Privacy e IA nella pubblica amministrazione

Concorso notai, 35mila euro di sanzioni. Il Garante pone condizioni anche all’AI di Trento

🛡️ Executive Summary

  • Il Garante sanziona Ministero della Giustizia e Consiglio Nazionale del Notariato. Le multe ammontano rispettivamente a 20mila e 15mila euro per il trattamento illecito dei dati dei candidati al concorso notarile del 2024.
  • Un elenco con annotazioni personali viene condiviso prima dei risultati ufficiali. Il Consiglio del Notariato pubblica sulla propria piattaforma un documento ricevuto senza autorizzazione da un componente della commissione d’esame.
  • La Provincia autonoma di Trento ottiene un parere favorevole condizionato sull’AI. Il Garante chiede basi normative adeguate per utilizzare dati sensibili e garanzie effettive per rettifica e cancellazione.

Il Garante per la protezione dei dati personali sanziona il Consiglio Nazionale del Notariato e il Ministero della Giustizia per complessivi 35mila euro, dopo aver accertato irregolarità nella gestione degli esiti delle prove scritte del concorso a 400 posti di notaio, bandito nel 2024. La vicenda riguarda un elenco di candidati trasmesso da un componente della commissione d’esame e successivamente condiviso sulla piattaforma istituzionale del Notariato, contenente annotazioni personali estranee ai risultati ufficiali. Parallelamente, l’Autorità esprime un parere favorevole condizionato al regolamento della Provincia autonoma di Trento sull’impiego dell’intelligenza artificiale nella pubblica amministrazione. I provvedimenti, adottati il 7 ottobre 2026 e illustrati nella newsletter del 29 ottobre, affrontano due questioni distinte: chi può trattare e pubblicare informazioni personali nelle procedure pubbliche e quali garanzie servono quando quegli stessi dati alimentano sistemi di AI.

Concorso notai, il documento con commenti personali arriva al Consiglio Nazionale

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L’istruttoria prende avvio da notizie di stampa sulla diffusione dei risultati del concorso notarile attraverso la Rete Unitaria del Notariato, piattaforma riservata ai professionisti iscritti. Il Consiglio Nazionale del Notariato (CNN) aveva richiesto l’elenco degli ammessi all’orale a un notaio componente della commissione esaminatrice. Quest’ultimo aveva trasmesso il documento a titolo individuale, senza autorizzazione della commissione o del Ministero, includendo per errore annotazioni e commenti non ufficiali relativi ad alcuni candidati. Dagli accertamenti emerge che il file conteneva anche informazioni ulteriori rispetto all’elenco ministeriale, fra cui luoghi di nascita, date di correzione degli elaborati e composizione della commissione. Alcune annotazioni riportavano apprezzamenti personali sui candidati o riferimenti agli argomenti degli esami. Nel provvedimento n. 762, il Garante contesta al CNN l’acquisizione e la comunicazione dei dati senza un’adeguata base giuridica, ritenendo insufficiente il richiamo alle funzioni generali di rappresentanza della categoria notarile.

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Risultati diffusi un’ora prima: il Ministero viene sanzionato per 20mila euro

La ricostruzione dell’Autorità individua anche una precisa sequenza temporale. Il 18 febbraio 2026, il Consiglio Nazionale del Notariato carica l’elenco ricevuto sulla propria piattaforma alle 13:40, mentre il Ministero della Giustizia rende consultabili i risultati ufficiali soltanto alle 14:40. I notai iscritti alla piattaforma possono quindi conoscere gli esiti un’ora prima dei candidati, attraverso un documento che presenta differenze rispetto a quello ufficiale. Dopo aver individuato la difformità, il CNN provvede alla rimozione. Il Ministero della Giustizia riceve una sanzione di 20mila euro con il provvedimento n. 761. L’Autorità contesta la pubblicazione all’ingresso della sede ministeriale di un elenco comprendente anche candidati non ammessi alla prova orale, in violazione della disciplina di settore. Quest’ultima prevede la menzione dei soli ammessi e limita la conoscibilità degli esiti agli spazi destinati agli esami. Al Consiglio Nazionale del Notariato vengono invece comminati 15mila euro. Poiché le condotte avevano esaurito i loro effetti, il Garante non dispone ulteriori misure correttive.

Intelligenza artificiale a Trento, via libera condizionato al regolamento provinciale

Il secondo intervento riguarda l’impiego dell’intelligenza artificiale nei procedimenti amministrativi della Provincia autonoma di Trento. Il provvedimento n. 760 esamina uno schema di regolamento destinato a disciplinare l’utilizzo di modelli AI nelle attività amministrative e nei processi organizzativi. Fra le prime applicazioni compare il sistema di protocollazione e gestione documentale, attraverso il quale l’amministrazione intende migliorare efficienza e qualità dei servizi. Il Garante condivide gli obiettivi generali, ma chiede di rafforzare le basi giuridiche del trattamento. I dati appartenenti a categorie particolari, così come quelli relativi a condanne penali e reati, non possono essere disciplinati esclusivamente attraverso schede tecniche predisposte dalle singole strutture. Servono disposizioni di rango adeguato, almeno regolamentare nei casi indicati dall’Autorità, oppure specifici atti amministrativi generali quando consentiti dalla disciplina applicabile. Una scheda applicativa non può sostituire le garanzie normative richieste per trattare informazioni particolarmente delicate.

Diritto alla cancellazione: correggere il database non basta se l’AI è già addestrata

L’osservazione più rilevante riguarda l’effettività dei diritti di rettifica e cancellazione. La valutazione d’impatto allegata allo schema provinciale riconosce che modificare o eliminare un’informazione dall’archivio originario non garantisce automaticamente che il modello AI già addestrato cessi di produrre risultati influenzati da quel dato. È una criticità concreta per qualunque amministrazione che intenda utilizzare informazioni personali nell’addestramento dei propri sistemi. Il Garante chiede quindi misure tecniche e organizzative capaci di rendere effettivi i diritti degli interessati, indipendentemente dall’architettura del modello utilizzato. Non prescrive un’unica soluzione tecnica, ma impone che la scelta dello strumento non renda impossibile l’esercizio dei diritti riconosciuti dal GDPR. Il principio si collega alla disciplina generale della protezione dei dati personali, dei diritti degli interessati e delle responsabilità dei titolari del trattamento.

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Dalla pubblicazione degli elenchi all’AI, la responsabilità resta delle amministrazioni

I tre provvedimenti mostrano che digitalizzare una procedura pubblica non significa autorizzare automaticamente ogni utilizzo delle informazioni raccolte. Nel concorso notarile, i limiti riguardano la comunicazione dei risultati e l’accesso a dati ottenuti fuori dalle procedure previste. Nel regolamento trentino, riguardano invece le condizioni necessarie per utilizzare informazioni personali nell’addestramento e nel funzionamento di sistemi intelligenti. Il precedente del concorso dimostra quanto facilmente un documento possa uscire dal proprio perimetro autorizzativo; quello di Trento affronta il rischio che, una volta inseriti in un modello, i dati diventino più difficili da correggere o cancellare. In entrambi i casi, la responsabilità resta in capo ai soggetti pubblici che decidono finalità e modalità del trattamento, anche quando intervengono piattaforme informatiche o strumenti di intelligenza artificiale.

Fonti istituzionali: Garante Privacy, newsletter n. 555 del 29 ottobre 2026; provvedimento n. 761, Ministero della Giustizia; provvedimento n. 762, Consiglio Nazionale del Notariato; provvedimento n. 760, Provincia autonoma di Trento.

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