📌 In Sintesi
- ChromeOS Stable passa alla build 16805.33.0 con Chrome 154 e corregge due vulnerabilità Critical insieme a diverse falle High.
- ChromeOS LTS consolida la generazione 150 con un ampio pacchetto di sicurezza destinato soprattutto alle flotte gestite.
- Chrome 156 entra nell’Early Stable su desktop e Android mentre Chrome 157 è già nel Dev, confermando la separazione crescente tra major e canali.
Google ha aperto una nuova fase del ciclo di rilascio Chrome con una combinazione insolita soltanto in apparenza: ChromeOS Stable riceve una tornata di correzioni di sicurezza ad alta priorità mentre Chrome 156 entra nell’Early Stable su desktop e Android e Chrome 157 avanza già nel canale Dev. Il punto non è il numero di versione più alto, ma la separazione sempre più netta tra sistema operativo, browser stabile, ramo di pre-rilascio e canali enterprise. Per utenti e amministratori significa seguire il canale corretto invece di confrontare semplicemente le major release.
Cosa leggere
ChromeOS Stable corregge due CVE Critical e altre falle High
Google aggiorna la maggior parte dei dispositivi ChromeOS e ChromeOS Flex alla build 16805.33.0 con browser Chrome 154.0.8037.151. Lo Stable Channel Update ufficiale per ChromeOS include due vulnerabilità Critical del browser: CVE-2026-95310, use-after-free in AdFilter, e CVE-2026-95356, use-after-free in WindowDialog. A queste si aggiungono problemi High in Views, V8 e WebAudio, comprese una type confusion, una scrittura out-of-bounds e una race condition in V8. Sul lato piattaforma Google segnala inoltre una use-after-free nel driver mali_kbase capace di consentire corruzione della memoria kernel dal processo GPU e una validazione insufficiente del campo wayland_server in StartArcVm che può indebolire la sandbox crosvm. Google non indica nel bollettino sfruttamento attivo delle vulnerabilità: la presenza delle CVE non equivale quindi a exploitation confermata, ma rende prioritario il passaggio alla build corretta.
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Il ramo Long Term passa a ChromeOS 150 con una nuova massa di patch
La linea di lungo supporto resta separata dal ciclo Stable ordinario. Google distribuisce la base 150.0.7871.256 con Platform Version 16700.66.0 nel ramo Long Term, accompagnandola con una selezione ampia di correzioni. Il Long Term Support Channel Update comprende vulnerabilità Critical in ServiceWorker, Fullscreen, Workers e Cast, oltre a numerose falle High in Network, PictureInPicture, FedCM, Navigation, DOM, Auth, WebRTC, GPU ed Extensions. La logica è quella delle flotte enterprise e scolastiche: non inseguire ogni major di Chrome, ma consolidare periodicamente una base con patch selezionate e maggiore prevedibilità operativa. Matrice Digitale aveva già osservato questa separazione analizzando ChromeOS LTS e il differente ritmo imposto alle installazioni gestite, dove stabilità e compatibilità diventano prioritarie rispetto all’adozione immediata delle nuove major.
Chrome 156 entra nell’Early Stable su desktop e Android
Mentre ChromeOS resta su una base browser 154, Chrome 156 ha già iniziato il passaggio verso la distribuzione stabile. Su Windows e macOS l’Early Stable Update per desktop porta la versione 156.0.8078.12/.13 a una piccola percentuale di utenti, mentre l’aggiornamento Android distribuisce Chrome 156.0.8078.25 nello stesso modello di rollout anticipato. Il canale Beta è quasi allineato: 156.0.8078.17 su Windows, macOS e Linux, 156.0.8078.25 su Android e 156.0.8078.24 su iOS. Google non associa a questi annunci una singola funzione dominante e indica soprattutto log delle modifiche, stabilità e validazione progressiva. La conseguenza pratica è che la major 156 convive contemporaneamente in Beta ed Early Stable a seconda della piattaforma e della percentuale di utenti coinvolti.
Chrome 157 è già nel Dev e mostra quanto la pipeline si sia compressa
Il 9 ottobre Google ha portato Chrome Dev 157 alla versione 157.0.8092.0 sia su desktop sia su Android. L’aggiornamento Dev desktop allinea Windows, macOS e Linux alla stessa base distribuita attraverso Chrome Dev per Android, mentre Chrome 156 non ha ancora completato il rollout stabile generalizzato. Non è un’anomalia, ma il risultato della pipeline multi-canale con cui Google separa sperimentazione, validazione e distribuzione. A settembre Matrice Digitale aveva già evidenziato come Chrome 156 fosse nel Dev mentre ChromeOS Stable utilizzava ancora Chrome 152: la distanza numerica continua ad aumentare perché browser e sistema operativo non vengono promossi con gli stessi criteri.
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Chrome 153 corregge 16 falle e Chrome 156 entra nel canale Dev
Chrome 152 arriva su desktop e mobile mentre ChromeOS aggiorna Stable, Beta e LTS
Per aziende e utenti conta il canale più della major
La fotografia di ottobre rende ancora meno utile chiedersi quale sia “l’ultima versione di Chrome” senza specificare piattaforma e canale. ChromeOS Stable utilizza Chrome 154, il ramo Long Term è sulla generazione 150, Chrome 156 è nell’Early Stable e nella Beta, mentre Chrome 157 viene già testato nel Dev. Per gli ambienti gestiti la priorità è conoscere la baseline assegnata, verificare che le patch di sicurezza siano effettivamente installate e testare le nuove major prima della promozione. Per l’utente consumer il dato più urgente resta invece l’aggiornamento Stable di ChromeOS, perché concentra le correzioni Critical e High già pronte per la distribuzione. La velocità di Chromium continua ad aumentare, ma Google mantiene deliberatamente più corsie: il vantaggio non sta nell’avere sempre il numero più alto, bensì nel ricevere il codice appropriato al livello di rischio e stabilità previsto dal proprio canale. Il disallineamento era già strutturale a settembre e il nuovo ciclo 150/154/156/157 lo rende ancora più evidente.
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