📌 In Sintesi
- Schroders porta su Solana una strategia obbligazionaria sui mercati emergenti. Il progetto, sviluppato con Centrifuge, introduce un’esposizione tokenizzata a un fondo gestito attivamente.
- Morgan Stanley utilizza il nuovo servizio di tokenizzazione della DTCC. La banca conferma la conversione di azioni statunitensi e Treasury in rappresentazioni digitali attraverso un’infrastruttura che coinvolge 20 istituzioni.
- Chainlink sviluppa un progetto distinto con DTCC. La collaborazione riguarda la gestione delle garanzie finanziarie e l’automazione dei dati, senza costituire un’integrazione annunciata con il fondo Schroders.
Morgan Stanley e Schroders accelerano la tokenizzazione dei mercati finanziari, portando azioni, titoli di Stato e obbligazioni dei mercati emergenti su infrastrutture blockchain. Il 4 novembre 2026 il gestore britannico Schroders annuncia con Centrifuge l’introduzione su Solana di una strategia obbligazionaria gestita attivamente, mentre Morgan Stanley conferma di essere tra le prime banche a utilizzare il DTCC Tokenization Service per convertire azioni statunitensi e Treasury in rappresentazioni digitali. Sono due operazioni differenti, ma entrambe mostrano il progressivo ingresso della blockchain nelle attività della finanza istituzionale. Sullo sfondo prosegue anche la collaborazione tra DTCC e Chainlink, dedicata alla gestione delle garanzie finanziarie attraverso dati e processi automatizzati. La novità non è la nascita di un’altra criptovaluta: sono strumenti finanziari tradizionali che iniziano a utilizzare infrastrutture digitali per emissione, custodia, trasferimento e gestione.
Cosa leggere
Schroders porta su Solana il debito dei mercati emergenti con Centrifuge
Schroders, società di gestione patrimoniale con oltre 1.000 miliardi di dollari di asset amministrati, introduce sulla blockchain Solana un’esposizione tokenizzata alla strategia Schroder International Selection Fund Emerging Market Bond. L’iniziativa viene annunciata il 4 novembre da Centrifuge attraverso una comunicazione ufficiale e rappresenta il primo utilizzo di Solana da parte del gestore britannico. L’operazione riguarda un portafoglio obbligazionario che investe nei mercati emergenti, attraverso titoli di debito sovrani e societari e strumenti esposti anche alle valute locali. Centrifuge fornisce l’infrastruttura di tokenizzazione, mentre la gestione degli investimenti rimane affidata a Schroders, che dispone di oltre cinquant’anni di esperienza nel segmento e di più di quaranta specialisti dedicati. Il prodotto amplia il perimetro dei fondi tokenizzati oltre i Treasury statunitensi e gli strumenti monetari a breve termine. La blockchain modifica il canale di distribuzione dell’investimento, non elimina il rischio di credito, quello valutario o le oscillazioni del mercato obbligazionario.
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Morgan Stanley utilizza DTCC per tokenizzare azioni e Treasury statunitensi
Morgan Stanley conferma attraverso una comunicazione pubblicata sul proprio profilo ufficiale di essere tra le prime banche ad avere utilizzato il DTCC Tokenization Service, avviato il 28 ottobre 2026. L’operazione riguarda la conversione in forma tokenizzata di azioni statunitensi e titoli del Tesoro USA, conservati nell’infrastruttura depositaria della Depository Trust Company. La banca non comunica il valore delle attività convertite, i singoli titoli coinvolti o i volumi effettivamente movimentati. Questo impedisce di attribuire all’iniziativa una dimensione finanziaria non documentata. Amy Oldenburg, responsabile della strategia sugli asset digitali di Morgan Stanley, considera l’esperienza un passaggio utile allo sviluppo delle successive capacità della banca. Il cambiamento è rilevante perché coinvolge una delle maggiori istituzioni finanziarie statunitensi nell’utilizzo operativo di un sistema già collegato ai mercati regolamentati, anziché limitarsi alla sperimentazione di token emessi al di fuori delle infrastrutture tradizionali.
DTCC avvia il servizio con 20 istituzioni e oltre 114.000 miliardi di dollari in custodia
Il comunicato ufficiale DTCC del 28 ottobre conferma l’avvio del DTCC Tokenization Service, sviluppato per creare rappresentazioni digitali di strumenti finanziari già detenuti presso la depositaria. Il sistema mantiene diritti economici, proprietà e tutele degli investitori associati ai titoli tradizionali, consentendo ai partecipanti autorizzati di convertire le posizioni tra forma ordinaria e tokenizzata. Al lancio risultano 20 istituzioni aderenti, tra cui Morgan Stanley, JPMorgan, Citi, Bank of America, Fidelity Investments, State Street e UBS. La piattaforma nasce da un lavoro che ha coinvolto oltre 150 imprese finanziarie e opera inizialmente attraverso Canton Network e una rete privata basata su Besu, con ulteriori integrazioni previste per il 2027. Il valore di 114.000 miliardi di dollari riguarda l’insieme degli asset custoditi dalla DTC: non rappresenta il valore dei titoli già tokenizzati. L’avvio commerciale segue le operazioni reali con titoli tokenizzati completate dalla DTCC nel luglio 2026, quando l’infrastruttura aveva già dimostrato la possibilità di collegare operazioni tradizionali e registrazioni blockchain.
Chainlink collabora con DTCC per gestire le garanzie finanziarie in tempo reale
La trasformazione delle infrastrutture finanziarie coinvolge anche Chainlink, attraverso un progetto distinto rispetto al servizio di tokenizzazione utilizzato da Morgan Stanley. Il comunicato ufficiale DTCC del 12 maggio descrive l’integrazione del Chainlink Runtime Environment e dei relativi standard per i dati nella Collateral AppChain, infrastruttura progettata per migliorare la gestione delle garanzie finanziarie. L’obiettivo è automatizzare processi come valutazione degli asset, gestione dei margini, verifica dell’idoneità delle garanzie e regolamento delle operazioni. La disponibilità continua dei dati potrebbe consentire alle istituzioni di utilizzare il collaterale in modo più efficiente, riducendo alcuni passaggi operativi oggi dipendenti da sistemi separati. Questa collaborazione non dimostra che Chainlink gestisca il fondo Schroders su Solana o che sia il componente necessario per ogni operazione del DTCC Tokenization Service. Sono iniziative complementari nell’evoluzione della finanza digitale, ma con architetture e funzioni differenti.
Fondi tokenizzati e blockchain: cosa cambia per gli investitori italiani
La tokenizzazione non trasforma automaticamente un prodotto istituzionale in un investimento liberamente acquistabile dai risparmiatori italiani. Il progetto Schroders introduce un nuovo canale per una strategia obbligazionaria, ma l’annuncio non definisce nel dettaglio le condizioni di sottoscrizione per il pubblico italiano, i requisiti di accesso o le eventuali restrizioni commerciali. Anche il servizio DTCC è rivolto ai partecipanti autorizzati dell’infrastruttura statunitense e non costituisce una piattaforma di negoziazione aperta indistintamente agli utenti retail. L’interesse economico della tokenizzazione riguarda soprattutto l’efficienza operativa, la trasferibilità delle posizioni e l’integrazione con nuovi sistemi finanziari. Una direzione già visibile con i portafogli tokenizzati sviluppati da Ondo attraverso strategie BlackRock, nei quali occorre distinguere il gestore della strategia dall’emittente effettivo dello strumento digitale. Per valutare un investimento rimangono decisivi l’identità dell’emittente, il regime giuridico del titolo, le condizioni di rimborso e il rischio degli asset sottostanti, indipendentemente dalla blockchain utilizzata.
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Le iniziative di Schroders, Morgan Stanley e DTCC mostrano una convergenza tra blockchain pubbliche e infrastrutture finanziarie regolamentate, senza cancellare le differenze tra i rispettivi modelli. Schroders utilizza Solana per distribuire un’esposizione a una strategia obbligazionaria attiva; Morgan Stanley sperimenta la conversione di titoli statunitensi attraverso una depositaria consolidata; Chainlink contribuisce allo sviluppo di sistemi separati per la gestione automatizzata delle garanzie. La sfida non consiste più soltanto nel creare token, ma nel dimostrare che possano essere utilizzati mantenendo diritti, controlli e procedure verificabili. Il passaggio alle infrastrutture blockchain è già operativo in alcuni ambiti, mentre accessibilità , liquidità e diffusione su larga scala rimangono elementi da misurare nei prossimi sviluppi.
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