Google Enel e multa rinviata

Google ed Enel X, l’Antitrust rinvia al 2027 il ricalcolo della multa da 102 milioni per Android Auto

📌 In Sintesi

  • L’AGCM proroga al 1° febbraio 2027 il termine del procedimento per rideterminare la sanzione a Google nel caso Android Auto–Enel X.
  • La multa originaria del 2021 era pari a 102.084.433,91 euro per abuso di posizione dominante legato all’esclusione dell’app JuicePass.
  • Il Consiglio di Stato ha richiesto di rivedere durata dell’infrazione e valore delle vendite rilevanti, senza cancellare l’accertamento dell’abuso.

Google avrà ancora tempo prima di conoscere l’importo definitivo della sanzione antitrust relativa al caso Enel X e Android Auto. L’Autorità garante della concorrenza e del mercato ha deciso di prorogare al 1° febbraio 2027 la conclusione del procedimento destinato a rideterminare la multa originaria da 102,08 milioni di euro, irrogata nel 2021 per abuso di posizione dominante. La decisione, adottata il 6 ottobre 2026 e pubblicata nel bollettino del 26 ottobre, non stabilisce una nuova cifra e non annulla il precedente accertamento dell’illecito. L’Autorità ha motivato l’ulteriore rinvio con la necessità di garantire pienamente il contraddittorio e il diritto di difesa delle società coinvolte. Il caso continua così a rappresentare uno dei precedenti italiani più importanti sull’accesso delle applicazioni concorrenti agli ecosistemi digitali controllati dalle Big Tech.

L’AGCM proroga il procedimento Google al 1° febbraio 2027

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Il provvedimento 32068, contenuto nel bollettino AGCM 41/2026, riguarda il procedimento A529B, avviato per ricalcolare la sanzione nei confronti di Alphabet Inc., Google LLC e Google Italy S.r.l.. L’Autorità aveva già prorogato nell’estate 2026 il termine di conclusione al 31 ottobre, ma nella riunione del 6 ottobre ha ritenuto necessario concedere altro tempo alle parti per l’esercizio delle garanzie procedimentali. La nuova scadenza è quindi fissata al 1° febbraio 2027. Questo significa che non è ancora possibile indicare quale sarà l’importo finale della multa, se diminuirà in misura significativa o quali criteri di calcolo verranno adottati nella decisione conclusiva. Il nuovo provvedimento ha un contenuto esclusivamente procedurale: proroga l’istruttoria sulla quantificazione economica, senza entrare nuovamente nel merito della condotta originariamente contestata.

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JuicePass esclusa da Android Auto: perché Google fu multata nel 2021

La controversia risale alla richiesta di Enel X Italia di rendere compatibile la propria applicazione JuicePass con Android Auto, il sistema attraverso cui le applicazioni Android possono essere utilizzate sul display dell’automobile. JuicePass consentiva agli automobilisti elettrici di individuare infrastrutture di ricarica e accedere a servizi collegati, comprese alcune funzioni di prenotazione e gestione della sessione. Nel 2021 l’AGCM aveva accertato che Google aveva ostacolato e ritardato l’interoperabilità dell’applicazione, limitando la capacità di Enel X di raggiungere gli utenti attraverso la piattaforma automobilistica. Il comunicato ufficiale dell’Antitrust del 13 maggio 2021 spiegava che la condotta aveva favorito l’ecosistema controllato da Google e in particolare l’accesso alle funzionalità già offerte da Google Maps. L’Autorità aveva applicato l’articolo 102 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea, irrogando una sanzione complessiva di 102.084.433,91 euro e imponendo a Google obblighi destinati a rendere disponibili gli strumenti necessari allo sviluppo delle applicazioni di ricarica compatibili.

Il Consiglio di Stato conferma l’abuso ma chiede un calcolo diverso

Il contenzioso è proseguito davanti alla giustizia amministrativa e alla Corte di giustizia dell’Unione europea, che nel febbraio 2025 ha chiarito le condizioni nelle quali il rifiuto di interoperabilità da parte di una piattaforma dominante può costituire un abuso anticoncorrenziale. Successivamente, con la sentenza 8398 del 29 ottobre 2025, il Consiglio di Stato ha accolto parzialmente il ricorso di Google, limitatamente alla determinazione della durata dell’infrazione e alla quantificazione delle vendite rilevanti ai fini della sanzione. In particolare, i giudici hanno individuato nel 5 aprile 2021, data del rilascio definitivo del modello di sviluppo necessario alle app di ricarica, il termine della condotta rilevante, anziché la data del provvedimento AGCM del 27 aprile. Hanno inoltre richiesto una motivazione più approfondita sulla base economica utilizzata per calcolare la multa. Non è quindi intervenuta una cancellazione dell’accertamento dell’abuso: il giudizio ha imposto di rivedere i parametri del calcolo sanzionatorio. La procedura tuttora aperta serve proprio a dare esecuzione a questa indicazione.

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La controversia tra Google ed Enel X ha conseguenze che superano il valore della sanzione. Android Auto è un ambiente controllato dal fornitore della piattaforma, ma viene utilizzato anche da sviluppatori indipendenti per offrire servizi agli automobilisti. Il caso dimostra come le regole tecniche di accesso a un ecosistema possano incidere sulla concorrenza, soprattutto quando il proprietario della piattaforma offre applicazioni proprie in settori collegati. La sicurezza alla guida e la qualità del software restano esigenze legittime, ma devono essere valutate rispetto agli obblighi concorrenziali dell’operatore dominante. La decisione finale dell’AGCM chiarirà quanto Google dovrà effettivamente pagare dopo la revisione ordinata dai giudici; fino ad allora, la cifra di 102 milioni rappresenta la sanzione originaria, non l’importo definitivo rideterminato. Per il mercato italiano il precedente resta rilevante perché collega l’interoperabilità dei servizi digitali alla possibilità concreta per imprese e consumatori di scegliere soluzioni alternative all’interno delle piattaforme automobilistiche.

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