📌 In Sintesi
- Binance registra 4,72 miliardi di dollari di deflussi netti dopo la riapertura dei prelievi, mentre le rilevazioni on-chain mostrano movimenti più ampi che non coincidono necessariamente con le uscite dei clienti.
- Bitcoin scende fino a circa 76.400 dollari, gli ETF statunitensi perdono 643,3 milioni in una seduta e le liquidazioni delle posizioni con leva raggiungono 1,53 miliardi.
- Il mercato mostra segnali di stabilizzazione, ma restano sotto osservazione le riserve degli exchange, i trasferimenti verso i concorrenti e le scadenze macroeconomiche statunitensi.
Il furto da oltre 6,3 miliardi di dollari attribuito dall’FBI alla Corea del Nord ha provocato una delle più importanti prove di tenuta del mercato delle criptovalute nel 2026, coinvolgendo contemporaneamente exchange, fondi istituzionali, mercati derivati e investitori privati. Dopo la sospensione dei prelievi, Binance ha registrato deflussi netti per 4,72 miliardi di dollari, mentre Bitcoin è sceso verso i 76.400 dollari prima di recuperare quota 78.000. Il movimento ha interessato anche Wall Street: venerdì 30 ottobre gli ETF spot statunitensi su Bitcoin hanno perso 643,3 milioni di dollari, cancellando gran parte della raccolta netta accumulata dall’inizio dell’anno. Eppure, nonostante il valore eccezionale del furto, il mercato non è collassato. È questa la contraddizione che emerge dai dati finanziari: gli investitori stanno riducendo il rischio e spostando capitali, ma continuano a distinguere la compromissione di un intermediario dalla tenuta delle principali criptovalute.
Cosa leggere
Binance perde 4,72 miliardi dopo la riapertura dei prelievi: il mercato misura la fiducia
L’attacco del 29 ottobre 2026, attribuito ufficialmente dall’FBI al gruppo nordcoreano TraderTraitor, ha sottratto criptovalute per un valore stimato superiore a 6 miliardi di dollari, costringendo Binance a sospendere temporaneamente le operazioni di prelievo. La riapertura è iniziata il 1° novembre, dopo circa 45 ore di interruzione, inizialmente su quindici reti e asset digitali. Nelle prime nove ore e mezza l’exchange ha dichiarato 4,649 miliardi di dollari di prelievi e 1,01 miliardi di depositi, equivalenti a un saldo negativo di circa 3,64 miliardi. La successiva ricostruzione di Reuters ha portato il dato dei deflussi netti dichiarati a 4,72 miliardi, pari a circa il 2,8% degli asset precedentemente comunicati dalla piattaforma. Il comportamento degli utenti dimostra una significativa domanda di liquidità , ma non equivale automaticamente a una crisi d’insolvenza.
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Le rilevazioni esterne restituiscono numeri differenti. CoinDesk ha documentato movimenti superiori a 6 miliardi di dollari dai wallet associati all’exchange, mentre altre elaborazioni hanno indicato circa 7 miliardi di deflussi nell’arco di ventiquattro ore. Questi valori dipendono dalle metodologie utilizzate dai servizi di analisi blockchain e possono includere trasferimenti tra portafogli controllati dallo stesso intermediario. Anche la riduzione da circa 144,9 a 128,3 miliardi di dollari degli asset tracciati da DefiLlama non rappresenta integralmente denaro ritirato dai clienti, perché comprende variazioni di prezzo, asset sottratti e trasferimenti. Confondere questi indicatori significherebbe trasformare una situazione di stress finanziario documentata in una rappresentazione inesatta della liquidità disponibile.
Bitcoin scende a 76.400 dollari, mentre gli ETF perdono 643 milioni in una sola seduta
La prima reazione dei mercati è stata una vendita generalizzata. Bitcoin è sceso verso 76.400 dollari, raggiungendo i minimi delle ultime sei settimane, mentre Ethereum ha temporaneamente perso quota 2.200 dollari. Anche Solana, XRP e altre criptovalute hanno risentito dell’aumento dell’avversione al rischio. La correzione è stata però seguita da un recupero: nella mattinata del 2 novembre Bitcoin è tornato sopra i 78.000 dollari, mentre Ether ha recuperato verso 2.287 dollari. Questo andamento mostra una pressione iniziale significativa, ma non una liquidazione indiscriminata e persistente dell’intero settore. Il segnale più rilevante arriva dagli investitori istituzionali. Secondo i dati SoSoValue, ripresi da CoinDesk nell’analisi sui flussi degli ETF, venerdì 30 ottobre i fondi spot statunitensi su Bitcoin hanno registrato riscatti netti per 643,3 milioni di dollari, la maggiore uscita giornaliera dal 25 giugno. Il fondo IBIT di BlackRock ha perso 233,7 milioni, seguito da FBTC di Fidelity con 201,4 milioni. L’uscita complessiva ha cancellato il 63,6% della raccolta netta accumulata nel 2026 prima di quella seduta, mentre gli asset gestiti dagli ETF Bitcoin sono scesi a circa 98,14 miliardi di dollari. Anche gli ETF spot su Ethereum hanno registrato deflussi per circa 155,9 milioni. L’attacco a Binance ha aggravato un clima già fragile, caratterizzato da domanda istituzionale in rallentamento e da un premio Coinbase negativo, indicatore di minore pressione d’acquisto negli Stati Uniti. Non sarebbe corretto attribuire ogni vendita esclusivamente al furto nordcoreano, ma la coincidenza temporale e la dimensione dei riscatti mostrano quanto rapidamente un incidente di sicurezza possa trasformarsi in rischio finanziario percepito.
Liquidazioni per 1,53 miliardi, paura a quota 30 e grandi scommesse ribassiste
La correzione dei prezzi ha colpito soprattutto i mercati dei derivati, dove l’utilizzo della leva finanziaria amplifica i movimenti. Secondo i dati CoinGlass, riportati da CoinDesk, nelle ore successive all’attacco sono state liquidate posizioni per circa 1,53 miliardi di dollari, con le operazioni long pari all’83,8% del totale. Bitcoin ha rappresentato circa 499 milioni di liquidazioni, Ethereum altri 358 milioni, mentre Binance ha concentrato oltre 754 milioni delle chiusure forzate registrate sulle piattaforme monitorate. Quando una posizione con leva non dispone più delle garanzie richieste, la sua chiusura automatica può generare ulteriori vendite, accelerando un ribasso già in corso. Il peggioramento della fiducia emerge anche dal Crypto Fear & Greed Index, sceso da 51 a 30 punti il 30 ottobre, entrando nella fascia della paura, prima di risalire a 34 il 1° novembre. Parallelamente, la piattaforma Hyperliquid ha registrato due grandi operatori con posizioni ribassiste complessive superiori a 1 miliardo di dollari su criptovalute e altri asset. Le esposizioni documentate comprendono scommesse contro Bitcoin, Ethereum, Solana e altri token, ma non dimostrano che gli operatori stiano reagendo esclusivamente all’attacco Binance. Il quadro descrive comunque un mercato attraversato da due forze opposte: da una parte investitori che proteggono il capitale o scommettono su ulteriori ribassi, dall’altra acquisti che hanno permesso a Bitcoin di recuperare rapidamente parte delle perdite. Il risultato è una volatilità elevata, non ancora una direzione consolidata.
OKX e Bybit intercettano nuovi capitali, mentre Binance prepara la prova delle riserve
La crisi di fiducia ha prodotto anche un riassetto temporaneo dei flussi tra exchange. Nelle rilevazioni di ventiquattro ore pubblicate da Crypto Briefing, OKX ha registrato circa 445 milioni di dollari di afflussi netti, seguita da Bybit con 112 milioni, Gate con 91 milioni e Bitget con 54 milioni. Questi importi non dimostrano che il denaro provenga interamente dai clienti Binance, né spiegano tutte le destinazioni dei prelievi, che possono raggiungere portafogli privati, custodi e altre infrastrutture. Il dato resta significativo perché mostra come un incidente di sicurezza possa modificare rapidamente la distribuzione della liquidità tra intermediari. Binance ha comunicato di avere ricostituito circa il 95% degli asset compromessi attraverso risorse aziendali e strumenti di protezione, precisando che i principali token interessati risultano nuovamente coperti da riserve complete. Ricostituire gli asset non significa recuperare il denaro rubato agli aggressori: la prima operazione utilizza nuove risorse dell’exchange, mentre la seconda dipende dalle attività investigative e dal blocco delle transazioni illecite. La società ha inoltre annunciato una nuova Proof of Reserves, con pubblicazione prevista il 3 novembre, dopo uno slittamento attribuito ai tempi necessari per generare la prova crittografica. La verifica sarà particolarmente importante perché permetterà di valutare la copertura delle passività verso gli utenti dopo la riapertura dei prelievi, pur senza sostituire un controllo completo su tutte le condizioni patrimoniali e operative dell’intermediario.
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Investitori italiani tra MiCA, nuovi obblighi fiscali e una settimana decisiva per Bitcoin
Per gli utenti italiani la vicenda assume un significato ulteriore, perché si inserisce nella riorganizzazione europea dei servizi Binance. Nelle comunicazioni ufficiali dedicate alla fiscalità italiana del 2026, l’azienda precisa che Binance Italy ha cessato la propria attività dal 1° luglio 2026 nell’ambito della transizione al regolamento MiCA. La modifica ha comportato anche la fine del precedente meccanismo di trattenuta automatica dell’imposta sul valore delle criptoattività per la seconda metà dell’anno, trasferendo agli utenti interessati la responsabilità degli adempimenti dichiarativi previsti dalla normativa italiana. Non significa automaticamente che tutti i clienti residenti in Italia abbiano perso accesso ai propri fondi, ma rende necessario verificare l’entità contrattuale che gestisce il rapporto, i servizi effettivamente disponibili e le comunicazioni ricevute durante la migrazione. Il mercato deve inoltre affrontare una settimana ricca di appuntamenti macroeconomici. Le elezioni statunitensi di medio termine del 3 novembre, il rapporto sull’occupazione previsto per il 6 novembre e le valutazioni di MSCI sulle società che detengono grandi quantità di Bitcoin potrebbero influenzare la propensione al rischio degli investitori. La possibile revisione dell’inclusione negli indici di aziende come Strategy e Metaplanet aggiunge una variabile finanziaria distinta dal cyberattacco, perché eventuali cambiamenti nelle classificazioni potrebbero incidere sui flussi dei fondi passivi. La lezione del furto nordcoreano non è che Bitcoin abbia perso definitivamente la fiducia degli investitori, ma che la solidità di un mercato dipende anche dagli intermediari, dalla leva finanziaria, dalla trasparenza delle riserve e dalla capacità di contenere il rischio sistemico. Il recupero dei prezzi segnala una prima tenuta, mentre i miliardi ritirati dagli exchange e dagli ETF mostrano che la fiducia, almeno per ora, resta sotto pressione.
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