Composito tecnologico prova di chiamata 6G in California

Ericsson e Verizon completano la prima chiamata 6G outdoor a 7 GHz

📌 In Sintesi

  • Ericsson e Verizon annunciano la prima chiamata 6G sperimentale all’aperto nella banda dei 7 GHz, effettuata presso un sito commerciale Verizon a Concord, in California.
  • La sperimentazione utilizza una portante da 400 MHz e un ambiente mobile per studiare copertura, latenza, stabilità e propagazione del segnale attraverso materiali edilizi.
  • Il risultato riguarda una tecnologia pre-standard e non costituisce il lancio commerciale del 6G, atteso intorno al 2030 dopo il completamento delle specifiche 3GPP.

Ericsson e Verizon hanno completato una chiamata 6G sperimentale all’aperto nella banda dei 7 GHz, utilizzando un sito commerciale dell’operatore americano a Concord, in California. L’annuncio, pubblicato il 15 ottobre 2026, rappresenta secondo le due aziende la prima dimostrazione mondiale di questo tipo in un ambiente operativo esterno al laboratorio. La sperimentazione utilizza apparecchiature Ericsson sviluppate prima della definizione definitiva degli standard e una portante radio da 400 MHz, con l’obiettivo di verificare copertura, stabilità e propagazione del segnale negli ambienti reali. Il risultato confermato riguarda la chiamata outdoor, mentre le prestazioni all’interno degli edifici rimangono oggetto delle attività di validazione.

Ericsson porta il 6G a 7 GHz su un sito commerciale Verizon in California

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Il comunicato ufficiale Ericsson descrive una sperimentazione condotta presso un’infrastruttura commerciale Verizon già esistente, sulla quale è stato installato un sistema 6G proof-of-concept. La stazione radio utilizza apparecchiature dedicate collocate nel sito tecnico dell’operatore, mentre il terminale sperimentale permette di effettuare misurazioni in differenti condizioni ambientali. La chiamata è stata completata nella banda dei 7 GHz, considerata una delle frequenze candidate per la futura generazione mobile. Secondo Yago Tenorio, Chief Technology Officer di Verizon, il risultato consente di raccogliere informazioni utili per comprendere come progettare, distribuire e utilizzare le future reti. Hannes Ekström, responsabile della divisione Verizon di Ericsson, sottolinea invece il valore delle verifiche sul campo per trasformare le tecnologie sperimentali in sistemi effettivamente distribuibili. Il passaggio determinante è l’utilizzo di un ambiente commerciale reale, pur mantenendo apparati e protocolli ancora sperimentali.

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Una portante da 400 MHz per misurare copertura e propagazione indoor

L’architettura sperimentale utilizza una portante da 400 MHz e un piccolo ambiente mobile delle dimensioni di circa 12 per 8 piedi, progettato per ospitare il terminale radio e riprodurre differenti condizioni di ricezione. La struttura dispone di alimentazione dedicata e batterie di riserva, oltre a pareti e finestre realizzate con materiali differenti. Questa configurazione consente di studiare la propagazione del segnale dall’esterno verso l’interno degli edifici, confrontando percorsi in visibilità diretta, collegamenti senza linea di vista e ostacoli come vegetazione, vetri e superfici edilizie. Ericsson precisa che il risultato già confermato è una chiamata all’aperto, non il completamento della validazione della copertura indoor. Le prove comprendono throughput, latenza, stabilità e comportamento delle funzioni radio, ma il comunicato non pubblica misurazioni numeriche utilizzabili per confrontare direttamente questo sistema con una rete 5G commerciale. La distinzione è essenziale: una portante ampia offre maggiore capacità potenziale, ma non dimostra automaticamente velocità superiori in ogni condizione. Le problematiche della propagazione ad alta frequenza accompagnano anche le sperimentazioni Samsung sulle tecnologie 6G e sul sensing integrato.

Perché i 7 GHz sono importanti per le future reti 6G

La scelta dei 7 GHz rappresenta uno degli aspetti tecnicamente più rilevanti dell’esperimento. Ericsson considera le frequenze centimetriche comprese indicativamente tra 7 e 15 GHz una risorsa importante per le future reti, perché possono offrire capacità aggiuntiva rispetto alle bande tradizionali, mantenendo caratteristiche di propagazione differenti da quelle delle frequenze millimetriche più elevate. L’impiego di queste bande introduce però difficoltà nella copertura degli ambienti chiusi, nella penetrazione attraverso materiali edilizi e nella gestione degli ostacoli. La rete dovrà quindi bilanciare ampiezza di banda, densità dei siti e capacità di raggiungere utenti e dispositivi senza ricorrere sistematicamente a nuove infrastrutture interne. Il problema riguarda anche i costi industriali e la compatibilità con gli investimenti già sostenuti per il 5G. La transizione descritta da Huawei al MWC 2026 attraverso reti AI-native e 5G-Advanced evidenzia infatti una tendenza comune ai principali fornitori: il 6G dovrà evolvere le infrastrutture esistenti, non semplicemente sostituirle con una rete completamente separata.

Il 6G resta pre-standard: le prime reti commerciali sono attese nel 2030

Ericsson chiarisce che la dimostrazione di Concord utilizza una tecnologia pre-standard, sviluppata prima del completamento delle specifiche internazionali. Il lavoro di standardizzazione è coordinato dal 3GPP, con una roadmap che prevede il completamento delle prime specifiche tecniche 6G attraverso Release 21 nel 2028. Le sperimentazioni precommerciali sono attese nello stesso periodo, mentre i primi sistemi commerciali vengono collocati intorno al 2030. Non esiste quindi alcun servizio Verizon 6G aperto ai clienti in conseguenza della chiamata annunciata. L’esperimento contribuisce piuttosto a raccogliere dati per le decisioni tecniche che precedono l’adozione degli standard, comprese le caratteristiche radio e l’integrazione con le infrastrutture 5G. Il percorso coinvolge inoltre interessi industriali e geopolitici, già emersi nella collaborazione tra Unione Europea e Stati Uniti sulla ricerca 6G.

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La sperimentazione Verizon-Ericsson si inserisce nella trasformazione delle reti mobili verso architetture maggiormente programmabili, nelle quali intelligenza artificiale, comunicazioni radio e capacità di elaborazione distribuita potranno operare come componenti integrate. Ericsson individua tra le applicazioni future robotica, automazione industriale, comunicazioni immersive e servizi capaci di adattarsi al contesto, ma nessuna di queste funzionalità viene presentata come risultato già validato dalla chiamata di Concord. L’obiettivo immediato rimane comprendere il comportamento delle onde radio in condizioni operative realistiche, soprattutto quando il segnale deve attraversare ostacoli e raggiungere dispositivi all’interno degli edifici. Le successive fasi di sviluppo dovranno affrontare anche consumi energetici, continuità della copertura, interoperabilità e costi di implementazione. La novità non è dunque l’arrivo commerciale del 6G, ma il passaggio di una specifica sperimentazione radio dal laboratorio a un sito reale dell’operatore. Un avanzamento concreto, ancora distante dalla dimostrazione di una rete completa, che contribuisce alla definizione tecnica delle telecomunicazioni previste per il prossimo decennio.

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