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Arc Browser chiude il 22 dicembre: dati a rischio e migrazione a Dia

📌 In Sintesi

  • Arc Browser smetterà di funzionare su macOS e Windows il 22 dicembre 2026. Dal 22 ottobre non è più possibile creare nuovi account.
  • Il 23 novembre Arc Search perderà le funzioni AI, l’accesso agli account e la sincronizzazione su iOS e Android. La versione Android verrà dismessa il 22 dicembre, mentre su iPhone resterà una versione semplificata.
  • Gli utenti devono esportare i dati prima della chiusura: gli account Arc saranno disattivati il 22 dicembre e i dati personali associati verranno eliminati entro 30 giorni.

Arc Browser chiude definitivamente il 22 dicembre 2026, mettendo fine a uno dei progetti più ambiziosi degli ultimi anni nel mercato dei browser. The Browser Company ha annunciato il calendario di dismissione il 22 ottobre, comunicando che le versioni desktop per macOS e Windows cesseranno di funzionare, gli account verranno disattivati e i dati personali associati saranno successivamente eliminati. La società concentra risorse e sviluppo su Dia, il nuovo browser basato sull’intelligenza artificiale, mentre gli utenti Arc hanno meno di due mesi per trasferire password, preferiti e organizzazione delle schede. La decisione segna anche il passaggio da un browser progettato per migliorare la navigazione a un prodotto orientato all’automazione delle attività lavorative.

Arc Browser chiude il 22 dicembre: tutte le scadenze per Windows, Mac e smartphone

Annuncio

La dismissione avverrà in tre fasi distinte. Dal 22 ottobre 2026 è stata bloccata la registrazione di nuovi account Arc, ma gli utenti esistenti possono continuare temporaneamente a utilizzare il browser desktop, che riceverà soltanto aggiornamenti essenziali. Il 23 novembre verranno disabilitate le funzionalità di intelligenza artificiale di Arc Search su iOS e Android, compresa Browse for Me, insieme all’accesso agli account e alla sincronizzazione delle schede. Il 22 dicembre sarà il turno delle versioni macOS e Windows, che smetteranno di funzionare, mentre Arc Search per Android verrà ritirato; su iOS rimarrà disponibile un’applicazione ridotta alle funzioni fondamentali di navigazione. La comunicazione ufficiale di addio ad Arc stabilisce inoltre la disattivazione degli account e la successiva eliminazione dei dati personali entro 30 giorni. Questa finestra non costituisce un’estensione del termine per recuperare le informazioni: dal giorno della chiusura The Browser Company dichiara di non poter più identificare o recuperare i dati degli account Arc attraverso le richieste degli utenti. Non si tratta quindi del consueto abbandono degli aggiornamenti, nel quale un’applicazione può continuare a funzionare assumendosi maggiori rischi. Il produttore ha annunciato l’interruzione effettiva del servizio desktop, imponendo una migrazione anche a chi sarebbe disposto a utilizzare il vecchio software senza nuove funzionalità.

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Come salvare password, schede e preferiti prima della chiusura

La conseguenza più immediata riguarda le informazioni conservate negli ambienti di lavoro degli utenti, perché Arc aveva costruito la propria identità intorno alla gestione delle schede verticali, degli Spaces, delle cartelle e dei profili. The Browser Company ha introdotto nelle versioni più recenti una funzione di esportazione, accessibile dalle impostazioni avanzate, per permettere di salvare gli indirizzi delle schede organizzate nel browser. Su macOS il percorso passa da Arc, Settings, Advanced, Export Data, mentre su Windows l’operazione parte dalle impostazioni e dalla sezione dedicata all’esportazione degli Spaces e delle schede. Il file prodotto, denominato Arc Data Export.md, contiene una raccolta di collegamenti e non deve essere confuso con un archivio completo di password, cronologia, cookie e dati di compilazione automatica. Chi sceglie un browser differente da Dia deve quindi verificare separatamente il trasferimento dei preferiti e delle credenziali, utilizzando le procedure supportate dal programma di destinazione. Per gli utenti che intendono mantenere un’organizzazione simile a quella originale, Dia offre una procedura di importazione che trasferisce password, cronologia, estensioni, preferiti e parte della struttura delle schede. Gli Spaces diventano Profiles e le cartelle vengono convertite in Tab Groups, ma questo non significa che tutte le funzionalità o le personalizzazioni di Arc siano riproducibili senza modifiche. Prima della cancellazione dell’account è opportuno controllare gli elementi importati e conservare una copia autonoma delle informazioni indispensabili. Il precedente degli attacchi di malvertising che distribuivano false versioni di Arc rende inoltre essenziale scaricare eventuali strumenti di migrazione soltanto dai canali ufficiali, evitando siti che sfruttano la chiusura per proporre installer o servizi di recupero non verificati.

Perché The Browser Company abbandona Arc e punta tutto su Dia

La motivazione dichiarata riguarda soprattutto la sicurezza e la sostenibilità della manutenzione. Mantenere un browser basato su Chromium richiede aggiornamenti continui, verifiche sulle vulnerabilità e interventi tempestivi sulle componenti che elaborano contenuti potenzialmente ostili. La proliferazione degli agenti AI aumenta ulteriormente la complessità perché il browser può trasformarsi da strumento di navigazione passiva in ambiente capace di leggere informazioni, interagire con applicazioni e compiere operazioni per conto dell’utente. The Browser Company sostiene che Dia sia stato progettato per rispondere a queste esigenze, concentrandovi l’intero gruppo di ingegneria e sicurezza. Il percorso industriale non comincia però nell’ottobre 2026: lo sviluppo di nuove funzioni per Arc era stato interrotto già nel maggio 2025, quando l’azienda aveva riconosciuto le difficoltà di diffusione di un prodotto considerato innovativo ma troppo distante dalle abitudini della maggioranza degli utenti. Il successivo accordo annunciato da Atlassian per acquisire The Browser Company, valutato circa 610 milioni di dollari, ha indicato una destinazione commerciale ancora più precisa: integrare nel browser i processi di lavoro aziendali, i servizi SaaS e l’intelligenza artificiale. Nel comunicato depositato presso la SEC, Atlassian ha descritto Dia come un ambiente capace di collegare applicazioni, schede e attività professionali. Questa impostazione distingue il nuovo prodotto da Arc, che aveva invece conquistato attenzione attraverso il design, la personalizzazione e la gestione delle finestre. Il cambio di strategia riflette la ricerca di un mercato professionale più definito, nel quale l’utilità del browser possa essere misurata anche attraverso produttività, automazione e integrazione con i sistemi aziendali.

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Dia sostituisce Arc, ma il problema diventa chi controlla i dati del browser

Dia non rappresenta soltanto un successore grafico di Arc. Il prodotto viene presentato come un browser capace di utilizzare il contesto delle schede e le informazioni provenienti da applicazioni esterne per assistere l’utente nelle attività quotidiane. Attraverso funzionalità di sintesi, ricerca contestuale e organizzazione del lavoro, il sistema punta a trasformare il browser in una piattaforma operativa per chi utilizza continuamente posta elettronica, documenti, repository e servizi collaborativi. Sul sito ufficiale di Dia, il produttore presenta controlli sulla memoria, sui collegamenti con gli strumenti esterni e sulla condivisione delle informazioni, oltre a funzionalità dedicate alle organizzazioni. La società assicura che le capacità AI siano opzionali e che le principali caratteristiche di navigazione ereditate da Arc rimangano gratuite, ma queste dichiarazioni non eliminano la necessità di verificare la compatibilità delle estensioni, le impostazioni sulla privacy e il trattamento dei dati prima di adottare il nuovo browser come strumento professionale. L’esperienza di Arc evidenzia inoltre un problema più generale: un browser strettamente dipendente da account e infrastrutture centralizzate può essere ritirato anche quando il software è ancora utilizzato e apprezzato. Per un utente che conserva soltanto collegamenti la migrazione può risultare relativamente semplice; per un professionista che ha costruito anni di lavoro su Spaces, schede, profili e sincronizzazione, la chiusura comporta invece la ricostruzione di un ambiente operativo. La decisione di The Browser Company dimostra così che la continuità del software non dipende esclusivamente dalla sua sicurezza tecnica, ma anche dalle scelte commerciali del produttore. Arc chiude perché l’azienda ha scelto di investire altrove, mentre agli utenti resta il compito di recuperare i propri dati prima che quella scelta diventi irreversibile.

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