📌 In Sintesi
- Stellar presenta Project Thruput, un motore sperimentale capace di elaborare 7,02 milioni di pagamenti al secondo nei benchmark interni a un validatore, senza commissioni per singola transazione.
- Securitize annuncia l’integrazione futura della rete Stellar per emissione e gestione di strumenti finanziari tokenizzati destinati agli investitori istituzionali.
- Itaú formalizza presso la banca centrale brasiliana le attività crypto già esistenti, mentre una sentenza della Corte Suprema thailandese riconosce il valore patrimoniale dei Bitcoin sottratti durante una rapina.
Stellar introduce un nuovo modello sperimentale di esecuzione blockchain e annuncia l’integrazione con Securitize, mentre il settore bancario e quello giudiziario continuano ad adattarsi agli asset digitali. La Stellar Development Foundation ha presentato Project Thruput, un’architettura capace di raggiungere 7,02 milioni di pagamenti al secondo in benchmark controllati, eliminando le commissioni sulle singole operazioni. Parallelamente, Securitize ha annunciato l’intenzione di utilizzare Stellar per nuovi prodotti finanziari tokenizzati, la banca brasiliana Itaú Unibanco ha formalizzato le proprie attività di custodia e intermediazione crypto e la Corte Suprema thailandese ha riconosciuto il valore patrimoniale di Bitcoin in un procedimento per rapina. Sono sviluppi differenti, accomunati dal tentativo di integrare le blockchain in infrastrutture finanziarie e giuridiche utilizzabili su larga scala.
Cosa leggere
Stellar Project Thruput raggiunge 7,02 milioni di pagamenti al secondo nei test
La Stellar Development Foundation ha presentato Project Thruput durante Meridian 2026, proponendo una nuova architettura di esecuzione che cerca di superare i limiti imposti dall’elaborazione sequenziale delle transazioni. Nei sistemi blockchain tradizionali, l’esistenza di operazioni che modificano gli stessi dati può imporre vincoli di ordinamento, rendendo difficile sfruttare completamente l’aumento delle risorse hardware. Thruput interviene sulla gestione delle operazioni concorrenti e punta a distribuire l’elaborazione tra più macchine, senza richiedere che tutte le transazioni siano eseguite in un unico ordine globale.

Nei primi benchmark, la capacità del motore è passata da 1,18 milioni di pagamenti al secondo su una macchina a 7,02 milioni su otto macchine, con una crescita vicina a sei volte. Il risultato è rilevante, ma non rappresenta il throughput effettivo della blockchain pubblica Stellar: la stessa fondazione precisa che i test misurano l’esecuzione all’interno di un singolo validatore e non includono tutte le fasi della comunicazione, del consenso e della finalizzazione delle operazioni attraverso la rete. I benchmark utilizzano trasferimenti di token compatibili con ERC-20 eseguiti attraverso RV32, comprese verifiche delle firme e attività interne al motore di elaborazione.

La piattaforma è disponibile su FutureNet, ambiente sperimentale che permette agli sviluppatori di verificare codice, risultati e possibili limiti. Il dato non consente quindi di affermare che Stellar abbia già raggiunto sette milioni di transazioni al secondo sulla mainnet, ma documenta un tentativo concreto di modificare il modello di esecuzione delle blockchain.
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L’assenza di commissioni non elimina i vincoli sulle risorse disponibili
Un’altra caratteristica di Project Thruput riguarda la possibilità di eseguire operazioni senza pagare una commissione per ogni transazione. Il modello non elimina però il problema dell’allocazione delle risorse: la fondazione distingue tra gas utilizzato per misurare e limitare il lavoro computazionale e commissioni effettivamente sottratte al saldo dell’utente. Quando la domanda supera la capacità disponibile, l’accesso alle risorse viene determinato attraverso la quantità di token nativi mantenuti in una condizione di disponibilità vincolata, utilizzata per stabilire le quote di programmazione. I token non vengono consumati come una normale commissione, ma la loro immobilizzazione introduce comunque un costo opportunità e un requisito economico per utilizzare il sistema. Una logica analoga viene proposta per la conservazione dei dati, con saldo vincolato e successivamente liberabile. Non si tratta quindi di capacità illimitata e gratuita in qualsiasi condizione, ma di un modello alternativo alle commissioni pagate per competere nell’inclusione delle transazioni. L’obiettivo è rendere sostenibili applicazioni che richiedono pagamenti molto frequenti, trasferimenti di importo ridotto e calcoli complessi, comprese future operazioni automatizzate tra agenti software. La distinzione è importante per valutare l’effettivo posizionamento tecnologico rispetto alle altre reti, già coinvolte nella trasformazione della finanza on-chain attraverso banche, depositi tokenizzati e strumenti regolamentati.
Securitize sceglie Stellar per ampliare l’infrastruttura degli asset tokenizzati
Alla presentazione tecnologica si affianca un annuncio commerciale: Securitize prevede di integrare Stellar nella propria infrastruttura per l’emissione e la gestione di attività finanziarie tokenizzate. Il comunicato ufficiale del 28 ottobre 2026 descrive un accordo destinato a offrire agli asset manager istituzionali una nuova opzione blockchain, mantenendo i controlli regolamentari e operativi richiesti dai prodotti finanziari tradizionali. Securitize collabora già con importanti gestori patrimoniali e dispone di infrastrutture dedicate all’emissione, all’amministrazione e alla distribuzione di strumenti tokenizzati. Stellar offre funzionalità configurabili per identificazione dei clienti, restrizioni sui trasferimenti e recupero degli asset, elementi particolarmente rilevanti quando i token rappresentano strumenti finanziari sottoposti a obblighi di conformità. La società indica Stellar come il quarto ecosistema per valore distribuito di real-world assets tokenizzati, secondo dati di mercato riferiti al 22 ottobre, e sottolinea la presenza di attività già operative da parte di Franklin Templeton e MoneyGram. L’integrazione annunciata è tuttavia un progetto futuro, non la conferma che tutti i fondi amministrati da Securitize siano stati trasferiti su Stellar o che BlackRock abbia deciso di spostare il proprio fondo BUIDL su questa blockchain. I prodotti effettivamente supportati e le relative date di disponibilità saranno comunicati successivamente. Il collegamento tra nuovi motori di esecuzione e strumenti finanziari regolamentati mostra comunque come il settore stia cercando di ridurre il divario tra capacità tecnica delle reti e requisiti delle istituzioni.
Itaú formalizza i servizi crypto presso la banca centrale brasiliana
In Brasile, Itaú Unibanco ha notificato il 27 ottobre alla banca centrale la propria attività di intermediazione e custodia di asset virtuali, adeguandosi alle nuove regole applicabili agli operatori finanziari. La novità non coincide con l’apertura del servizio: come ricostruisce CoinDesk, Itaú consente già la compravendita di criptovalute dal dicembre 2023 e offre attualmente circa 15 asset digitali, tra cui Bitcoin, Ether e USDC. L’adempimento riguarda la formalizzazione delle attività presso il regolatore, non l’ottenimento di una nuova licenza bancaria. Le istituzioni finanziarie già autorizzate seguono infatti una procedura differente da quella delle società specializzate che richiedono un’autorizzazione autonoma. Il quadro è stato aggiornato dalla risoluzione BCB 589 del 23 settembre 2026, che modifica le disposizioni sul funzionamento dei prestatori di servizi per asset virtuali e sui rapporti tra intermediari finanziari e operatori autorizzati. Per Itaú il passaggio permette di ricondurre un servizio commerciale già esistente all’interno del nuovo perimetro di vigilanza. Non risulta pubblicato il numero dei clienti crypto della banca né il volume complessivo delle transazioni, quindi non è possibile quantificare direttamente l’effetto dell’adempimento sul mercato brasiliano. Il caso conferma comunque un orientamento internazionale: la custodia e l’intermediazione di asset digitali stanno diventando attività integrate nei servizi delle banche tradizionali, anziché rimanere esclusivamente nelle piattaforme specializzate.
La Corte Suprema thailandese riconosce Bitcoin come bene patrimoniale in una rapina
Sul fronte giudiziario, una decisione della Corte Suprema thailandese chiarisce che Bitcoin può costituire l’oggetto di un reato contro il patrimonio. Il caso riguarda una rapina avvenuta sull’isola di Koh Samui, durante la quale un gruppo di aggressori costrinse la vittima a convertire denaro in 2,480801 BTC e trasferirli sotto minaccia. Secondo la ricostruzione della sentenza 4929/2569 pubblicata dalla stampa giuridica e finanziaria thailandese, il collegio ha respinto l’argomento difensivo secondo cui Bitcoin sarebbe privo di valore patrimoniale e quindi non potrebbe essere considerato un bene sottratto. I giudici hanno valorizzato la possibilità di detenere le criptovalute, scambiarle e convertirle in denaro, riconoscendo che la loro natura digitale non ne cancella il valore economico. La decisione conferma la condanna a dieci anni di carcere già pronunciata nei precedenti gradi di giudizio, con obbligo di restituzione o risarcimento. Il riconoscimento patrimoniale non trasforma Bitcoin in moneta a corso legale e non risolve automaticamente questioni differenti, come trattamento fiscale, recupero delle criptovalute trasferite a terzi o disciplina degli investimenti. Il riepilogo della sentenza è stato diffuso il 28 ottobre 2026, ma non indica con precisione la data della pronuncia originaria: attribuire a quel giorno anche la decisione giudiziaria sarebbe quindi improprio. La vicenda dimostra che gli ordinamenti possono riconoscere la tutela penale di un asset digitale senza equipararlo alla valuta nazionale.
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Le quattro notizie raccontano differenti aspetti dell’integrazione tra blockchain ed economia tradizionale. Stellar tenta di aumentare la capacità computazionale e ridurre i costi unitari delle operazioni, Securitize prepara una nuova infrastruttura per strumenti tokenizzati, Itaú adegua servizi bancari già esistenti e la giurisprudenza thailandese affronta il valore patrimoniale delle criptovalute in un procedimento penale. Nessuno di questi risultati dimostra, isolatamente, una trasformazione completa del sistema finanziario. Il benchmark Stellar deve essere verificato su reti distribuite reali; Securitize deve completare l’integrazione e identificare i prodotti; Itaú dovrà misurarsi con il nuovo regime regolamentare; la decisione thailandese dovrà essere interpretata nel proprio specifico contesto giuridico. Per l’Europa, e quindi anche per gli operatori italiani, il punto di interesse riguarda soprattutto la possibilità di combinare infrastrutture programmabili, controlli di conformità e responsabilità patrimoniali riconoscibili. La maturità della blockchain istituzionale dipenderà meno dai record annunciati e più dalla capacità di sostenere operazioni verificabili, continuative e giuridicamente tutelate.
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