📌 In Sintesi
- Copyright e chatbot: l’avvocato generale Maciej Szpunar ritiene che Gemini possa violare i diritti degli editori quando recupera e riutilizza contenuti giornalistici nelle risposte.
- Training e risposte sono distinti: l’addestramento può rientrare nell’eccezione europea sul text and data mining, mentre la riproduzione di contenuti protetti durante l’inferenza richiede una valutazione autonoma.
- Nessuna condanna definitiva: il parere del 3 novembre 2026 riguarda la causa C-250/25, Like Company contro Google Ireland, ed è non vincolante. La Corte di giustizia deve ancora pronunciarsi.
Google Gemini può violare i diritti degli editori quando recupera e riutilizza contenuti giornalistici per rispondere agli utenti. È la posizione espressa il 3 novembre 2026 dall’avvocato generale Maciej Szpunar nella causa C-250/25, Like Company contro Google Ireland, davanti alla Corte di giustizia dell’Unione europea. Il parere, non vincolante, distingue l’addestramento dei modelli linguistici dalla successiva generazione delle risposte e riporta al centro il diritto degli editori a controllare determinati utilizzi delle proprie pubblicazioni. Non esiste ancora una sentenza contro Google: i giudici dovranno stabilire se e in quali condizioni la riproduzione di un articolo attraverso Gemini costituisca una violazione. Per il giornalismo digitale, la questione è decisiva perché riguarda il valore economico del lavoro editoriale anche quando il lettore non visita il sito che ha prodotto la notizia.
Cosa leggere
La causa Like Company nasce da un articolo sul lago Balaton
La controversia parte dall’Ungheria e coinvolge Like Company, editore di alcuni portali giornalistici, e Google Ireland Limited, che fornisce il servizio Gemini, precedentemente Bard. Il giudizio riguarda risposte prodotte dal chatbot tra il 13 giugno 2023 e il 7 febbraio 2024. Secondo il riepilogo della domanda pregiudiziale pubblicato dalla Corte UE, un utente aveva chiesto al sistema di riassumere un articolo pubblicato su balatonkornyeke.hu relativo al progetto del cantante ungherese Kozsó di collocare delfini presso il lago Balaton. Gemini aveva generato una risposta dettagliata, riprendendo informazioni provenienti dalle pubblicazioni dell’editore. Like Company sostiene che il servizio abbia riprodotto e comunicato al pubblico contenuti protetti senza autorizzazione, mentre Google contesta l’esistenza di una riproduzione illecita e richiama le eccezioni previste dal diritto europeo. Il giudice ungherese ha rimesso quattro questioni alla Corte di giustizia, chiedendo di chiarire il trattamento giuridico delle risposte e dell’addestramento dei modelli.
L’articolo 15 protegge il testo giornalistico, non i fatti
La posizione di Szpunar si concentra soprattutto sulla fase in cui un chatbot recupera una pubblicazione e ne riutilizza parti per formulare una risposta. In queste circostanze, spiega il parere annunciato dalla Corte di giustizia con il comunicato 155/2026, può configurarsi una violazione dei diritti degli editori. Il riferimento è l’articolo 15 della direttiva UE 2019/790, che tutela le pubblicazioni giornalistiche rispetto a determinati utilizzi online da parte dei prestatori di servizi della società dell’informazione. La protezione non riguarda i fatti in sé, che rimangono liberamente raccontabili, ma la particolare espressione editoriale attraverso cui vengono presentati. Non equivale neppure a un divieto generale di collegare una notizia: la direttiva esclude gli hyperlink e l’uso di singole parole o estratti molto brevi. Il problema nasce quando una risposta sostituisce, di fatto, porzioni sostanziali del contenuto protetto, senza che l’editore abbia autorizzato quell’utilizzo.
Addestrare Gemini non è come ripubblicare un articolo in una risposta
Addestramento e inferenza sono due operazioni giuridicamente distinte, ed è questa la separazione più significativa del parere. Durante il training, un modello analizza grandi quantità di dati per apprendere regolarità statistiche e linguistiche; durante l’inferenza produce risposte agli input degli utenti. Szpunar riconduce la prima fase alla disciplina del text and data mining, che può beneficiare dell’eccezione prevista dall’articolo 4 della direttiva copyright. L’eccezione, tuttavia, non è una licenza indiscriminata: presuppone l’accesso legittimo al materiale e deve tenere conto dell’eventuale riserva dei diritti espressa in modo appropriato dai titolari. Una risposta che recuperi e riproduca espressioni giornalistiche protette solleva invece una questione diversa. La distinzione aiuta a comprendere perché Microsoft abbia recentemente separato i controlli Bing per AI Training e AI Grounding: vietare l’addestramento non coincide automaticamente con il controllo dell’uso degli articoli nelle risposte AI. Ed è proprio questa seconda attività che il procedimento ungherese porta davanti ai giudici europei.
Per gli editori italiani cambia il terreno della trattativa con le piattaforme
Il parere non introduce compensi automatici e non stabilisce che ogni riassunto generato da Gemini sia illecito. Potrebbe però rafforzare la posizione contrattuale degli editori qualora la Corte confermasse che alcuni output costituiscono riutilizzi protetti dall’articolo 15. Il tema arriva mentre Google sperimenta accordi economici con editori selezionati per i propri servizi AI, senza riconoscere un corrispettivo generalizzato per ogni risposta o citazione. In parallelo, la coalizione SPUR propone strumenti per misurare il recupero e la presentazione dei contenuti editoriali nei sistemi AI. Per le testate indipendenti il nodo rimane l’asimmetria negoziale: dimostrare come un contenuto venga sfruttato richiede risorse tecniche e legali che non tutti possiedono. La recente discussione sull’equo compenso e su chi beneficia realmente degli accordi con Google e Meta mostra quanto la tutela formale dei diritti possa divergere dalla remunerazione effettiva. La causa Like Company non chiude il conflitto, ma impone una domanda fondamentale: se l’AI usa il giornalismo per soddisfare il lettore, quali limiti deve rispettare quando ne riproduce il lavoro?
Iscriviti alla Newsletter
Non perdere le analisi settimanali: Entra nella Matrice Digitale.
Matrice Digitale partecipa al Programma Affiliazione Amazon EU. In qualità di Affiliato Amazon, ricevo un guadagno dagli acquisti idonei. Questo non influenza i prezzi per te.









