🛡️ Executive Summary
- Il Garante approva una maggiore autonomia sanitaria dai 14 anni. I ragazzi potranno consultare con la propria identità digitale i documenti relativi alle prestazioni sanitarie che possono ricevere senza l’intermediazione dei genitori. Queste informazioni non saranno visibili attraverso il FSE ai titolari della responsabilità genitoriale.
- Il Fascicolo sanitario non diventa interamente riservato ai minorenni. Le nuove garanzie riguardano specifiche prestazioni soggette a particolare tutela, mentre i medici delle strutture territoriali ottengono accessi differenziati in funzione dei percorsi di cura.
- L’EU Kids Act introduce una proposta di protezione digitale progressiva. La Commissione europea prevede niente account social sotto i 13 anni, accesso supervisionato fra 13 e 14 anni e account autonomi dai 15 anni, insieme a obblighi contro i meccanismi che favoriscono dipendenza e profilazione.
- Pasquale Stanzione chiede di proteggere i minori senza trasformare la verifica dell’età in sorveglianza. Il Garante sostiene tecnologie crittografiche a conoscenza zero, limiti al controllo parentale e maggiori responsabilità per piattaforme, videogiochi e chatbot.
Il Garante per la protezione dei dati personali riconosce una maggiore autonomia sanitaria agli adolescenti che hanno compiuto 14 anni, mentre sostiene l’introduzione di nuove garanzie europee per l’utilizzo dei social network, dei videogiochi e dei chatbot basati sull’intelligenza artificiale. Due interventi dell’ottobre 2026 affrontano il rapporto fra riservatezza, responsabilità genitoriale e autodeterminazione dei minori. Il primo riguarda il Fascicolo sanitario elettronico (FSE), attraverso il quale i ragazzi potranno consultare autonomamente determinate informazioni sanitarie senza renderle visibili ai genitori. Il secondo è l’audizione del presidente Pasquale Stanzione sull’EU Kids Act, proposta di regolamento che introduce nuove soglie di accesso ai social e limita le funzionalità digitali considerate manipolative. Le due iniziative seguono percorsi normativi differenti, ma condividono un principio: proteggere un adolescente non significa necessariamente controllare ogni sua informazione o attività.
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Fascicolo sanitario, accesso autonomo dai 14 anni senza controllo dei genitori
Con il provvedimento n. 750 del 7 ottobre 2026, il Garante esprime parere favorevole allo schema di decreto del Ministero della Salute che introduce nuove garanzie nell’accesso al Fascicolo sanitario elettronico 2.0. I ragazzi che hanno compiuto 14 anni potranno utilizzare la propria identità digitale per consultare dati e documenti relativi alle prestazioni sanitarie che la legge consente di ricevere autonomamente, come alcune attività dei consultori. Queste informazioni non saranno visibili attraverso il fascicolo ai genitori, agli altri titolari della responsabilità genitoriale o agli eventuali delegati. La disposizione non rende riservato l’intero FSE del minorenne, ma protegge i documenti collegati alle specifiche prestazioni per le quali è già prevista un’autonomia sanitaria.
Il decreto interviene inoltre sull’accesso ai fascicoli da parte dei medici di medicina generale e dei pediatri che operano nelle Aggregazioni funzionali territoriali, Case della comunità e Ospedali di comunità. Questi professionisti potranno consultare, nei contesti previsti, anche i dati di pazienti presi in carico dalle rispettive strutture, senza estendere indiscriminatamente tale facoltà a tutti i medici di base. Le disposizioni riguardano inoltre il trattamento dei documenti oscurati nell’Ecosistema dati sanitari e il collegamento con il Sistema nazionale deleghe. Il tema era già stato affrontato nell’approfondimento sulle nuove regole del FSE dai 14 anni.
EU Kids Act, social autonomi dai 15 anni e limiti alle funzioni che creano dipendenza
Il secondo intervento riguarda l’EU Kids Act, proposta presentata dalla Commissione europea il 17 settembre 2026 e discussa da Pasquale Stanzione durante l’audizione alla Camera dei deputati del 28 ottobre. Il testo prevede una regolazione progressiva dell’accesso ai social network: niente account sotto i 13 anni, utilizzo supervisionato fra 13 e 14 anni e accesso autonomo dai 15 anni. Sono inoltre previsti obblighi di progettazione più rigorosi per le piattaforme frequentate dai minorenni. Si tratta di una proposta legislativa, non di divieti già entrati in vigore: il Parlamento europeo e il Consiglio dovranno esaminare il regolamento prima della sua eventuale approvazione.
Le misure affrontano soprattutto i meccanismi utilizzati dalle piattaforme per aumentare il tempo di permanenza. La proposta interviene su scrolling infinito, notifiche notturne, ricompense variabili, dark pattern e raccomandazioni basate sulla profilazione. Limitazioni specifiche riguardano anche i chatbot che simulano relazioni personali e possono favorire dipendenza emotiva. Stanzione richiama il cosiddetto effetto Eliza, cioè la tendenza ad attribuire alle risposte di un sistema informatico qualità e partecipazione emotiva proprie delle relazioni umane. L’obiettivo europeo è spostare maggiori responsabilità sulle aziende che progettano i servizi, come già analizzato nell’approfondimento sull’EU Kids Act e sui rischi del controllo dell’età.
Verifica dell’età e controllo parentale, Stanzione difende la riservatezza
Il Garante sostiene l’impiego di soluzioni crittografiche a conoscenza zero, capaci di attestare il superamento di una soglia anagrafica senza comunicare alle piattaforme informazioni personali non necessarie. La verifica dell’età, infatti, può diventare essa stessa un problema di privacy se richiede l’identificazione generalizzata degli utenti. La protezione dei minori non deve trasformarsi in un’infrastruttura permanente di sorveglianza digitale. Anche gli strumenti di controllo parentale devono rispettare la progressiva autonomia del ragazzo, evitando limitazioni sproporzionate della riservatezza.
L’audizione sottolinea inoltre la necessità di coordinare l’EU Kids Act con GDPR, Digital Services Act e AI Act, per evitare sovrapposizioni e obblighi contraddittori. Stanzione richiama infine l’importanza dell’educazione digitale, perché nessun divieto può sostituire la capacità di riconoscere comportamenti manipolativi e utilizzare consapevolmente la tecnologia. È una distinzione che emerge anche dalle funzioni di controllo parentale introdotte da WhatsApp, progettate per limitare determinati rischi senza consentire ai genitori di leggere le conversazioni cifrate.
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La tutela dei minori passa dal riconoscimento della loro autonomia
Le due iniziative mostrano perché autonomia e protezione non siano principi incompatibili. Nel Fascicolo sanitario, il ragazzo deve poter esercitare la riservatezza prevista per determinate prestazioni. Nei servizi digitali, invece, le piattaforme devono ridurre le funzionalità che sfruttano le vulnerabilità legate all’età, senza cancellare ogni spazio di autodeterminazione. Il criterio non è dunque attribuire indistintamente agli adolescenti gli stessi diritti e responsabilità degli adulti, ma definire garanzie proporzionate alla loro crescita e ai rischi delle singole attività.
Fonti istituzionali: provvedimento n. 750/2026 del Garante sul Fascicolo sanitario elettronico e audizione di Pasquale Stanzione sull’EU Kids Act, 28 ottobre 2026.
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