📌 In sintesi
- Una tonnellata di materiale pirotecnico sequestrata nel Salento. La Polizia di Stato intercetta dieci spedizioni contenenti anche 650 bombe carta e 720 manufatti artigianali, per complessivi 142 chilogrammi di massa attiva.
- Il commercio illegale si sviluppava attraverso social network e applicazioni di messaggistica. Gli ordini raggiungevano prevalentemente aziende della Campania e della Calabria, mentre i prodotti venivano consegnati attraverso i normali circuiti dei corrieri.
- Scoperto un laboratorio clandestino in un garage. Cinque persone sono state denunciate per fabbricazione o commercio abusivi di materiali esplodenti. Denunciato anche il titolare di un’azienda mittente per attentato alla sicurezza dei trasporti.
Una tonnellata di materiale pirotecnico, 650 bombe carta, 720 manufatti artigianali e un laboratorio clandestino scoperto all’interno di un garage. È il bilancio dell’operazione condotta dalla Polizia di Stato di Lecce contro una rete di commercializzazione illegale di botti e articoli esplodenti che utilizzava social network, applicazioni di messaggistica e normali servizi di spedizione per raggiungere gli acquirenti. Il comunicato ufficiale diffuso il 6 novembre 2026 ricostruisce un sistema che collegava aziende situate prevalentemente in Campania e Calabria a destinatari residenti nella provincia salentina. Gli investigatori hanno intercettato dieci spedizioni, effettuato sei perquisizioni domiciliari e individuato confezioni appositamente predisposte per nascondere la natura pericolosa del contenuto. L’operazione, avviata in vista delle festività natalizie, evidenzia soprattutto il rischio per gli operatori della logistica, che potevano maneggiare materiale esplodente senza conoscere la reale natura della merce trasportata.
Cosa leggere
Botti ordinati sui social e consegnati attraverso i normali corrieri
La rete di commercializzazione sfruttava canali di messaggistica e piattaforme social per pubblicizzare gli articoli pirotecnici e raccogliere gli ordini dei privati cittadini. Le richieste venivano indirizzate ad aziende prevalentemente campane e calabresi, dalle quali partivano spedizioni destinate alla provincia di Lecce. I pacchi attraversavano gli hub logistici locali prima di essere consegnati agli acquirenti attraverso i circuiti ordinari dei corrieri, senza le precauzioni previste per il trasporto delle merci pericolose.
L’aspetto più insidioso riguarda l’occultamento del contenuto delle spedizioni. Gli agenti hanno individuato confezioni apparentemente ordinarie, tra cui scatole di cartone assemblate al contrario per nascondere simboli e indicazioni del materiale trasportato, doppi imballaggi e pacchi rivestiti con carta bianca anonima. All’interno si trovavano fuochi d’artificio, petardi, razzi e altri articoli pirotecnici appartenenti alle categorie F1, F2, P1 e F4. Secondo la Polizia, queste modalità esponevano a pericoli non soltanto gli acquirenti, ma anche addetti allo smistamento, trasportatori e personale dei centri logistici, inconsapevolmente coinvolti nella movimentazione di sostanze esplodenti.
Sequestrati 650 bombe carta e scoperto un laboratorio clandestino in un garage
Le attività investigative hanno portato al sequestro di una tonnellata di materiale pirotecnico, contenente 142 chilogrammi di massa attiva. Tra gli articoli recuperati figurano 650 bombe carta e 720 manufatti artigianali. L’operazione ha coinvolto la Divisione Polizia amministrativa, la Squadra mobile, i commissariati di Galatina e Taurisano e gli artificieri dell’Ufficio Polizia di frontiera di Brindisi, intervenuti per la gestione in sicurezza degli esplosivi.
Durante una delle sei perquisizioni domiciliari, gli investigatori hanno individuato un laboratorio clandestino per la fabbricazione di bombe carta allestito nel garage di un’abitazione. Il proprietario disponeva di una licenza da fochino, ma, secondo quanto accertato dagli agenti, realizzava manufatti esplodenti in un ambiente privo delle necessarie misure di sicurezza. La scoperta ha determinato il ritiro della licenza da fochino e del porto di fucile per tiro a volo, oltre al sequestro cautelare delle armi e delle munizioni legalmente detenute. Provvedimenti analoghi hanno riguardato una seconda persona, alla quale sono state ritirate armi e licenza di caccia.
Cinque persone denunciate, indagini ancora aperte sulle aziende mittenti
Cinque persone sono state denunciate per fabbricazione o commercio abusivi di materiali esplodenti, mentre il titolare di una delle aziende mittenti è stato denunciato per attentato alla sicurezza dei trasporti. Si tratta di contestazioni formulate nell’ambito delle indagini: le responsabilità penali dovranno essere accertate nelle sedi giudiziarie competenti. Gli investigatori proseguono gli approfondimenti per individuare ulteriori passaggi della filiera di distribuzione e verificare le eventuali violazioni amministrative.
L’operazione evidenzia una modalità di commercializzazione nella quale l’incontro tra venditore e acquirente avviene online, mentre la distribuzione materiale viene affidata a infrastrutture logistiche ordinarie. Nel caso degli articoli esplodenti, tuttavia, il problema non si limita all’eventuale vendita non autorizzata: l’occultamento dei simboli di pericolo e l’impiego di imballaggi inadeguati compromettono anche le condizioni di sicurezza del trasporto, coinvolgendo lavoratori e strutture che non sono necessariamente a conoscenza del contenuto dei pacchi.
L’avvertimento della Polizia di Stato sugli acquisti online di fuochi d’artificio
La Polizia di Stato invita i cittadini a diffidare delle offerte di materiale pirotecnico pubblicizzate attraverso canali social e piattaforme non autorizzate. L’attenzione deve riguardare soprattutto la presenza delle certificazioni previste, delle indicazioni di sicurezza e delle condizioni di vendita e trasporto. Il sequestro effettuato nel Salento dimostra come un acquisto apparentemente ordinario attraverso una conversazione digitale possa nascondere un circuito di distribuzione che mette a rischio anche persone estranee alla transazione.
Gli accertamenti proseguiranno per ricostruire altri possibili snodi commerciali e verificare le responsabilità delle aziende coinvolte. La Polizia raccomanda di segnalare al Numero unico di emergenza 112 eventuali situazioni sospette, evitando l’acquisto di articoli privi delle prescrizioni di sicurezza. L’operazione di Lecce rappresenta così un intervento contro il commercio abusivo degli esplosivi, ma anche un richiamo alla sicurezza delle spedizioni e alla responsabilità degli operatori che utilizzano i canali digitali per vendere merci potenzialmente pericolose.
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