📌 In Sintesi
- Le deposizioni depositate nel marzo 2026 descrivono segnalazioni interne ai vertici di TikTok sul coinvolgimento di minorenni in dirette sessualizzate remunerate attraverso regali virtuali.
- Un’indagine interna citata nelle testimonianze aveva individuato 112.000 video Live con ragazzi tra 13 e 15 anni nel gennaio 2022. Il dato non indica che tutte le dirette contenessero abusi sessuali.
- TikTok contesta la ricostruzione giornalistica, rivendica miliardi di investimenti nella sicurezza e ricorda le protezioni introdotte per gli adolescenti. Le deposizioni non costituiscono una sentenza di responsabilità .
TikTok avrebbe ricevuto ripetuti avvertimenti dai propri responsabili della sicurezza sullo sfruttamento sessuale dei minori, sulla monetizzazione di contenuti attraverso le dirette Live e sulle debolezze dei controlli parentali, senza affrontare tempestivamente tutti i problemi segnalati. È quanto emerge da deposizioni depositate nel marzo 2026 presso un tribunale federale statunitense e analizzate nell’inchiesta sui documenti giudiziari relativi a TikTok, pubblicata da NPR il 20 ottobre. Il caso introduce un elemento ulteriore rispetto alle precedenti controversie sulla protezione dei dati degli adolescenti: la possibile distanza tra la conoscenza interna dei rischi, gli incentivi economici della piattaforma e l’effettiva capacità di intervenire, una questione destinata ad alimentare anche il confronto europeo sulla responsabilità delle Big Tech.
Cosa leggere
TikTok, gli avvertimenti sulla sicurezza arrivavano ai vertici
Le testimonianze depositate nel procedimento federale coinvolgono dipendenti che avevano ricoperto incarichi di responsabilità nelle attività di sicurezza e investigazione di TikTok. Tra questi figura Reagen Maher, dirigente impegnata nella sicurezza della piattaforma tra il 2021 e il 2024, che ha descritto mesi di tentativi per portare all’attenzione del management le problematiche relative ai contenuti sessualizzati con minorenni. Secondo la deposizione, le segnalazioni erano state inoltrate anche a V Pappas, all’epoca responsabile delle operazioni della società , mentre alcune comunicazioni interne mostrerebbero la frustrazione dei dipendenti per una risposta ritenuta insufficiente rispetto alla gravità delle situazioni osservate. Maher ha inoltre sostenuto che TikTok conoscesse il fenomeno prima dell’inchiesta pubblicata da Forbes nel 2022. Il passaggio è giornalisticamente significativo perché sposta l’attenzione dalla semplice presenza di contenuti vietati alla conoscenza del rischio all’interno dell’organizzazione. È una distinzione che riguarda anche le precedenti controversie statunitensi, comprese quelle sfociate nell’accordo da 400 milioni di dollari sulla privacy dei minori: episodi e responsabilità giuridiche differenti, accomunati dalla questione di quali informazioni la piattaforma possedesse e di come le utilizzasse per proteggere i propri utenti.
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Le Live con minorenni e il sistema dei regali monetizzabili
Il dato più delicato arriva da un’indagine interna richiamata nelle deposizioni: nel gennaio 2022 sarebbero stati individuati 112.000 video TikTok Live nei quali comparivano ragazzi tra i 13 e i 15 anni, nonostante le restrizioni anagrafiche previste per le trasmissioni in diretta. Il numero non rappresenta il totale dei contenuti sessualmente abusivi, ma documenta, secondo le testimonianze, una presenza rilevante di utenti troppo giovani in una funzione che avrebbe dovuto essere loro preclusa. Le verifiche interne avevano segnalato anche rischi di adescamento e casi di contenuti sessualizzati remunerati attraverso il sistema dei regali virtuali. Gli spettatori possono acquistare crediti e inviare regali ai creator, che possono convertirne parte del valore in denaro, mentre la piattaforma trattiene una quota economica. Secondo la ricostruzione esaminata da NPR, TikTok avrebbe ottenuto ricavi significativi da regali associati a dirette contrarie alle proprie regole, sollevando interrogativi sulla gestione di eventuali proventi riconducibili a condotte criminali. Non esiste però, sulla base delle informazioni pubblicamente esaminate, un accertamento giudiziario definitivo che dimostri una responsabilità penale della società per riciclaggio o sfruttamento. La questione richiama il problema più generale della monetizzazione dei contenuti illegali che coinvolgono minori, nel quale sistemi di pagamento e distribuzione digitale possono trasformarsi in componenti economicamente rilevanti dell’abuso.
Controlli parentali aggirabili e verifiche sull’età evitate
Le deposizioni descrivono inoltre debolezze nei meccanismi utilizzati da TikTok per determinare l’età degli utenti e limitare l’accesso alle funzionalità riservate agli adulti. Maher avrebbe segnalato la possibilità per alcuni minorenni di accedere a esperienze destinate agli over 18 attraverso procedure di registrazione collegate ad account Google, Facebook o Instagram. Un’altra comunicazione interna del 2021 riguardava Family Pairing, il sistema che permette ai genitori di configurare restrizioni sull’attività dei figli: secondo i documenti esaminati, esisteva un collegamento che consentiva agli adolescenti di scollegare il proprio account dal controllo familiare. TikTok precisa che i genitori vengono avvisati quando il collegamento viene interrotto, ma la possibilità di disattivare una protezione rappresenta un problema differente dalla sua semplice configurazione. Particolarmente rilevante è anche il riferimento alle ricerche demografiche interne: nel 2018 alcuni dirigenti avrebbero discusso dell’opportunità di evitare domande capaci di identificare utenti sotto i 13 anni, temendo che i risultati potessero essere richiesti dalla Federal Trade Commission nell’ambito dell’applicazione del Children’s Online Privacy Protection Act. Questi elementi dimostrano quanto la questione della verifica anagrafica sia più complessa dell’introduzione di un parental control, come emerge anche dalle nuove limitazioni familiari introdotte da WhatsApp per gli adolescenti.
Gli algoritmi e i rischi di autolesionismo già segnalati nel 2020
Il materiale giudiziario non riguarda soltanto le dirette monetizzate. Eric Han, responsabile della sicurezza di TikTok tra il 2019 e il 2023, ha riferito di discussioni interne risalenti al 2020 sui cosiddetti rabbit holes, percorsi algoritmici nei quali il sistema di raccomandazione continua a proporre contenuti appartenenti alla medesima categoria. Secondo la deposizione, alcune sequenze potevano esporre ripetutamente gli adolescenti a materiali relativi al suicidio, all’autolesionismo o all’immagine corporea, nonostante i rischi fossero già stati identificati dalla società . Han ha richiamato documenti interni che riconoscevano la particolare vulnerabilità dei minorenni e l’urgenza di intervenire, sostenendo che i genitori non fossero stati adeguatamente informati di tutti i pericoli individuati. Il punto non è dimostrare che ogni raccomandazione algoritmica produca automaticamente un danno, bensì verificare quali rischi conoscesse il produttore, quali misure avesse predisposto e quanto efficacemente fossero applicate. Si tratta di una questione già emersa nella contestazione europea sul design di TikTok e sui meccanismi di dipendenza, dove l’attenzione delle autorità si è concentrata proprio sulle caratteristiche progettuali della piattaforma.
La replica di TikTok e il peso delle deposizioni nei procedimenti USA
TikTok ha respinto la ricostruzione sostenendo che dichiarazioni e documenti sarebbero stati selezionati in maniera parziale dagli avvocati coinvolti nei procedimenti e utilizzati per rappresentare in modo distorto la storia della società . La piattaforma rivendica miliardi di dollari investiti nelle attività Trust & Safety e oltre 50 impostazioni predefinite dedicate alla protezione, alla privacy e alla sicurezza degli adolescenti, compreso Family Pairing. La posizione della società deve essere considerata insieme alla natura processuale delle informazioni: le deposizioni depositate nel marzo 2026 fanno parte del contenzioso multidistrettuale statunitense avviato nel 2022 contro TikTok e altre grandi piattaforme, ma, secondo NPR, non erano ancora state presentate come prove davanti a una giuria nei procedimenti contro TikTok. La società ha inoltre concluso diversi accordi transattivi relativi alla sicurezza dei minori, che non equivalgono automaticamente all’ammissione delle singole contestazioni emerse dalle nuove testimonianze. Il quadro si inserisce nella pressione giudiziaria già esercitata sulle principali piattaforme social, compreso l’accordo raggiunto da Meta sulle contestazioni relative alla dipendenza digitale degli adolescenti. Ciò che resta da chiarire attraverso il processo è se e in quale misura le informazioni interne possano dimostrare responsabilità giuridicamente rilevanti.
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Le rivelazioni statunitensi arrivano mentre l’Unione Europea tenta di rafforzare le proprie regole attraverso il Digital Services Act e la proposta EU Kids Act, concentrandosi sulla verifica dell’età , sulla sicurezza dei sistemi di raccomandazione e sulla protezione degli adolescenti. Le norme europee e quelle statunitensi hanno presupposti e strumenti di applicazione differenti: non sarebbe corretto trasferire automaticamente le ipotesi di responsabilità penale americane nel quadro del DSA. Il significato del caso, tuttavia, supera gli Stati Uniti. Se una piattaforma individua internamente condizioni favorevoli allo sfruttamento dei minorenni, alla monetizzazione di contenuti vietati o all’elusione delle protezioni, la questione centrale diventa quanto rapidamente quelle informazioni si traducano in interventi verificabili sul prodotto. Le deposizioni non dimostrano da sole che TikTok abbia deliberatamente scelto di guadagnare attraverso abusi sui minori, ma rendono legittima una domanda sulla distanza tra dichiarazioni pubbliche, segnalazioni interne e funzionamento concreto del servizio. È proprio questa distanza che le autorità dovrebbero essere in grado di misurare, evitando che la tutela dei ragazzi si riduca a nuove schermate di consenso o a restrizioni facilmente aggirabili, mentre gli incentivi economici della piattaforma continuano a operare senza un controllo effettivo.
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