Bitcoin sotto 83 mila euro tra outflows ETF e pressioni di mercato

di Redazione
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Bitcoin scende sotto 83 mila euro con outflows ETF liquidazioni elevate e acquisti di El Salvador amid volatilita crescente

Il mercato delle criptovalute attraversa una fase intensa di volatilità, con Bitcoin sotto 83 mila euro amid outflows significativi dagli ETF, movimenti massicci di wallet storici e liquidazioni su larga scala. Nel primo periodo emergono tutti i fattori chiave che caratterizzano questa fase: outflows degli ETF, liquidazioni da 1,1 miliardi di euro, pressione di vendita da Mt Gox, acquisti governativi di El Salvador, previsioni di Arthur Hayes, dormant holder riattivati, ETF Solana di Fidelity, prodotti yield su stablecoin, crescita di Binance Pay, partnership tecnologiche strategiche, chiusura di DappRadar e nuove valutazioni regolatorie negli Stati Uniti. Questa combinazione di elementi definisce una fase di turbolenza che, pur segnando un calo generalizzato, offre anche segnali di consolidamento e nuove opportunità nel settore crypto.

Outflows ETF e movimenti che amplificano la pressione sul mercato

La fase ribassista viene alimentata da outflows elevati dagli ETF, in particolare da BlackRock, che registra deflussi per 424 milioni di euro in una singola giornata. I clienti liquidano 428 milioni di euro in Bitcoin e 161 milioni di euro in Ethereum, trasferendo gli asset verso Coinbase Prime e contribuendo a un incremento della pressione di vendita. Questo comportamento riflette prese di profitto dopo i recenti rally, accentuate dalla fragilità dei mercati in questa fase. La situazione si aggrava con il ritorno sulla scena di Mt Gox, che movimenta 857 milioni di euro in Bitcoin dopo otto mesi di inattività. Il trasferimento verso nuovi wallet alimenta timori su possibili vendite imminenti, soprattutto in un contesto già segnato da liquidazioni elevate da parte dei trader più esposti. I dati rivelano anche il risveglio dei cosiddetti dormant holder, che mobilizzano 4.278 BTC dopo un periodo di inattività compreso tra tre e cinque anni, per un controvalore di circa 390 milioni di euro. Questo fenomeno suggerisce un cambiamento nell’atteggiamento di investitori storici, che scelgono di muovere asset in un momento di incertezza. Il risultato è una combinazione di segnali ribassisti che si sommano e spingono Bitcoin sotto la soglia degli 83 mila euro, seguendo un’ondata di volatilità che colpisce l’intero settore.

Liquidazioni, leverage e contrazioni della capitalizzazione di mercato

Le liquidazioni forzate rappresentano uno dei fattori principali della pressione ribassista. Nel giro di 24 ore vengono cancellate posizioni per oltre 1,1 miliardi di euro, con un effetto domino che porta il market cap complessivo delle criptovalute a perdere circa il 10 per cento, scendendo a 2,75 migliaia di miliardi di euro. Le posizioni long, molto diffuse nel settore, amplificano l’impatto delle oscillazioni improvvise. La predominanza di leva finanziaria aumenta la vulnerabilità dei trader, con chiusure automatiche che accelerano il trend discendente. Le altcoin seguono a ruota: Ethereum scivola sotto 2,75 mila euro, mentre XRP, Solana e BNB registrano cali tra il 4 e il 6 per cento. Nonostante la contrazione, gli analisti rilevano un aspetto strutturale di queste fasi: l’eliminazione delle posizioni eccessivamente esposte contribuisce a ripulire il mercato. Questa dinamica, secondo alcuni esperti, costituisce la base per futuri rimbalzi, soprattutto in presenza di catalizzatori macroeconomici o regolatori. In questo scenario, l’elevata volatilità spinge alcuni investitori istituzionali a spostarsi su stablecoin e prodotti più stabili, mitigando i rischi legati alla leva.

Le previsioni ottimistiche di Arthur Hayes e le strategie governative

A fronte della pressione ribassista, emergono visioni più ottimistiche, come quella di Arthur Hayes, che mantiene una prospettiva rialzista nonostante il calo attuale. Hayes prevede che Bitcoin possa toccare 137 mila euro entro la fine dell’anno e raggiungere 274 mila euro nel 2026, stimando che le attuali turbolenze rappresentino opportunità di ingresso. Le sue analisi considerano elementi macro come liquidità globale, dinamiche inflazionistiche e cicli di mercato che storicamente hanno favorito Bitcoin dopo fasi di forti contrazioni. L’azione di El Salvador conferma una strategia proattiva, con il governo che acquista 91 milioni di euro in BTC durante il calo, rafforzando il proprio tesoro nazionale. Il presidente Bukele continua la politica degli acquisti regolari, aggiungendo 0,92 milioni di euro al giorno. Hayes interpreta questi movimenti come elementi stabilizzatori, sottolineando come attori governativi possano mitigare la volatilità più estrema tramite operazioni strategiche. Gli indicatori tecnici, come l’RSI in zona oversold, forniscono ulteriori segnali di possibili rimbalzi, soprattutto se inseriti in un contesto macroeconomico complesso.

Nuovi ETF e diversificazione degli asset crypto

Il mercato non vive solo di volatilità e deflussi: emergono anche nuove opportunità, tra cui l’arrivo di un ETF Solana firmato Fidelity, che ha depositato la richiesta sul NYSE. Il prodotto offre esposizione diretta a SOL e introduce anche una componente di staking, consentendo agli investitori di ottenere ricompense aggiuntive. L’interesse per un ETF focalizzato su Solana deriva dalla crescita dell’ecosistema e dalla domanda di prodotti regolamentati che offrano alternative a Bitcoin ed Ethereum. Parallelamente, i movimenti istituzionali continuano, con Forward Industries che trasferisce asset Solana verso Coinbase Prime, segnalando una ridistribuzione di liquidità verso nuove opportunità. Anche altri operatori si muovono in questa direzione: ad esempio, alcuni ETF emergenti riducono le fee per attrarre investitori più cauti.

Stablecoin e nuovi prodotti finanziari digitali

Nel comparto stablecoin emergono innovazioni rilevanti: Figment e OpenTrade introducono un prodotto yield su USD Coin, con rendimenti competitivi che attirano investitori orientati alla stabilità. Il meccanismo combina la sicurezza delle stablecoin con la possibilità di generare proventi, offrendo una soluzione interessante in fasi di mercato particolarmente volatili. I pagamenti digitali assumono un ruolo crescente, con Binance Pay che registra un aumento del 70 per cento nel 2024 e raggiunge 1,83 miliardi di euro in transazioni, anche grazie all’adozione da parte di merchant e utenti. Le piattaforme Web3 in Asia sono protagoniste di un’ulteriore crescita, grazie all’adozione di stablecoin per il settlement, una scelta che consente una riduzione dei costi fino al 50 per cento rispetto ai sistemi bancari tradizionali. Questo modello accelera l’integrazione della finanza decentralizzata nelle economie locali, promuovendo l’efficienza dei pagamenti internazionali e delle transazioni quotidiane.

Innovazione, formazione e infrastrutture tecnologiche

Le innovazioni non si limitano agli strumenti finanziari. Tron DAO lancia Tron Academy presso la UC Berkeley, promuovendo l’educazione blockchain attraverso corsi, laboratori e borse di studio. L’obiettivo è formare una nuova generazione di sviluppatori e analisti in grado di operare in un settore sempre più complesso e competitivo. Contestualmente, partnership strategiche come quella tra Dell Technologies e Nvidia consolidano il legame tra intelligenza artificiale e blockchain. L’accordo prevede l’integrazione di soluzioni hardware avanzate per potenziare cloud e infrastrutture legate alla finanza decentralizzata, con impatti diretti su mining, trading algoritmico e sicurezza di rete. Anche i mercati tradizionali mostrano segnali di fiducia: Alphabet registra un rally significativo dopo un investimento da parte di Warren Buffett, confermando l’interesse crescente negli asset tecnologici che toccano anche il comparto blockchain.

Sfide strutturali e riorganizzazione del mercato

Il settore deve però affrontare anche nuove sfide. DappRadar, una delle principali piattaforme di analytics per dapp, annuncia la chiusura del servizio a causa delle crescenti difficoltà legate ai costi operativi e alla bassa adozione. Questa decisione evidenzia la complessità di sostenere modelli basati esclusivamente su dati blockchain, soprattutto in una fase di transizione dove gli operatori cercano soluzioni più efficienti. Sul fronte regolatorio, la Casa Bianca valuta una nuova tassazione IRS sugli asset crypto detenuti all’estero, un intervento che potrebbe modificare le strategie di investimento dei trader globali. Questa misura mira a colmare lacune normative e migliorare la trasparenza fiscale, in un momento caratterizzato da movimenti di mercato difficili da prevedere.


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