Samsung e STMicroelectronics tra crescita e calo smartphone

Samsung e STMicroelectronics: l’AI spinge i chip e divide i bilanci

📌 In Sintesi

  • Samsung chiude il terzo trimestre con 195.300 miliardi di won di ricavi e 107.400 miliardi di utile operativo, concentrato nella divisione semiconduttori.
  • STMicroelectronics fattura 3,76 miliardi di dollari, il 17,9% in più su base annua, sostenuta anche dalle applicazioni per data center AI e satelliti.
  • La divisione smartphone e reti di Samsung registra una perdita operativa di 600 miliardi di won: l’espansione dei chip non migliora automaticamente i margini del mobile.

I risultati trimestrali di Samsung Electronics e STMicroelectronics, diffusi il 29 ottobre 2026, mostrano quanto la domanda di infrastrutture per l’intelligenza artificiale stia ridistribuendo ricavi e profitti nell’industria dei semiconduttori. Samsung comunica 107.400 miliardi di won di utile operativo, un record trainato soprattutto dalle memorie per server, mentre STMicroelectronics sale a 3,76 miliardi di dollari di fatturato, con una crescita annua del 17,9%. I due gruppi operano però in segmenti differenti: la società sudcoreana beneficia direttamente delle memorie ad alta larghezza di banda e della capacità produttiva avanzata, mentre ST valorizza una gamma più ampia di componenti e tecnologie. Il dato più indicativo è che, dentro Samsung, il successo dei chip convive con una perdita nella telefonia mobile.

Samsung conferma il record: i semiconduttori concentrano quasi tutti gli utili

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Il bilancio ufficiale del terzo trimestre di Samsung certifica 195.300 miliardi di won di ricavi consolidati, in aumento del 14% rispetto al trimestre precedente, e 107.400 miliardi di won di risultato operativo. La divisione Device Solutions, che comprende memorie, System LSI e attività foundry, genera da sola 147.100 miliardi di won di fatturato e 106.500 miliardi di utile operativo: in termini aritmetici, quasi tutto il profitto consolidato proviene quindi dal segmento dei semiconduttori, mentre altri comparti presentano risultati decisamente più deboli. Il passaggio dalle previsioni preliminari pubblicate a inizio ottobre al rendiconto definitivo non modifica sostanzialmente l’ordine di grandezza degli utili, ma rende possibile leggere la ripartizione industriale del risultato e soprattutto la perdita delle attività consumer. Samsung attribuisce la crescita del settore memoria alla domanda per server e applicazioni AI, all’aumento dei prezzi in differenti categorie e alla scelta di privilegiare prodotti con maggiore valore aggiunto. È importante distinguere fra il record dell’intero gruppo e quello della memoria: non tutte le attività aziendali stanno attraversando la stessa fase espansiva. Il bilancio fornisce dunque una conferma delle aspettative finanziarie già emerse sul mercato, ma soprattutto documenta come il profitto si stia concentrando in un numero ristretto di attività produttive.

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STMicroelectronics cresce del 17,9% con data center AI e satelliti

La comunicazione finanziaria di STMicroelectronics per il terzo trimestre 2026 presenta una crescita meno spettacolare nei valori assoluti, ma significativa per un’impresa con un portafoglio industriale diverso. I 3,757 miliardi di dollari di ricavi rappresentano un incremento del 17,9% sull’anno precedente e del 7,7% sul secondo trimestre. Il margine lordo raggiunge il 37,3%, contro il 33,2% di un anno prima; l’utile operativo sale a 367 milioni di dollari, rispetto ai 180 milioni del terzo trimestre 2025, mentre l’utile netto si attesta a 291 milioni. Non sono i numeri di un produttore concentrato sulle HBM: ST vende semiconduttori analogici, sensori, microcontrollori, componenti di potenza e dispositivi per comunicazioni ottiche e radiofrequenza. Due segmenti chiariscono la direzione della crescita: Embedded Processing registra ricavi per 1,212 miliardi di dollari, con un incremento annuo del 24,1%, e RF Optical Communications arriva a 504 milioni, salendo del 46,2%. Il management collega parte della ripresa alle infrastrutture dei data center AI e alle comunicazioni satellitari in orbita terrestre bassa, oltre al recupero ciclico della domanda. Quest’ultima distinzione impedisce di attribuire tutta la crescita all’AI: il gruppo individua più fattori e non pubblica, in questi risultati, una quota unica di fatturato che possa essere definita interamente riconducibile all’intelligenza artificiale. Per il quarto trimestre ST indica un obiettivo centrale di 4,15 miliardi di dollari di ricavi, che rimane una previsione e non un risultato già acquisito.

Memorie HBM4 e chip di supporto: due mercati diversi alimentano la stessa corsa

La convergenza dei due bilanci non significa che Samsung e STMicroelectronics vendano gli stessi componenti o concorrano direttamente su tutte le commesse. Samsung è esposta al mercato delle HBM4, delle DRAM per server e degli SSD destinati ai grandi sistemi di calcolo, con benefici anche sulle attività foundry che producono la logica necessaria alle memorie avanzate. L’aumento delle consegne HBM4 e la domanda di server SSD sono dichiarati nel bilancio tra i fattori del record, mentre i clienti hyperscaler continuano a richiedere capacità sui processi a 2 nanometri e soluzioni specializzate per l’elaborazione ad alte prestazioni. La dinamica era già riconoscibile nel passaggio delle HBM4 verso le linee foundry a 4 nanometri, perché la memoria di nuova generazione include componenti logici e processi di packaging che impegnano risorse normalmente associate ai chip di calcolo. STMicroelectronics beneficia invece dell’espansione delle infrastrutture attraverso altre funzioni: gestione e distribuzione della potenza, controllo, sensori e collegamenti necessari a rendere operativi apparati sempre più complessi. Il rapporto tra le due imprese è quindi industriale, non una semplice gara fra fatturati: l’AI richiede tanto capacità di calcolo e memoria quanto componenti complementari per l’alimentazione e la trasmissione dei dati. La crescita contemporanea non dimostra che i due mercati abbiano gli stessi margini o la stessa durata, ma conferma che la spesa infrastrutturale sta raggiungendo differenti livelli della filiera.

Il paradosso degli smartphone Samsung: vendite in crescita e divisione in perdita

La fotografia cambia quando si esce dai semiconduttori. La divisione Device eXperience chiude il trimestre con una perdita operativa di 800 miliardi di won, nonostante ricavi in aumento dell’8% su base trimestrale. All’interno di quel perimetro, le attività Mobile eXperience e Networks registrano 37.700 miliardi di won di ricavi e una perdita operativa di 600 miliardi, sebbene il lancio dei nuovi flagship e dei pieghevoli abbia sostenuto le vendite. Samsung segnala pressioni sui costi e una redditività peggiorata rispetto all’anno precedente: il mix di modelli premium migliora, ma non basta ad annullare gli oneri sostenuti dalla divisione. I dati contabili danno consistenza a un problema già emerso nelle indiscrezioni sulla riduzione della produzione dei Galaxy A per il rincaro delle memorie. Occorre però non confondere i due livelli: le riduzioni produttive riportate dalla filiera restano informazioni giornalistiche da attribuire alle rispettive fonti, mentre la perdita trimestrale è un risultato dichiarato nel rendiconto ufficiale. La spiegazione economica è che il gruppo può guadagnare sulla vendita di memorie e componenti ai grandi clienti enterprise e, contemporaneamente, sostenere costi elevati per equipaggiare i propri smartphone. Non significa che ogni aumento dei prezzi delle HBM si trasferisca meccanicamente alla memoria dei telefoni, ma mostra quanto un conglomerato verticalmente integrato possa presentare interessi e margini divergenti al proprio interno.

L’Italia nella filiera: ST ha una posta industriale diversa dal mercato Galaxy

Per il mercato italiano i due bilanci hanno implicazioni differenti. STMicroelectronics, gruppo europeo con una presenza manifatturiera e tecnologica radicata in Italia, collega la ripresa dei ricavi a una strategia che comprende sviluppo della capacità produttiva, riorganizzazione industriale e riduzione dei costi. Il rendiconto evidenzia anche 55 milioni di dollari di svalutazioni e oneri di ristrutturazione nel trimestre, elemento che impedisce di presentare la crescita come un’espansione priva di costi. Per l’industria nazionale il punto non è soltanto quanto fattura ST a livello globale, ma se la maggiore domanda si tradurrà in investimenti produttivi, occupazione qualificata e capacità tecnologiche nei siti italiani: questi effetti non possono essere quantificati dal solo bilancio trimestrale. Samsung pone invece un problema più immediato per il mercato consumer: se i prezzi delle memorie e dei componenti rimangono elevati, i produttori possono trasferire almeno una parte della pressione ai listini, alle configurazioni o ai volumi disponibili. Le precedenti indicazioni sui rincari delle memorie nei contratti di fornitura per il 2027 aiutano a comprendere il contesto, ma non costituiscono un annuncio ufficiale di prezzi maggiorati per i Galaxy venduti in Italia. È dunque più corretto distinguere il beneficio industriale europeo della domanda di chip dall’eventuale costo commerciale sostenuto da utenti e imprese, senza trattare entrambi come conseguenze già misurate.

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I due produttori guardano al 2027 con una domanda che, nelle loro valutazioni, dovrebbe continuare a sostenere gli investimenti infrastrutturali, ma con rischi diversi. Samsung prevede che l’espansione dell’AI manterrà la domanda di memorie superiore all’offerta e programma investimenti di capitale per circa 84.400 miliardi di won nell’intero 2026, dei quali 76.800 miliardi destinati alla divisione Device Solutions. Sono intenzioni e stime aziendali che dipendono dalla realizzazione degli impianti, dalla tenuta degli ordini e dai prezzi di mercato, non una prova di profitti futuri garantiti. ST prevede ricavi annuali 2026 attorno a 14,5 miliardi di dollari e un margine lordo di circa 36,4%, combinando ripresa ciclica e crescita legata a data center e satelliti, mentre continua la trasformazione della propria struttura produttiva. Per entrambi la domanda decisiva è come difendere margini e capacità di consegna quando gli investimenti nell’AI aumentano contemporaneamente il fabbisogno di impianti, energia, componenti e capitale. Il caso Samsung aggiunge una contraddizione particolare: un gruppo può registrare utili straordinari sui chip e perdere denaro nel mercato che lo rende maggiormente riconoscibile ai consumatori. Il caso ST dimostra invece che la domanda AI può rafforzare segmenti meno visibili della filiera, senza cancellare i costi della riconversione. La crescita dei semiconduttori è dunque reale nei risultati dichiarati, ma la sua distribuzione industriale ed economica è molto meno uniforme di quanto suggerisca il record di un singolo bilancio.

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