto Galaxy S26 Ultra, che conserva soltanto il 53-54% della prestazione iniziale. È un risultato significativo perché il F9 Pro utilizza una GPU con due compute slice contro le tre della versione completa Elite Gen 5: parte più lentamente ma riesce a difendere molto meglio la propria prestazione. scopri su Amazon. In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.

Il Galaxy parte invece nettamente davanti e continua a terminare il test con valori assoluti elevati, ma subisce il decadimento maggiore. Questo ridimensiona la lettura puramente prestazionale del dispositivo che Samsung aveva costruito attorno a benchmark, raffreddamento maggiorato e Snapdragon più aggressivo: un picco superiore non coincide automaticamente con una maggiore continuità sotto carico.
POCO sceglie le prestazioni, OnePlus preferisce temperatura ed equilibrio
La stabilità di POCO ha però un costo termico. F9 Ultra raggiunge temperature medie nell’ordine dei 44-45 °C e picchi di circa 52 °C, risultando il più caldo del confronto. Il comportamento è coerente con il posizionamento di un dispositivo che porta Snapdragon 8 Elite Gen 5 al centro della propria proposta flagship e lascia al sistema termico il compito di sostenere frequenze elevate il più a lungo possibile. All’estremo opposto c’è OnePlus 15R: Snapdragon 8 Gen 5 si ferma a 3,8 GHz, utilizza una GPU a due slice e rinuncia alla memoria ad alte prestazioni collegata alla GPU della variante Elite, ma il telefono resta nettamente più fresco durante gli stress test. Il compromesso diventa interessante per il gaming reale, perché prestazioni inferiori ma più controllate possono risultare preferibili su sessioni lunghe rispetto a un picco iniziale elevato seguito da throttling aggressivo. La scelta di portare OnePlus 15R fino a 16 GB di RAM rafforza inoltre un posizionamento che punta più sull’equilibrio complessivo che sul primato sintetico.
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Qualcomm ha quattro chip ma il produttore decide quanto valgono davvero
Il confronto non permette di proclamare un vincitore assoluto perché i quattro SoC non sono stati installati nello stesso chassis e quindi raffreddamento, batteria, firmware e profili energetici restano variabili decisive. Proprio questo è però il risultato più utile del test. Snapdragon 8 Elite Gen 5 for Galaxy è il migliore per prestazione CPU pura; Elite Gen 5 offre il massimo potenziale grafico generalista; Elite Gen 5V dimostra che una GPU ridotta può risultare sorprendentemente stabile quando il produttore controlla meglio potenza e temperature; Snapdragon 8 Gen 5 rinuncia infine ai record ma rende possibile uno smartphone veloce, più economico e termicamente meno aggressivo. Qualcomm ha costruito una gamma molto più segmentata, ma il nome inciso sul SoC racconta soltanto la potenza disponibile: è il produttore dello smartphone a decidere quanta di quella potenza possa essere realmente utilizzata e per quanto tempo.
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