Minaccia cyber nei corridoi del freddo

Il vero attacco è alla nostra idea di sicurezza – NEWSLETTER

Puntuale non come un attacco informatico.

Questa settimana abbiamo scoperto che, per mettere in ginocchio l’Occidente, non servono necessariamente missili ipersonici, portaerei nucleari o sofisticate operazioni di intelligence.

Può bastare un frigorifero collegato a Internet.

In Europa, gli hacker hanno manipolato sistemi di refrigerazione industriale, portando congelatori a temperature incompatibili con la conservazione degli alimenti. Supermercati in difficoltà, merci distrutte, allerta dell’ACN in Italia.

Poi sono arrivati fino agli impianti che conservano il plasma destinato alle trasfusioni in Francia. Fortunatamente, gli allarmi hanno funzionato.

Il plasma si è salvato. La credibilità di certa digitalizzazione, un po’ meno.

Ed ecco il capolavoro.

Per anni ci hanno raccontato che tutto doveva essere connesso. Tutto intelligente. Tutto gestibile da remoto. Tutto efficiente.

Poi scopriamo che il problema non è soltanto l’hacker che entra, ma chi ha progettato la porta, chi l’ha lasciata aperta e chi ha incassato per installarla.

Naturalmente, quando succede qualcosa, parte il solito spettacolo: guerra ibrida, minaccia geopolitica, emergenza nazionale. Tutti a cercare il nemico, pochissimi a chiedere conto ai fornitori.

Intanto l’intelligenza artificiale è già passata dalla produzione di presentazioni aziendali alla classificazione delle vittime del cybercrime, alla scoperta automatizzata di vulnerabilità e agli attacchi condotti da agenti AI.

I criminali automatizzano. Le aziende compilano questionari.

E mentre tutto questo accade, al DIGEAT Festival di Lecce abbiamo affrontato una questione che dovrebbe imbarazzare più di qualche santone della cybersecurity:

La NIS2 sta producendo sicurezza oppure fatturato per consulenti, certificazioni, procedure e documentazione?

Perché un conto è avere una policy approvata dal consiglio di amministrazione. Un altro è impedire che qualcuno trasformi un supermercato in un gigantesco scongelatore.

Ma tranquilli: avremo sicuramente un’altra conferenza, un altro tavolo tecnico e un’altra bellissima slide sulla resilienza.

E la politica?

Negli Stati Uniti Trump deve fare i conti con un Congresso diverso. In Italia Vannacci cerca spazio, Meloni guarda agli equilibri futuri e il dibattito pubblico continua a occuparsi delle prossime maggioranze.

Il potere discute di chi dovrà governare. La tecnologia ci mostra quanto sia difficile governare ciò che abbiamo già costruito.

Questa è la newsletter di Matrice Digitale:

«Il vero attacco è alla nostra idea di sicurezza».

Non un catalogo di hacker cattivissimi. Non la solita passerella di esperti. Non un bollettino di propaganda travestito da analisi tecnica.

Ma un approfondimento su responsabilità industriali, intelligenza artificiale offensiva, cybersicurezza reale e narrazioni politiche.

Perché il giornalismo tecnologico dovrebbe fare le domande che disturbano chi vende soluzioni, non limitarsi a pubblicarne le risposte preconfezionate.

Il resto lo lasciamo ai teleimbonitori della trasformazione digitale.

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