📌 In Sintesi
- John Ternus vuole accelerare lo sviluppo software di Apple. Il nuovo CEO avrebbe chiesto a Craig Federighi di superare la strategia concentrata sui miglioramenti progressivi di Siri.
- Siri potrebbe diventare un agente AI autonomo già nel 2027. Apple punta a un assistente capace di gestire obiettivi e attività continuative, ma non esistono ancora dettagli definitivi sull’implementazione.
- La riorganizzazione coinvolge ingegneri e dirigenti. Mike Rockwell valuta il proprio futuro, mentre Apple sperimenta un processo di sviluppo che dovrebbe lasciare più tempo alla programmazione.
Apple vuole trasformare Siri in un agente di intelligenza artificiale capace di agire autonomamente, ma per arrivarci deve modificare il modo in cui sviluppa i propri sistemi operativi. Il nuovo amministratore delegato John Ternus avrebbe chiesto al responsabile del software Craig Federighi di accelerare la roadmap dell’azienda, superando un approccio concentrato prevalentemente sul miglioramento progressivo delle funzionalità esistenti. L’indiscrezione, pubblicata l’8 novembre 2026 da Mark Gurman nella newsletter Bloomberg Power On, descrive una pressione crescente sulla dirigenza software, accompagnata da possibili cambiamenti nei processi di sviluppo di iOS 28 e da nuove incertezze sul futuro del responsabile di Siri, Mike Rockwell.
Cosa leggere
John Ternus mette sotto pressione Craig Federighi per accelerare Apple
Il confronto fra John Ternus e Craig Federighi rappresenta il principale elemento nuovo della ricostruzione pubblicata da Bloomberg nella newsletter Power On. Durante una riunione riservata, tenuta nelle ultime settimane, il CEO avrebbe manifestato insoddisfazione per la velocità con cui Apple sta affrontando la trasformazione dell’intelligenza artificiale, chiedendo al responsabile del software di adottare una strategia più ambiziosa. Il problema non riguarda esclusivamente il ritardo accumulato da Siri rispetto ai concorrenti, ma la capacità dell’intera organizzazione di progettare servizi e piattaforme che vadano oltre le funzionalità attualmente disponibili. La richiesta è coerente con la riorganizzazione avviata da Ternus per ridurre i livelli manageriali e accelerare lo sviluppo dei prodotti, che aveva già evidenziato la volontà di intervenire sui processi decisionali. Federighi, responsabile storico dell’ingegneria software e sempre più coinvolto nella strategia AI dopo il precedente riassetto della divisione, avrebbe invece mantenuto una gestione molto diretta delle decisioni tecniche. Alcuni dipendenti, secondo la ricostruzione giornalistica, ritengono che questo metodo lasci uno spazio limitato alle proposte alternative. Si tratta di valutazioni attribuite alle fonti interne del reportage, non di contestazioni pubbliche formalizzate dall’azienda.
Siri agentica nel 2027: Apple vuole un assistente capace di perseguire obiettivi
Il cambiamento prospettato riguarda la differenza tra un assistente che esegue richieste e un agente AI che continua a lavorare per raggiungere un obiettivo. Siri AI dispone già di funzionalità contestuali più avanzate rispetto alla generazione tradizionale, ma l’architettura immaginata da Apple dovrebbe consentire all’assistente di coordinare operazioni successive, mantenere traccia delle attività e decidere quali passaggi eseguire senza richiedere ogni volta una nuova istruzione. Gurman indica come riferimenti sistemi quali OpenAI Dots, Meta Muse e Grok, associati a un modello di interazione maggiormente continuativo. La prospettiva industriale consiste nel trasformare Siri da interfaccia vocale a livello operativo attraverso cui l’utente organizza informazioni, applicazioni e servizi. Questo orientamento incontra però una difficoltà concreta: l’autonomia aumenta il valore dell’assistente soltanto quando l’esecuzione rimane affidabile, controllabile e coerente con le autorizzazioni dell’utente. Le difficoltà già emerse nell’utilizzo quotidiano di Siri AI dimostrano quanto possa essere complesso aggiungere capacità sofisticate senza introdurre regressioni nelle operazioni più semplici. L’ipotesi di un’evoluzione agentica già nel 2027 non costituisce un calendario ufficiale, e la stessa modalità di implementazione rimane indefinita.
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iOS 28 e la necessità di ripensare la roadmap software
La trasformazione di Siri si inserisce nella preparazione di iOS 28, sistema operativo che nelle indiscrezioni precedenti era già associato a interventi profondi sull’architettura software. Il progetto Boppy aveva anticipato una possibile riorganizzazione del file system, dei servizi in background e dei moduli dedicati all’intelligenza artificiale, identificando un percorso più ampio rispetto al normale aggiornamento annuale. La nuova ricostruzione non conferma tutte quelle anticipazioni tecniche, ma aggiunge una dimensione organizzativa: Apple deve cambiare anche il proprio processo di sviluppo per sostenere funzioni agentiche più complesse. Secondo Gurman, Federighi sarebbe abituato a lavorare su un orizzonte strategico di circa 12-18 mesi, mentre i gruppi hardware utilizzano programmi pluriennali. La differenza diventa significativa quando l’intelligenza artificiale richiede contemporaneamente modifiche alle API, nuovi servizi di sistema, modelli on-device, integrazioni cloud e meccanismi di sicurezza. Non basta aggiungere capacità al modello linguistico se il sistema operativo non permette di utilizzare quelle capacità in modo coerente. Apple aveva già sperimentato funzionalità di Siri orientate all’esecuzione di attività complesse con iOS 27, ma il nuovo obiettivo appare più ambizioso: costruire un’infrastruttura capace di sostenere un assistente persistente, anziché moltiplicare strumenti AI separati.
Mike Rockwell valuta l’uscita mentre Apple sperimenta nuovi processi di sviluppo
La pressione sulla divisione software coinvolgerebbe anche Mike Rockwell, dirigente che ha guidato la realizzazione di Vision Pro e successivamente assunto responsabilità nello sviluppo di Siri AI. Rockwell starebbe valutando seriamente la possibilità di lasciare il proprio incarico, o eventualmente Apple, nel corso del 2027. Non esiste però un annuncio di dimissioni e la sua permanenza nell’organizzazione resta il dato attuale. La possibile uscita assumerebbe rilievo perché priverebbe l’azienda di una figura direttamente coinvolta nella costruzione della nuova piattaforma Siri, dopo un percorso segnato da ritardi e revisioni. Parallelamente, Apple starebbe sperimentando una pipeline di sviluppo destinata a lasciare agli ingegneri il 50% di tempo in più per programmare ed esplorare nuove soluzioni, riducendo le attività di integrazione grazie ai progressi degli agenti di coding. Il dato descrive un obiettivo del processo sperimentale, non un incremento misurato della produttività . L’esperimento assume particolare interesse considerando le restrizioni introdotte recentemente sui budget AI concessi ai dipendenti: l’azienda cerca contemporaneamente di aumentare il contributo dell’intelligenza artificiale allo sviluppo software e di controllarne i costi operativi.
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Siri AI in Italia: la promessa dell’autonomia incontra il problema della disponibilitÃ
Per gli utenti italiani il punto decisivo non è soltanto quando Apple riuscirà a realizzare una Siri maggiormente autonoma, ma quando le nuove capacità saranno effettivamente utilizzabili nell’Unione Europea. La distribuzione di iOS 27.3 ha già evidenziato differenze fra le funzionalità disponibili nei diversi mercati: le nuove integrazioni di Siri AI con le applicazioni non risultavano ancora accessibili sugli iPhone europei, nonostante gli aggiornamenti della piattaforma. La prospettiva agentica rende ancora più importante verificare le condizioni di accesso ai dati personali, le autorizzazioni necessarie per eseguire operazioni e il rapporto fra elaborazione locale e servizi cloud. Bloomberg non indica una data di disponibilità europea per la futura Siri, né fornisce dettagli definitivi sulle applicazioni supportate. Il vero cambiamento introdotto dalla pressione di Ternus riguarda quindi il metodo industriale di Apple: non limitarsi a perfezionare l’assistente, ma costruire un’organizzazione e una piattaforma software capaci di mantenere le promesse dell’intelligenza artificiale autonoma. Il 2027 emerge come possibile orizzonte, non come scadenza ufficialmente garantita.
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