🐧 Novità principali
- Supporto nativo Linux ARM64: Tor Browser 16.0 introduce le build stabili per processori AArch64, inclusi Raspberry Pi e computer Apple Silicon con Linux, abbandonando il supporto Linux x86 a 32 bit.
- Firefox ESR 153 e protezione della privacy: il progetto completa la revisione di oltre 270 problemi Bugzilla, rinnova le impostazioni e introduce titoli generici delle finestre per limitare la visibilità delle pagine visitate da altre applicazioni.
- Android e circuiti Tor: l’interfaccia mobile adotta Material Design 3 attraverso Jetpack Compose, mentre il progetto prepara una visualizzazione avanzata dei circuiti multipath.
Tor Browser 16.0 è disponibile per Windows, macOS, Linux e Android, introducendo il supporto nativo per i sistemi Linux ARM64 e una nuova base tecnologica costruita su Firefox ESR 153. Il rilascio del 29 ottobre 2026 rappresenta la prima versione stabile successiva alla transizione annuale del motore Mozilla, accompagnata dalla revisione di oltre 270 problemi Bugzilla potenzialmente rilevanti per la sicurezza e la riservatezza degli utenti. Il comunicato ufficiale del Tor Project descrive anche una completa riorganizzazione delle impostazioni desktop, nuove protezioni contro la lettura dei titoli delle finestre e un’interfaccia Android progressivamente convertita a Material Design 3. L’obiettivo è integrare le innovazioni di Firefox senza compromettere le difese contro il tracciamento e il riconoscimento degli utenti.
Cosa leggere
Tor Browser 16.0 porta il supporto nativo AArch64 sui sistemi Linux
La novità più significativa riguarda la disponibilità stabile di Tor Browser per Linux a 64 bit su architettura ARM, dopo circa un anno di sperimentazione nel canale Alpha. Il supporto comprende computer AArch64, come i Raspberry Pi e i Mac con processori Apple Silicon sui quali viene eseguito Linux, eliminando la necessità di ricorrere alle versioni sperimentali per utilizzare il browser su questi dispositivi. Il Tor Project consiglia agli utenti Alpha interessati esclusivamente alla compatibilità ARM64 di migrare al canale stabile, mantenendo quello sperimentale soltanto per contribuire ai test delle funzionalità future.

La novità segue l’espansione dell’ecosistema browser verso i processori ARM, già osservata con l’introduzione del supporto Chrome per Linux ARM64, ma assume un significato specifico per gli utenti che utilizzano hardware a basso consumo in ambienti dedicati alla privacy. Parallelamente, Tor Browser interrompe il supporto ai sistemi Linux x86 a 32 bit, seguendo la scelta di Mozilla. La piattaforma registrava ormai circa 200 controlli quotidiani degli aggiornamenti, contro un massimo di circa 4.000 nel 2019, rendendo marginale il numero di installazioni ancora attive. Gli utenti con hardware compatibile potranno passare alle build a 64 bit.
Leggi anche: Tor Browser 15.0, Firefox ESR 140 e le novità per privacy e sicurezza
Firefox ESR 153 e oltre 270 verifiche per proteggere l’anonimato
Tor Browser 16.0 incorpora Firefox 153.6.0esr su desktop e GeckoView 153.6.0esr su Android, completando la migrazione annuale verso una nuova versione Extended Support Release. Il passaggio richiede un lavoro ulteriore rispetto al semplice aggiornamento del browser Mozilla, perché ogni modifica upstream deve essere esaminata per individuare possibili conseguenze su fingerprinting, isolamento delle sessioni, instradamento del traffico e sicurezza dei contenuti. Il progetto dichiara di aver esaminato e affrontato oltre 270 segnalazioni Bugzilla nel corso dell’audit. Tra gli interventi tecnici figurano il mantenimento delle restrizioni sui suggerimenti di ricerca, la disattivazione delle funzionalità AI non necessarie, il blocco di WebGPU in attesa di una verifica specifica e ulteriori correzioni relative alla gestione dei proxy e ai livelli di sicurezza. Il rilascio aggiorna inoltre Tor alla versione 0.4.9.15 e NoScript alla 13.6.37.1984. L’attenzione al motore Firefox rimane essenziale perché le protezioni della rete Tor non impediscono automaticamente lo sfruttamento di vulnerabilità nel rendering delle pagine, un rischio emerso anche nell’analisi della vulnerabilità CVE-2026-10702 condivisa da Firefox e Tor Browser.
Impostazioni riprogettate e titoli generici contro il tracciamento locale
Il nuovo browser introduce una revisione completa delle impostazioni desktop, basata sull’interfaccia adottata da Firefox nei mesi precedenti. La precedente sezione General viene sostituita da aree dedicate ad aspetto, download, schede, accessibilità e lingue, mentre le configurazioni specifiche di Tor, come Connection e Security Level, vengono ricostruite utilizzando componenti coerenti con il nuovo design. Le impostazioni potenzialmente dannose per la riservatezza risultano nascoste oppure accompagnate da avvertimenti, senza cancellare le preferenze già configurate dall’utente. Una modifica particolarmente interessante è la possibilità di utilizzare titoli generici delle finestre: attivando l’opzione in Privacy e sicurezza, sotto le protezioni dalle applicazioni di terze parti, il titolo della pagina visitata viene sostituito dalla dicitura Tor Browser. La misura impedisce ad altre applicazioni di ricavare direttamente dal titolo della finestra informazioni sulle pagine aperte, ma non costituisce una protezione completa contro software ostile installato sul dispositivo. La funzione rimane disattivata per impostazione predefinita, perché il progetto deve ancora valutarne gli effetti su screen reader, strumenti di accessibilità e gestori delle finestre meno comuni. La modifica è stata trasferita anche a Firefox attraverso il Tor Uplift Project, dove può essere abilitata impostando su false le preferenze privacy.exposeContentTitleInWindow e privacy.exposeContentTitleInWindow.pbm.
Android adotta Material Design 3 e riduce le dimensioni dell’applicazione
Su Android, Tor Browser 16.0 prosegue la modernizzazione dell’interfaccia attraverso Jetpack Compose, il framework utilizzato da Mozilla per aggiornare progressivamente Firefox. Numerose schermate adottano ora Material Design 3, con modifiche all’organizzazione dei controlli e alla presentazione delle impostazioni, mentre ulteriori interventi sono previsti nelle release successive. Il progetto ha lavorato anche sulla dimensione dell’applicazione, perché la crescita del codice Firefox rende più difficile rispettare il limite di 100 MB previsto per gli APK distribuiti attraverso Google Play.

L’ottimizzazione comprende una compressione più efficiente delle risorse utilizzate dall’interfaccia. Sul desktop arriva inoltre un manuale completamente rinnovato, costruito utilizzando i contenuti del portale di supporto introdotto nel 2025 e consultabile attraverso about:manual anche senza connessione Internet. Questa documentazione offline non è ancora inclusa nella versione Android proprio a causa dei vincoli sulle dimensioni del pacchetto. La decisione riduce la duplicazione dei contenuti che il progetto doveva mantenere separatamente tra browser e sito di assistenza.
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Circuiti multipath e privacy: cosa prepara il Tor Project
Tra gli sviluppi annunciati figura una nuova visualizzazione dei circuiti Tor, destinata inizialmente al canale Alpha. L’interfaccia integrerà le informazioni relative al sito visitato e permetterà di rappresentare i circuiti multipath, che suddividono il traffico lungo due percorsi destinati a convergere su un medesimo nodo di uscita, con l’obiettivo di migliorare velocità e affidabilità delle connessioni. Questa modalità è già utilizzata in determinate condizioni per i siti web ordinari, ma non per i servizi onion, e viene assegnata in funzione della disponibilità della rete. L’attuale interfaccia desktop può mostrare soltanto un percorso alla volta, mentre il nuovo pannello consentirà di visualizzare topologie più articolate e debutterà anche su Android, dove finora mancava una rappresentazione equivalente. La pubblicazione di Tor Browser 16.0 consolida quindi due direzioni complementari: estendere la disponibilità dell’anonimato alle piattaforme Linux ARM64 e mantenere il controllo sulle funzionalità ereditate da Firefox affinché miglioramenti di usabilità e prestazioni non introducano nuove possibilità di identificazione degli utenti. Il passaggio alla release stabile è particolarmente importante per chi utilizza già Tor Browser su architetture ARM, mentre le nuove impostazioni richiedono configurazioni consapevoli per preservare le garanzie di privacy.
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