📌 In sintesi
- Uber registra appena quattro corse prenotate tramite agenti AI esterni e circa 500 ordini Uber Eats nella settimana di Halloween, a fronte di circa 320 milioni di operazioni complessive.
- Il direttore finanziario Balaji Krishnamurthy ammette che l’adozione è ancora estremamente limitata, nonostante le aspettative sul commercio automatizzato.
- Uber sviluppa assistenti AI direttamente nelle proprie applicazioni, ma non intende rinunciare al rapporto con i clienti a favore di piattaforme esterne.
Uber rivela quanto sia ancora limitata l’adozione degli agenti di intelligenza artificiale nel commercio digitale: nella settimana di Halloween, le piattaforme AI esterne hanno generato soltanto quattro corse e circa 500 ordini Uber Eats, mentre i servizi dell’azienda hanno registrato complessivamente circa 320 milioni di operazioni. Il dato emerge dalla conference call sui risultati del terzo trimestre 2026, tenuta il 4 novembre, durante la quale il direttore finanziario Balaji Krishnamurthy ha fornito per la prima volta una misura concreta delle transazioni effettuate attraverso assistenti autonomi. Le cifre riguardano la settimana citata durante la presentazione, non l’intero trimestre. Il risultato evidenzia la distanza tra le aspettative sul commercio agentico e il suo utilizzo effettivo nei servizi di mobilità e consegna. Gli agenti AI promettono di prenotare corse e acquistare prodotti per conto degli utenti, ma i consumatori continuano a utilizzare prevalentemente le applicazioni tradizionali.
Cosa leggere
Uber registra quattro corse attraverso agenti AI esterni
Durante l’incontro con gli analisti, il CEO Dara Khosrowshahi ha spiegato che l’azienda sta discutendo con numerosi produttori di assistenti AI per integrare i propri servizi nelle piattaforme esterne. Tuttavia, quando il direttore finanziario ha quantificato i risultati effettivi, è emerso un volume ancora marginale: circa 500 ordini Uber Eats e quattro corse prenotate attraverso agenti AI nella settimana di Halloween. Il confronto con le 320 milioni di operazioni complessive mostra quanto il nuovo canale sia ancora lontano dal rappresentare una componente significativa dell’attività . Il dato non misura tutte le interazioni degli utenti con sistemi AI, ma riguarda specificamente le transazioni provenienti dagli agenti esterni. La distanza tra aspettative e risultati è particolarmente interessante dopo l’espansione degli agenti AI negli acquisti e nella ricerca Google, presentati come strumenti capaci di sostituire numerose operazioni manuali.
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Uber non vuole consegnare i propri clienti alle piattaforme AI
La prudenza di Uber non dipende soltanto dai numeri. Khosrowshahi ha chiarito che l’azienda vuole conservare il rapporto diretto con gli utenti, evitando che l’accesso a corse e consegne venga controllato da assistenti sviluppati da altre società tecnologiche. Il CEO ha ricordato la propria esperienza nel settore dei viaggi, dove le piattaforme di prenotazione dipendono spesso dai grandi motori di ricerca per acquisire clienti. Uber vuole evitare una situazione analoga, nella quale gli agenti AI diventano intermediari indispensabili tra consumatori e servizi. L’azienda sviluppa per questo Cart Assistant, uno strumento che aiuta a comporre gli ordini della spesa, e nuove funzioni come Ask Eats. Secondo Uber, i carrelli costruiti con l’assistenza AI mostrano importi medi circa doppi rispetto agli ordini ordinari del segmento alimentari e retail. Il risultato, tuttavia, riguarda un’applicazione interna e non dimostra una diffusione equivalente degli agenti esterni.
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Il commercio agentico deve ancora dimostrare di funzionare su larga scala
La dichiarazione di Uber introduce un elemento concreto nel dibattito sull’automazione degli acquisti. La capacità tecnica di un agente AI di eseguire una prenotazione non coincide automaticamente con la disponibilità degli utenti a delegargli l’operazione. Affidabilità , controllo dei pagamenti, gestione degli errori e convenienza continuano a influenzare le abitudini. Uber ha inoltre un incentivo economico a mantenere il traffico sulle proprie applicazioni, dove controlla promozioni, abbonamenti, dati e relazione commerciale. Gli assistenti esterni possono rappresentare un canale aggiuntivo, ma rischiano anche di ridurre il controllo esercitato dalle piattaforme sui clienti. Le quattro corse e i 500 ordini non dimostrano il fallimento definitivo degli agenti AI, ma fotografano una fase iniziale nella quale l’adozione commerciale resta estremamente ridotta. Per il momento, la promessa di un’economia gestita dagli assistenti autonomi procede molto più velocemente delle transazioni realmente effettuate.
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