Apple Pay e concorrenza digitale nel Regno Unito

Apple Pay, Londra vuole aprire l’NFC di iPhone ai rivali e ridurre le tariffe

📌 In Sintesi

  • La CMA britannica propone nuove regole per permettere ai concorrenti di Apple Pay di utilizzare l’NFC degli iPhone a condizioni economicamente sostenibili.
  • Apple dovrebbe garantire accesso sia attraverso Secure Element sia tramite Host Card Emulation, riducendo gli ostacoli tecnici e commerciali.
  • Nell’Unione Europea l’accesso NFC per i wallet concorrenti è già disciplinato da impegni vincolanti del 2024. La consultazione britannica termina il 17 novembre 2026.

Apple Pay torna al centro di una controversia sulla concorrenza, questa volta nel Regno Unito, dove la Competition and Markets Authority (CMA) ritiene che le condizioni imposte da Apple per utilizzare il chip NFC degli iPhone continuino a ostacolare lo sviluppo di servizi di pagamento alternativi. Il 20 ottobre 2026 l’autorità britannica ha presentato una proposta che punta ad abbassare sensibilmente le tariffe di accesso e ad ampliare le tecnologie disponibili agli sviluppatori. L’obiettivo non è soltanto consentire ad altre applicazioni di effettuare pagamenti contactless, ma renderne economicamente sostenibile la concorrenza con Apple Wallet. La misura è ancora in consultazione e non costituisce un obbligo definitivo.

Apple Pay domina i wallet britannici nonostante l’apertura parziale dell’NFC

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La nuova proposta ufficiale della Competition and Markets Authority parte da una constatazione: Apple ha già introdotto modalità di accesso all’NFC per applicazioni esterne nel Regno Unito, ma le condizioni economiche e tecniche potrebbero rendere impraticabile la costruzione di servizi concorrenti. Secondo i dati richiamati dall’autorità, il 62% degli adulti britannici utilizza un portafoglio digitale e Apple Wallet rappresenta la soluzione più diffusa. Nel 2025 i pagamenti contactless, effettuati con carte o dispositivi mobili, hanno raggiunto 19,2 miliardi di transazioni, pari al 39% dei pagamenti nel Paese. Eppure, osserva la CMA, nessun operatore ha ancora lanciato nel Regno Unito un wallet in grado di competere direttamente con quello di Apple, mentre nell’Unione Europea sono già comparse alternative. Il problema non riguarda quindi soltanto la disponibilità teorica dell’interfaccia NFC: un servizio può essere tecnicamente realizzabile senza risultare commercialmente conveniente. La vicenda si aggiunge alle controversie sulle commissioni Apple Pay e sul controllo economico delle piattaforme digitali, nelle quali il potere del produttore sul dispositivo diventa anche uno strumento per determinare le condizioni di accesso al mercato.

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Secure Element e HCE: perché la CMA vuole imporre entrambe le tecnologie

Il nodo tecnico riguarda due modalità differenti di gestione dei pagamenti contactless. La prima è il Secure Element (SE), un ambiente hardware protetto all’interno del dispositivo, utilizzato per conservare e gestire credenziali sensibili. La seconda è Host Card Emulation (HCE), che permette a un’applicazione di emulare una carta attraverso il software senza dipendere necessariamente dal Secure Element per la gestione delle credenziali. Secondo la CMA, Apple offre attualmente nel Regno Unito soltanto la modalità SE per gli sviluppatori esterni, mentre la futura regolamentazione dovrebbe garantire l’accesso a entrambe le tecnologie. L’autorità considera i due standard consolidati e non ritiene che uno dei due presenti rischi intrinseci tali da giustificarne l’esclusione. Il secondo intervento riguarda il prezzo: la CMA non propone di fissare direttamente una tariffa, ma di stabilire principi che conducano a commissioni sostanzialmente inferiori a quelle attuali, assicurando comunque ad Apple una remunerazione equa. La consultazione istituzionale sull’accesso NFC richiama condizioni eque, ragionevoli, trasparenti e non discriminatorie. La distinzione è importante anche rispetto alle funzioni Wallet e alle possibilità di personalizzazione previste con iOS 27: migliorare l’esperienza dell’app Apple non equivale ad aprire il mercato a operatori indipendenti.

L’Unione Europea ha già imposto l’accesso gratuito: due mercati e regole differenti

Il confronto con l’Europa chiarisce perché l’iniziativa britannica abbia un significato particolare. L’11 luglio 2024 la Commissione europea ha reso giuridicamente vincolanti per dieci anni gli impegni di Apple ad aprire gratuitamente ai fornitori di wallet concorrenti l’accesso NFC attraverso HCE. La decisione illustrata dalla Commissione europea prevede inoltre criteri trasparenti per gli sviluppatori, la possibilità di scegliere un’app di pagamento predefinita e l’utilizzo di funzioni come Face ID, Touch ID e doppio clic del pulsante laterale. Gli impegni derivano da un procedimento antitrust, distinto dagli obblighi generali del Digital Markets Act. In Europa, secondo la CMA, l’apertura ha favorito l’arrivo di operatori come Vipps, PayPal, Klarna, Curve e BBVA. La precedente vicenda degli accordi fra Apple e Bruxelles sui pagamenti NFC aveva già mostrato come il controllo delle interfacce hardware potesse incidere sulla concorrenza finanziaria. Nel Regno Unito, invece, l’autorità sta ancora definendo le condizioni per un accesso effettivo e non ha scelto di replicare integralmente il modello gratuito europeo. La differenza non è soltanto normativa: una commissione elevata può scoraggiare l’ingresso di nuovi operatori anche quando il sistema risulta formalmente aperto.

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Pagamenti, identità digitali e chiavi elettroniche: cosa può cambiare per gli utenti

La CMA non limita il proprio intervento alle carte di credito o ai pagamenti nei negozi. Un accesso NFC più ampio potrebbe favorire pagamenti direttamente da conto a conto, documenti di identità digitali, verifica dell’età, biglietti per i trasporti e chiavi elettroniche per automobili, alberghi e uffici. Si tratta di applicazioni potenziali, non di servizi che diventeranno automaticamente disponibili dopo l’eventuale approvazione delle regole. La sicurezza rimane un elemento essenziale: aprire le interfacce non elimina la necessità di autenticazione, protezione delle credenziali e controlli sugli sviluppatori, ma richiede che tali condizioni siano proporzionate e non discriminatorie. Per gli utenti italiani non cambia oggi il funzionamento di Apple Pay, poiché gli impegni europei sono già in vigore e la procedura britannica riguarda un’altra giurisdizione. La consultazione della CMA resterà aperta fino al 17 novembre 2026, quando terminerà la raccolta delle osservazioni prima della decisione finale. Il principio economico è però comune ai due mercati: un iPhone può supportare tecnicamente più servizi di pagamento senza che questi riescano necessariamente a competere, se il produttore conserva il potere di stabilire condizioni d’accesso troppo onerose. È su questa differenza fra apertura formale e concorrenza effettiva che si concentra la nuova iniziativa britannica.

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