⚙️ Da sapere
- Google rilascia Android 17 QPR3 Beta 2 il 20 ottobre 2026 con 21 gruppi di problemi corretti, dalla stabilità generale alle connessioni Bluetooth e cellulari.
- La correzione più interessante riguarda i sensori di movimento che rimanevano attivi dopo Face Unlock o l’utilizzo della fotocamera, aumentando i consumi a schermo spento.
- L’aggiornamento raggiunge i Pixel dal 6a alla serie Pixel 11 e ripristina anche l’avvio della macchina virtuale Linux attraverso l’app Terminale.
Google ha rilasciato Android 17 QPR3 Beta 2 per gli smartphone Pixel, intervenendo su 21 gruppi di problemi che compromettevano stabilità, autonomia, connettività e funzionamento di alcune applicazioni. L’aggiornamento del 20 ottobre 2026, identificato dalla build DP11.261002.005, corregge riavvii improvvisi, consumi anomali della batteria, errori Bluetooth e spegnimenti durante le videochiamate WhatsApp. Tra gli interventi compare anche una correzione per l’ambiente Linux integrato in Android, che in determinate condizioni non riusciva ad avviare la macchina virtuale. La nuova beta non introduce una versione differente del sistema operativo: anticipa le correzioni destinate al terzo aggiornamento trimestrale di Android 17.
Cosa leggere
Android 17 QPR3 Beta 2 arriva con patch di ottobre e 21 gruppi di correzioni
Le note ufficiali pubblicate da Google confermano il rilascio della build DP11.261002.005, accompagnata dalle patch di sicurezza del 5 ottobre 2026 e da Google Play Services 26.36.33. L’elenco comprende 21 categorie di problemi risolti, alcune delle quali raccolgono più segnalazioni tecniche. Non si tratta quindi di 21 vulnerabilità di sicurezza, ma di interventi su malfunzionamenti rilevati durante i test. Il calendario QPR prevede aggiornamenti trimestrali distribuiti sui dispositivi compatibili, mentre le beta consentono a sviluppatori e utenti di verificarne anticipatamente la stabilità. Google specifica che questa versione non introduce nuove API capaci di modificare la compatibilità delle applicazioni. Il lavoro prosegue dunque quello avviato con Android 17 QPR2 Beta 6, che aveva già corretto crash legati a fotocamera, microfono e kernel.
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Google corregge il consumo della batteria causato dai sensori dopo Face Unlock
La correzione più rilevante per l’autonomia riguarda i sensori di movimento che rimanevano attivi dopo lo sblocco facciale o l’utilizzo della fotocamera, provocando consumi elevati anche quando lo smartphone era inattivo. Il problema, identificato con il riferimento #568078965, è particolarmente significativo perché interessa attività ordinarie che non dovrebbero mantenere inutilmente attive componenti hardware dopo la conclusione dell’operazione. Google dichiara di aver corretto il comportamento nella Beta 2, ma non quantifica il miglioramento energetico né specifica un guadagno uniforme per tutti i modelli. Il tema richiama le anomalie già osservate nei Pixel 11 tra battery drain e stuttering, con attenzione ai problemi dello stack software, senza dimostrare automaticamente che ogni episodio precedente avesse la stessa origine. L’aggiornamento corregge inoltre numerose condizioni associate a crash e riavvii casuali, documentate attraverso otto segnalazioni distinte.
Bluetooth, WhatsApp e chiamate: risolti blocchi che interrompevano le attività quotidiane
Le correzioni coinvolgono diverse funzioni utilizzate quotidianamente. Alcuni dispositivi potevano spegnersi durante le videochiamate WhatsApp, mentre altri mostravano uno schermo nero e non rispondevano dopo la conclusione di una telefonata. Google interviene anche sui timeout che impedivano l’associazione Bluetooth, sugli smartwatch che continuavano a squillare dopo la risposta alla chiamata sul telefono e su problemi specifici di VoLTE, VoNR e Wi-Fi Calling riscontrati su determinate reti mobili. Sono inclusi inoltre errori nella connessione di dati, MMS e hotspot sulla rete americana Dish, insieme a un’anomalia di Wi-Fi Aware nella creazione di connessioni successive. Le correzioni non implicano che tutti i Pixel fossero interessati contemporaneamente da questi difetti. Il quadro conferma però quanto l’affidabilità dello smartphone dipenda dall’interazione tra sistema operativo, modem, applicazioni e dispositivi collegati, un problema emerso anche nei malfunzionamenti di Google Maps e Android Auto sui Pixel 11.
Linux Terminal torna a funzionare e Google sistema le anomalie dell’interfaccia
Un intervento interessa direttamente gli sviluppatori: l’app Terminale di Android non riusciva ad avviare la macchina virtuale dell’ambiente Linux dopo l’installazione. La Beta 2 corregge il problema identificato come #551657934, ripristinando il percorso necessario per utilizzare gli strumenti Linux previsti dalla piattaforma. La correzione non costituisce l’annuncio di nuove funzionalità del sottosistema, ma riguarda la sua disponibilità operativa. Sul fronte grafico Google interviene sulla dimensione anormalmente ridotta di caratteri e applicazioni, sulle notifiche della schermata di blocco che si sovrapponevano ad altri elementi provocando animazioni irregolari e sulla registrazione dello schermo che si interrompeva dopo una rotazione del dispositivo. Vengono inoltre corretti il comportamento del drawer quando cambia la lingua della tastiera e diversi dettagli delle Impostazioni rapide. Il rafforzamento dell’ambiente Linux si inserisce nell’evoluzione di Android verso un ecosistema capace di collegare smartphone e computer, ma queste correzioni non equivalgono al lancio di nuove modalità desktop.
Pixel compatibili e installazione: dalla serie 6a ai nuovi Pixel 11
La Beta 2 è distribuita attraverso il programma ufficiale Android Beta e supporta Pixel 6a, serie Pixel 7, Pixel Tablet, Pixel Fold e le successive famiglie fino ai Pixel 11, comprese le varianti Pro e Fold compatibili. Chi partecipa già al ramo QPR3 può ricevere l’aggiornamento OTA, mentre gli sviluppatori possono utilizzare anche le Generic System Images e l’emulatore Android. Le immagini GSI sono strumenti sperimentali, non aggiornamenti destinati all’uso quotidiano sui normali smartphone. Google ricorda inoltre che abbandonare una beta per tornare immediatamente alla versione pubblica stabile può comportare la cancellazione dei dati locali, salvo le specifiche finestre di uscita senza ripristino previste dal programma. La scelta rimane quindi più indicata per dispositivi di prova che per telefoni utilizzati come strumenti di lavoro.
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Il significato della Beta 2 è soprattutto la correzione di difetti che compromettono l’affidabilità quotidiana dei Pixel, dalla batteria alle comunicazioni fino agli strumenti di sviluppo. Google interviene su componenti differenti senza introdurre cambiamenti strutturali alle API, privilegiando il consolidamento della piattaforma. Per chi utilizza già Android 17 in versione stabile, il rilascio non rappresenta un aggiornamento obbligatorio: le correzioni appartengono ancora a un ramo sperimentale e dovranno essere validate prima della distribuzione pubblica. La qualità del prossimo Feature Drop dipenderà dalla capacità di eliminare questi malfunzionamenti senza introdurne di nuovi, una condizione particolarmente importante su dispositivi che combinano funzioni AI, connettività avanzata e ambienti di esecuzione sempre più complessi. Google Pixel, scopri su Amazon. In qualità di Affiliato Amazon riceviamo un guadagno dagli acquisti idonei.
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