Sfida antitrust tra Firefox ed Edge

Mozilla accusa Microsoft: Edge favorito fuori dallo Spazio economico europeo

📌 In Sintesi

  • Mozilla sostiene che Microsoft continui a favorire Edge su Windows fuori dallo Spazio economico europeo, nonostante la scelta di un browser predefinito diverso.
  • Il Digital Markets Act avrebbe imposto nell’area europea un’esperienza più rispettosa della scelta dell’utente, ma Edge e Copilot mantengono ancora alcuni vantaggi.
  • Copilot e Windows Backup mostrano come la competizione sui browser si stia spostando verso sistema operativo, migrazione dei dati e accesso ai servizi AI.

Mozilla torna ad accusare Microsoft cento giorni dopo la pubblicazione di Over The Edge 2.0, il rapporto commissionato ai ricercatori Harry Brignull e Cennydd Bowles sulle pratiche con cui Windows, Edge, Bing e Copilot possono orientare la scelta del browser. Il punto più rilevante dell’aggiornamento del 7 ottobre 2026 non è però la semplice permanenza dei cosiddetti dark pattern: Mozilla sostiene che Microsoft abbia già dimostrato di poter offrire un’esperienza più neutrale, ma che questa versione di Windows sia disponibile soprattutto nello Spazio economico europeo, dove interviene il Digital Markets Act. Fuori dall’area soggetta alle regole europee, secondo Mozilla, la libertà di scelta resta più debole.

Cento giorni dopo, Edge resta favorito fuori dallo Spazio economico europeo

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Nell’aggiornamento pubblicato da Mozilla, l’organizzazione sostiene che diverse pratiche documentate cento giorni prima siano ancora presenti fuori dallo Spazio economico europeo. Il messaggio di Windows 10 “You’re almost done setting up your PC” continuerebbe a utilizzare formulazioni capaci di spingere l’utente verso Edge; Windows Search e Widgets aprirebbero collegamenti nel browser Microsoft anche quando ne è stato scelto un altro come predefinito; inoltre Edge resterebbe associato a formati comuni come PDF e SVG. Si tratta di una continuità con il dossier di luglio, ma anche di un problema di distribuzione: il controllo del sistema operativo consente a Microsoft di decidere quali superfici rispettano la preferenza dell’utente e quali restano legate al proprio browser. La pressione competitiva cresce mentre Edge accelera il proprio ciclo di rilascio e il confronto con Chrome, rendendo la scelta del browser una leva sempre più strategica.

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Il DMA ha cambiato Windows in Europa, ma non ha risolto tutto

Mozilla individua nel Digital Markets Act il fattore che ha prodotto la differenza più evidente tra lo Spazio economico europeo e il resto del mondo. L’argomento è politicamente rilevante perché implica che molte modifiche non dipendano da limiti tecnici: se Windows può rispettare meglio la scelta del browser nell’area soggetta agli obblighi europei, la stessa impostazione potrebbe teoricamente essere estesa altrove. Il quadro, tuttavia, non è completamente risolto neppure nell’area europea. Mozilla segnala che Edge resta preinstallato e fissato nella barra delle applicazioni e che Copilot apre i collegamenti web in un pannello laterale invece di consegnarli al browser scelto dall’utente, comportamento osservato anche in Europa. Il tema si intreccia con la crescente integrazione dell’AI in Edge for Business e Bing: trattenere la navigazione dentro Edge significa anche controllare uno dei principali punti di accesso ai servizi AI.

Copilot e Windows Backup spostano la battaglia dal browser al sistema

Il passaggio più importante rispetto alle vecchie controversie sui browser è che la pressione non si concentra più soltanto sulla schermata delle impostazioni. Mozilla indica Copilot e Windows Backup come nuove superfici capaci di incidere sulla scelta effettiva dell’utente. Copilot apre i link nel proprio pannello laterale, mentre Windows Backup, utilizzato anche nella migrazione verso Windows 11, secondo Mozilla può tentare di impostare Edge come browser predefinito durante il ripristino e non trasferire correttamente il browser scelto in precedenza. La questione diventa quindi sistemica: backup, ricerca, widget e assistenti AI possono trasformarsi in punti nei quali una preferenza già espressa viene aggirata o reinterpretata. L’evoluzione delle funzioni di ripristino remoto e cloud di Windows 11 rende questo livello ancora più sensibile, perché la configurazione del dispositivo passa sempre più attraverso procedure automatiche che determinano quali applicazioni e servizi tornano a essere centrali dopo un reset o una migrazione.

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La questione non è Edge, ma chi controlla il punto di accesso all’AI

Il valore dell’accusa di Mozilla sta meno nel giudizio qualitativo su Edge e più nella struttura del mercato che descrive. Un browser integrato nel sistema operativo, nel motore di ricerca e nell’assistente AI possiede un vantaggio distributivo che cresce con ogni nuova superficie controllata dalla stessa piattaforma. Questo non trasforma automaticamente ogni scelta progettuale di Microsoft in una violazione né rende Mozilla un osservatore neutrale: Firefox è un concorrente diretto e il rapporto Over The Edge 2.0 è stato commissionato dalla stessa Mozilla. La differenza regionale resta però un dato politicamente significativo nel ragionamento dell’organizzazione, perché mostra che un comportamento più rispettoso delle preferenze degli utenti è tecnicamente realizzabile quando esiste un vincolo normativo. Con browser e agenti AI destinati a convergere, la disputa sul browser predefinito smette così di essere una vecchia guerra tra Firefox, Chrome ed Edge e diventa una contesa su chi controlla l’interfaccia attraverso cui l’utente raggiunge il web e l’intelligenza artificiale.

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