Manjaro 26.0 ha segnato un nuovo passaggio nella strategia della distribuzione Arch-based più orientata all’utenza desktop, affiancandosi al rilascio di Devuan 6.1, aggiornamento che consolida la linea Debian systemd-free. Le due release, pur condividendo kernel LTS, desktop aggiornati come Xfce 4.20 e un’attenzione crescente a Wayland, rappresentano filosofie opposte: integrazione controllata delle novità upstream in Manjaro e conservazione strutturale con scelte radicali in Devuan.
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Manjaro 26.0 “Anh-Linh” come Arch Linux stabilizzato
Manjaro 26.0 si colloca in una fase matura del progetto, dove l’obiettivo non è più soltanto rendere Arch Linux accessibile, ma governare la complessità del rolling release attraverso cicli di validazione più lunghi e kernel a supporto esteso. La base tecnica resta Arch Linux, ma la distribuzione introduce un perimetro di stabilità più simile a quello di una release semestrale, senza rinunciare alla freschezza dei pacchetti.
Il cuore della release è Linux 6.18 LTS, scelto come kernel principale per garantire supporto a lungo termine, compatibilità hardware aggiornata e un ciclo di manutenzione prevedibile. Accanto al kernel di default, Manjaro continua a offrire kernel alternativi 6.12 LTS e 6.6 LTS, consentendo agli utenti di calibrare stabilità e compatibilità in base all’hardware o a carichi di lavoro specifici.
Sul fronte grafico, Manjaro 26.0 compie una scelta netta con l’adozione di Wayland come sessione predefinita per KDE Plasma 6.5 e GNOME 49. Plasma 6.5 rappresenta un passaggio strutturale per l’ecosistema KDE, con una pipeline grafica più coerente, miglioramenti nella gestione del compositing e una riduzione delle latenze percepite. L’integrazione di KDE Gear 25.12 e KDE Frameworks 6.21 completa un ecosistema applicativo allineato all’ultimo stato dell’arte.
GNOME 49, anch’esso orientato a Wayland di default, introduce miglioramenti nella gestione delle finestre, nel fractional scaling e nel consumo energetico sui laptop. Manjaro segnala tuttavia possibili criticità negli upgrade da sessioni X11, fornendo procedure di mitigazione per evitare problemi di login o regressioni grafiche, segno di una maturità comunicativa che mira a ridurre l’attrito per l’utente finale.
L’edizione Xfce 4.20 rimane un pilastro della distribuzione, offrendo un ambiente leggero ma profondamente rifinito, con miglioramenti nella gestione HiDPI, nel window manager e nei pannelli. La presenza di Xfce 4.20 come opzione stabile rafforza il posizionamento di Manjaro anche su hardware meno recente.
Uno degli elementi più significativi di Manjaro 26.0 è l’introduzione della prima versione stabile di COSMIC desktop environment. Nato in ambito System76, COSMIC rappresenta una scommessa su un desktop moderno, modulare e fortemente orientato all’uso tastiera e workflow avanzati. La scelta di includerlo come opzione stabile indica la volontà di Manjaro di fungere da ponte tra innovazione sperimentale e usabilità quotidiana.
Sul piano software, la distribuzione integra Mozilla Firefox 146, LibreOffice 25.8.4 e GStreamer 1.26.10, assicurando compatibilità con gli standard web e multimediali più recenti. Il sottosistema audio si basa su PipeWire, gestito da WirePlumber 0.5.13, con ALSA 1.2.15.1 a supporto, migliorando sincronizzazione audio-video e gestione dei dispositivi professionali.
La componente grafica beneficia di driver NVIDIA 590 e Mesa 25.3, ampliando il supporto alle GPU di ultima generazione e ottimizzando il rendering open source. Manjaro conferma così il proprio ruolo di distribuzione desktop orientata a workstation potenti, senza sacrificare la semplicità di aggiornamento tramite sudo pacman -Syu o strumenti grafici.
Devuan 6.1 “Excalibur” e la continuità Debian senza systemd
Devuan 6.1 non è una release che punta sull’effetto novità, ma sulla continuità strutturale. Basata su Debian 13.2 “Trixie”, questa versione aggiorna Devuan 6.0 correggendo bug, integrando patch di sicurezza upstream e rafforzando l’identità systemd-free che distingue il progetto fin dalle origini.
Il kernel di default è Linux 6.12.57 LTS, scelto per la sua affidabilità e per la coerenza con il ciclo di supporto Debian. La presenza di un kernel LTS consente a Devuan di rimanere una piattaforma solida per server, desktop conservativi e ambienti embedded, dove la prevedibilità è spesso più importante dell’accesso immediato alle ultime funzionalità.
Uno degli aspetti più rilevanti di Devuan 6.1 è il consolidamento del merged /usr file system, che allinea la struttura interna a quella di Debian moderna, semplificando manutenzione e compatibilità dei pacchetti. L’introduzione di /run/utmp migliora la gestione e la registrazione delle sessioni utente, colmando alcune lacune storiche nelle configurazioni non-systemd.
La release corregge bug nel login manager SLiM e migliora l’installazione dei pacchetti di speech-synthesis, un dettaglio che rivela l’attenzione a nicchie specifiche dell’utenza, come l’accessibilità e l’uso in contesti educativi o assistivi. Il supporto nativo a PipeWire media server segna un ulteriore passo verso la modernizzazione dello stack multimediale, pur mantenendo init alternativi come sysvinit, OpenRC o runit.
Devuan 6.1 riduce ulteriormente il supporto all’architettura i386, eliminando ISO installer dedicate ma mantenendo la possibilità di utilizzo tramite repository, una scelta che riflette la progressiva marginalizzazione del 32 bit senza una rottura netta. Al contrario, la distribuzione continua a distinguersi per l’ampiezza delle architetture supportate, includendo amd64, armel, armhf, arm64, ppc64el e riscv64.
Le live ISO di Devuan adottano Xfce 4.20 come desktop predefinito, garantendo coerenza con Manjaro sul piano dell’ambiente grafico leggero, ma con una base Debian e senza dipendenze systemd. Per desktop alternativi come KDE Plasma o Cinnamon, Devuan privilegia l’uso di netinstall ISO, lasciando all’utente la scelta dei componenti durante l’installazione online, oppure desktop ISO offline per ambienti senza connettività affidabile.
Un elemento di rilievo è la disponibilità di immagini non ufficiali per Raspberry Pi 2, 3, 4 e 5, sviluppate dalla community. Queste build estendono Devuan al mondo embedded e single-board computer, offrendo una delle poche opzioni systemd-free su hardware ARM moderno, un aspetto rilevante per progetti industriali, didattici o di laboratorio.
Kernel LTS, desktop condivisi e divergenze filosofiche
Il confronto tra Manjaro 26.0 e Devuan 6.1 mette in luce una convergenza tecnica superficiale e una divergenza filosofica profonda. Entrambe le distribuzioni puntano su kernel LTS per garantire longevità, entrambe adottano Xfce 4.20 come opzione stabile e integrano PipeWire come standard multimediale moderno. Tuttavia, il modo in cui queste componenti vengono orchestrate racconta due visioni opposte.
Manjaro utilizza il kernel LTS come ancora di stabilità in un ecosistema rolling, bilanciando aggiornamenti frequenti con una forte curatela. Devuan, al contrario, usa il kernel LTS come parte di una strategia conservativa, dove la prevedibilità dell’intero stack ha priorità sulla velocità di innovazione.
Sul desktop, KDE Plasma 6.5 e GNOME 49 in Manjaro rappresentano un’adesione piena alle tendenze moderne, con Wayland come default e una forte integrazione grafica. Devuan, pur supportando Plasma e altri ambienti, mantiene un approccio più modulare e manuale, coerente con la sua utenza storica.
La vera linea di frattura resta systemd. Manjaro lo adotta senza riserve come standard de facto dell’ecosistema Linux moderno. Devuan lo rifiuta per motivi sia tecnici sia filosofici, proponendosi come rifugio per chi considera systemd un punto di fragilità o un eccesso di centralizzazione.
In questo senso, Manjaro 26.0 e Devuan 6.1 non competono direttamente. Si collocano su segmenti diversi dello stesso panorama, contribuendo entrambi alla diversità strutturale del mondo Linux, uno degli elementi che ne garantiscono resilienza e innovazione continua.
Domande Frequenti su Manjaro 26.0
Manjaro 26.0 è adatto a un uso professionale quotidiano?
Sì, grazie a Linux 6.18 LTS, driver aggiornati e desktop maturi come KDE Plasma 6.5, Manjaro 26.0 è adatto a workstation e ambienti produttivi, pur mantenendo un modello rolling release controllato.
Devuan 6.1 è indicato per server o sistemi embedded?
Devuan 6.1 è particolarmente indicato per server, sistemi embedded e Raspberry Pi, soprattutto in contesti che richiedono assenza di systemd e massima prevedibilità dello stack.
Qual è la principale differenza tra Manjaro 26.0 e Devuan 6.1?
La differenza chiave è filosofica: Manjaro 26.0 integra le innovazioni upstream in un modello user-friendly, mentre Devuan 6.1 preserva la struttura Debian evitando systemd e privilegiando la stabilità conservativa.
COSMIC desktop in Manjaro 26.0 è pronto per l’uso quotidiano?
La versione inclusa in Manjaro 26.0 è la prima stabile di COSMIC, adatta a utenti avanzati e sperimentatori, ma già sufficientemente matura per l’uso quotidiano su desktop moderni.